LE VOCI – Lazio-Yilmaz, Lotito: “Ecco la verità”

LE VOCI – Lazio-Yilmaz, Lotito: “Ecco la verità”

Ha telefonato a Michel Platini e ieri mattina, così ha assicurato, era pronto a presentare una denuncia per estorsione nei confronti di Alì Esegel, l’agente di Burak Yilmaz. Lotito si difende. E contrattacca puntando l’indice nella solita direzione: la guerra ai procuratori che lo ricattano e che inquinano il mondo…

Ha telefonato a Michel Platini e ieri mattina, così ha assicurato, era pronto a presentare una denuncia per estorsione nei confronti di Alì Esegel, l’agente di Burak Yilmaz. Lotito si difende. E contrattacca puntando l’indice nella solita direzione: la guerra ai procuratori che lo ricattano e che inquinano il mondo del calcio. Il doppio cappotto indigesto con la Juve di Agnelli, niente attaccante per sostenere Klose, le aspettative deluse come troppe volte è successo sotto la sua gestione, la delusione e le critiche feroci dei tifosi, pronti di nuovo a contestarlo. Ieri ha tenuto a precisare il suo pensiero e ha scelto il Corriere dello Sport-Stadio per raccontare come si è sviluppato realmente il mercato della Lazio negli ultimi quindici giorni, come è nata la trattativa per Yilmaz (non era un’invenzione mediatica) e come è tramontata. Lo abbiamo ascoltato. «Un attaccante lo volevamo ma soltanto se avesse avuto certe caratteristiche tecniche. Uno in grado di allungare la squadra, di dare velocità e mobilità all’attacco e che si potesse sposare con Klose» . Di fatto uno che potesse giocare prima o seconda punta. Come Yilmaz. «Non l’ho cercato io, mi è stato offerto. E’ successo il giorno di Ferragosto. A casa mia a Cortina d’Ampezzo si è presentato un intermediario. Mi ha detto: “Yilmaz vuole lasciare il Galatasaray ed è disponibile a venire alla Lazio”. Lo avevamo trattato un anno fa, è un giocatore forte che piace moltissimo a Petkovic e anche a Tare. Mi hanno detto: “Lo fai lo scambio con Hernanes?”. Ho chiarito subito il discorso, ho detto che il brasiliano non si sarebbe mosso, ma hanno insistito. “Yilmaz vuole la Lazio”. Di fronte a questa possibilità, era doveroso approfondire. E ho fatto le mie condizioni. Posso prenderlo, ho spiegato all’intermediario, se facciamo questo, questo e quest’altro. Come stipendio posso garantire 2,5 milioni di euro netti più i bonus. Se vi sta bene, andiamo avanti. Altrimenti lasciate perdere» . Così si erano salutati il 15 agosto. E così sotto traccia sono stati avviati i contatti con il presidente del Galatasaray. Al 28 agosto risale l’incontro a Villa San Sebastiano con il ds del Galatasaray, piombato a Roma per portare avanti la trattativa. «Si è persino presentato nel mio ufficio l’ambasciatore della Turchia che mi diceva: “Dagli 15 milioni”. E che decidi te il prezzo? Abbiamo provato a mettere Kozak nell’operazione, poi si è andati avanti solo su basi economiche».

REGOLE – E’ stata lunga la trattativa, la Lazio è partita da un’offerta di 10-12 milioni per arrivare tra domenica sera (il giorno dopo la smentita in tv allo Juventus Stadium) e lunedì alla proposta finale di 15 milioni di euro. «Avevo trovato un accordo, chiamate pure il presidente del Galatasaray. Yilmaz sarebbe costato 13 milioni cash, pagamento in un’unica soluzione, più ulteriori 2 di bonus. Eravamo d’accordo su tutto, ero convinto di chiudere e poi…». E poi? «Mi arriva una mail di Esegel, il procuratore. Mi fa il riassunto dei bonus e dello stipendio: 2,8 netti totali a stagione. E mi chiede più di 2 milioni, il 10% del totale lordo sui cinque anni di accordo, alla firma del contratto. Così no, non ci sono stato più. E’ un’estorsione». Un’operazione impossibile per i costi e qui s’intravedono le crepe del racconto di Lotito. L’estate scorsa, confermato dal presidente della Lazio, Yilmaz chiese 4 milioni netti di ingaggio e il suo cartellino costava 5. Adesso, pur di andare via dal Galatasaray, avrebbe accettato di prendere meno? E ha senso inseguire un giocatore e un agente che l’estate scorsa erano scappati nel nulla dopo aver negoziato due mesi ed essersi promessi alla Lazio? Lotito così ha riattaccato sul tema. «Speravamo di farcela e il mondo del calcio è condizionato dagli agenti. Ne esistono di seri, ce ne sono altri che ti ricattano. E’ colpa di un sistema da cambiare. Sto lottando per rivedere le regole in Lega. Ho telefonato a Platini. Devono agire anche Uefa e Fifa. Ricordate cosa è successo con Felipe Anderson. Ma Esegel si prenderà una denuncia. Ne riparleremo». Resta il fatto che la Lazio non abbia preso un altro attaccante. Mica esiste solo Yilmaz in giro per il mondo. Tra tanti nomi, Lotito ha confermato di aver provato a prendere Fabio Borini. «Era un nome preso in considerazione, perché può anche giocare da esterno offensivo. Il Liverpool non lo cedeva a titolo definitivo e ha preferito tenerlo in prestito in Premier». Nel pomeriggio di lunedì s’è scatenato il derby per Quagliarella. Lotito ha svelato una telefonata a Sabatini, suo ex diesse, oggi alla Roma. «Gli ho detto, “mi hai fatto un dispetto?”. Quagliarella avrebbe preferito venire alla Lazio perché avrebbe avuto maggiori possibilità di giocare. Avevo chiuso per 6 milioni con la Juve. Ma Sabatini non ha dato Borriello al Genoa e Gilardino è rimasto dov’era» . Lotito non ha tanti rimpianti e fa capire che in fondo l’attaccante non l’ha cercato con ostinazione. «Visto il suo carattere, comincio a pensare che sia stato meglio non prenderlo Yilmaz. E poi, dietro a Klose e Floccari, ci sono Keita e Perea. Non trascurateli. La squadra, che nella passata stagione ha giocato con il 4-1-4-1, è stata costruita con certe prerogative. Ora abbiamo due giocatori per ogni ruolo».

Fonte: Corriere dello Sport

Cittaceleste.it

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