LE VOCI – Lazio o Salernitana? “Lotito dovrà scegliere quando i granata saranno in B”

LE VOCI – Lazio o Salernitana? “Lotito dovrà scegliere quando i granata saranno in B”

Michele Marchetti, firma prestigiosa del Corriere dello Sport e conoscitore degli ambienti federali, interviene nel corso del Granata By Night in onda su Radio MPA per arricchire con la sua competenza il dibattito su alcune questioni chiave del futuro della Salernitana. Avendo in mano anche il termometro della piazza capitolina…

Michele Marchetti, firma prestigiosa del Corriere dello Sport e conoscitore degli ambienti federali, interviene nel corso del Granata By Night in onda su Radio MPA per arricchire con la sua competenza il dibattito su alcune questioni chiave del futuro della Salernitana. Avendo in mano anche il termometro della piazza capitolina dove opera Lotito, Marchetti risponde alle domande degli ospiti in studio, a cominciare dal tipo di campionato che sarà quello di Prima Divisione 2013/14, un torneo senza retrocessioni: “Questo era uno dei problemi su cui ci si è interrogati negli ultimi anni e sicuramente sarà un campionato strano perchè l’ultimo prima della Riforma. Si è sempre saputo che fissare una data certa per la Riforma avrebbe creato dei traumi nella stagione precedente. Il cambiamento falserà l’ultimo campionato con la distinzione tra Prima e Seconda Divisione, ma a mio avviso la Riforma era un passaggio obbligato e fondamentale”.

E la Salernitana? “Per la Salernitana sarà un campionato vero, perchè la lotta per salire in Serie B resterà immutata; al contrario per la media-bassa classifica, sarà un po’ un torneo che lascia il tempo che trova. Ma per chi investe e presumo anche per la Salernitana sarà competizione vera, se la giocheranno fino alla fine”.

 

Questione multiproprietà, se non cambierà l’art.16-bis delle NOIF potrebbero emergere problemi di incompatibilità: “Per l’iscrizione al campionato che avete appena vinto – ricorda Marchetti – si è risolto introducendo una norma transitoria. Credo che qualcosa si troverà ma quello delle doppie società è un argomento all’ordine del giorno per la politica sportiva. Il problema potrebbe porsi già in sede di Coppa Italia se Lazio e Salernitana saranno inserite nella stessa competizione. Se c’è la volontà della politica sportiva di trovare una soluzione, e sarà necessario farlo perchè la deroga sta per scadere, credo che non ci siano motivi ostativi ad una risoluzione positiva, visto anche il momento di crisi”.

Il presidente del Granata Group Center Maurizio Tagliaferri chiede se Lotito continuerà ad investire a Salerno. Marchetti crede di sì: “Continuerà senza dubbio. Lotito ormai si è costruito una personalità, uno stile nel bene e nel male nel mondo del calcio. Cioè fare investimenti, ma anche grande oculatezza nella gestione finanziaria. Lo fa alla Lazio, ma credo che sarà il canovaccio che seguirà anche alla Salernitana. Non è uno alla Vigorito, il presidente del Benevento, per restare in Campania, ma è uno che spende il giusto e tiene sotto controllo le uscite. Si parla di investimenti, ma con una struttura organizzativa diversa“.

L’avvocato Luciano Provenza ricorda il numero di abbonati della Salernitana in Serie A (1998) ed evidenzia che è molto vicino a quello che attualmente è il numero di tessere per la Lazio, squadra di alta classifica: “Non so se questo ragionamento è applicabile – risponde Marchetti – perchè dal 1998 sono passati 15 anni in cui l’Italia ha vissuto una crisi che si è riverberata anche nell’afflusso di persone allo stadio. Quindi questi numeri andrebbero attualizzati; non sono nemmeno sicuro che Salerno possa rappresentare un’alternativa alla Lazio perchè fin quando avrà la possibilità, Lotito cercherà di tenere i piedi in due scarpe”.

Con riferimento ai cori “Vattene a Salerno” cantati dai tifosi della Lazio, Marchetti fa un ragionamento pratico: “Dal punto di vista tecnico il progetto nella testa di Lotito è complementare e non escludente: cioè Lazio e Salerno e non Lazio o Salerno. In Prima Divisione la cosa è ancora possibile ed eventualmente una scelta sarà fatta solo in caso di promozione in Serie B. Prima la decisione non è all’ordine del giorno, nonostante i cori che provengono dalla Nord che non spostano l’ago della bilancia, perchè Lotito va avanti per la sua strada“.

Se Marchetti potesse scegliere al posto di Lotito, quale girone di Prima Divisione preferirebbe: “Non si è mai capito: il ritornello classico dice che nel girone B ci sono maggiori difficoltà ambientali ed in quello A più qualità. Credo che questo discorso si sia assottigliato; innazitutto dobbiamo vedere il format e se ci sarà una divisione nord-sud  o si ritornerà a quella trasversale come qualche anno fa. A naso, se fossi Lotito, sceglierei il girone A, perchè poi nei derby perdi punti, è più difficile fare i filotti e nel girone B hai tutto da perdere“.

Sulla possibilità di scontare i punti di penalizzazione nella stagione successiva, Marchetti appare contrario: “Quello del mancato pagamento degli stipendi altera le forze in gioco, basta vedere quanto è successo a Taranto; le penalizzazioni dovrebbero colpire la stagione in corso, non quella successiva. Sull’iter della giustizia sportiva pongo un omissis enorme. Quando si arriva al TNAS che ricordiamo è un arbitrato entrano in campo tutta una serie di elementi politici che vanno oltre l’aspetto sportivo e la giustizia”.

Fonte: Granatissimi.com

Cittaceleste.it

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