LE VOCI – Il ritardatario Lotito: “Si muova la politica per gli stadi”

LE VOCI – Il ritardatario Lotito: “Si muova la politica per gli stadi”

ROMA – Due ore dopo, c’è anche Lotito a “Uno stadio per amico”. Il solito ritardatario, eppure è così interessato al tema: “Sugli stadi in Italia siamo rimasti ingessati a livello normativo, la legge è imbrigliata su tanti vincoli, che non se ne vede una via d’uscita. Quando io presi…

ROMA – Due ore dopo, c’è anche Lotito a “Uno stadio per amico”. Il solito ritardatario, eppure è così interessato al tema: “Sugli stadi in Italia siamo rimasti ingessati a livello normativo, la legge è imbrigliata su tanti vincoli, che non se ne vede una via d’uscita. Quando io presi la Lazio proposi una legge per ammortizzare i costi e uno dei punti era proprio lo stadio. Dopo 9 anni, siamo tornati al problema che avevo lanciato, allora invece fui preso come un pazzo”. E’ la politica a dover prendere una pillola di coraggio: “Quando il Bayern ha chiesto di fare lo stadio che costava 150 milioni, non si sono scandalizzati e anzi hanno fatto dei piani di sostegno appositi. Noi non chiediamo soldi, solo una legge che ci liberi da questa burocrazia vergognosa. Lo stadio risolverebbe 3 problemi: quelli dei club, quello della sicurezza, visto che lo stadio verrebbe monitorato sempre, e si conoscerebbero uno ad uno i fruitori, quindi l’incremento dei ricavi. Il Flaminio non rappresenta questi parametri. Se si investono 300 milioni, la società deve avere un riscontro e il Flaminio non è in grado di darlo. La politica deve creare le condizioni affinché il calcio porti ricavi e lavoro. Noi abbiamo fatto, adesso aspettiamo”. Un’attesa che sembra un’eternità.


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