LE VOCI – Hernanes: “Io al Milan? Vi assicuro…”

LE VOCI – Hernanes: “Io al Milan? Vi assicuro…”

RIO DE JANEIRO – Il momento è speciale, uno di quelli che tra qualche anno racconterà con soddisfazione a figli e nipoti. Hernanes è reduce dalla migliore stagione della sua carriera nella quale ha segnato 14 reti e vinto la Coppa Italia, è tra i convocati del Brasile per la…

RIO DE JANEIRO – Il momento è speciale, uno di quelli che tra qualche anno racconterà con soddisfazione a figli e nipoti. Hernanes è reduce dalla migliore stagione della sua carriera nella quale ha segnato 14 reti e vinto la Coppa Italia, è tra i convocati del Brasile per la prossima Confederations Cup dove potrebbe essere addirittura titolare e ieri è stato riempito di attenzioni dai suoi compagni. Insieme ai quali, nel ritiro verdeoro dell’hotel Sheraton, ha festeggiato il suo ventottesimo compleanno. Che sia felice e spensierato (forse) come non mai, lo si è capito dalla tranquillità e dalla disponibilità con cui pazientemente ha concesso interviste nella mixed zone della Seleçao. «Io in ritardo di 3-4 minuti? No, quando sono arrivato l’orologio della mia macchina segnava le 19 esatte. Sono puntualissimo» ha detto sorridendo quando i giornalisti gli hanno fatto notare che, complice il traffico in tilt di Rio, martedì si era arrivato qualche minuto più tardi rispetto all’orario fissato.
Tutti lo volevano fermare perché, anche se non è la stella del momento come il neo blaugrana Neymar, anche lui come altri suoi compagni è reduce da una stagione vincente. Inevitabile che Scolari punti su di lui, esattamente come ha fatto Petkovic. Il tecnico biancoceleste non se n’è pentito visto che Hernanes lo ha ripagato con prestazioni di primo livello e con una leadership che ieri lo ha portato a pizzicare anche la Roma quando ha ribadito «che la Lazio negli ultimi 2 anni ha dimostrato di essere più forte».
Hernanes, ha ancora addosso la felicità per il successo in Coppa Italia?
«Sì e me la porterò dentro per un bel po’ visto che è stato un giorno indimenticabile. Davvero, è difficile da spiegare l’emozione che ho provato dopo il fischio finale quando abbiamo vinto la Coppa. La volevamo fortemente e ce la siamo presa».
E’ stata l’emozione più bella della sua carriera?
«Probabilmente sì perché questa finale la sentivamo tutti moltissimo. Chi non vive a Roma non può capire quanto fosse importante il match di domenica scorsa per due squadre che erano reduci da una stagione senza trofei vinti. Per entrambe era l’ultima chance per conquistare un titolo e ci siamo riusciti noi della Lazio. Vedere la festa dei nostri tifosi poi, è stato qualcosa di speciale».
E pensare che la Lazio da molti era considerata la squadra sfavorita per il derby…
«Noi non abbiamo mai pensato al pronostico, al fatto se eravamo favoriti o sfavoriti. Da due anni abbiamo dimostrato di essere più forti della Roma e siamo andati in campo con questa convinzione. Siamo riusciti a fare la partita che volevamo e ci siamo presi la Coppa».
Il modo migliore per mettere la ciliegina sulla torta sarebbe la firma sul rinnovo del suo contratto che scade nel 2015.
«Il contratto non è un problema. Abbiamo fatto una chiacchierata, ma non ci sono problemi. Alla Lazio sto benissimo».
Le squadre che la vorrebbero però non mancano. A lei ha pensato il Milan, ma è soprattutto il Psg del suo connazionale Leonardo che punta ad acquistarla.
«Vi assicuro che queste voci io le apprendo dai giornali o dalla gente che me le riporta. Nessuno della mia società mi ha detto niente, nessuno mi ha fatto delle proposte. Certo, sapere che hai fatto bene il tuo lavoro e che i grandi club si interessano a te è una soddisfazione, ma io sono un giocatore della Lazio».
Pensa che sia possibile costruire una Lazio che possa lottare per lo scudetto il prossimo anno?
«Magari…».
La Coppa Italia alzata al cielo dell’Olimpico domenica scorsa, è il modo migliore per arrivare carico al massimo alla Confederations Cup?
«E’ stata ideale per chiudere un’annata lunga e con tante partite. Un po’ di stanchezza inevitabilmente c’è, ma ho addosso tanto entusiasmo perché questo sarà il mio primo torneo con il Brasile. Indubbiamente sto vivendo un momento speciale della mia carriera».
Pensa che riuscirà a conquistare un posto da titolare nella Seleçao?
«Credo di poter aiutare la squadra, di essere in grado di dare un buon contributo. Se sarò titolare o no lo deciderà Scolari e il mio unico pensiero deve essere quello di lavorare bene per farmi trovare pronto in caso di chiamata. E’ lui che deciderà come e dove giocherò».
Nella Lazio Petkovic la schiera vicino alla prima punta, mentre nel Brasile verosimilmente giocherà qualche metro più indietro. A livello tattico, pensa possa essere un problema per lei questo “arretramento”?
«Ho parlato con Scolari e mi ha detto quello che si aspetta da un “volante”. Questo è il mio ruolo e a Roma sono solo un po’ più avanzato di quanto magari lo sarò nel Brasile. Però nella posizione che ho ricoperto a Roma ho segnato 14 gol, mentre in passato mi fermato a 3: un “volante” che marca qualche rete può far comodo».
Ai gol in teoria nel Brasile penserà Neymar. Felice di avere un attaccante così forte come compagno di squadra?
«Neymar è un fuoriclasse e secondo me ha fatto bene ad andare al Barcellona dove crescerà ancora. Ha tutto per diventare il più forte al mondo».
Pensa che possa superare anche Messi e Cristiano Ronaldo?
«Non credo che a livello di rendimento siano troppo distanti da loro. L’età è dalla parte di Neymar e, se la prossima stagione in Spagna gioca come credo, li raggiungerà».

Fonte: Il Corriere dello Sport

Cittaceleste.it

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