Lotito: “Zarate scaduto infastidito su Mauri”

Lotito: “Zarate scaduto infastidito su Mauri”

di ALBERTO ABBATE ROMA – Sono rami i ricordi e una foglia è già morta: “Se si raccolgono dei frutti da un albero, può darsi anche di trovarne alcuni che sono andati a male”. E’ marcito Zarate, Lotito legge la sua scadenza: “Se una persona non ha un forte equilibrio,…

di ALBERTO ABBATE

ROMA – Sono rami i ricordi e una foglia è già morta: “Se si raccolgono dei frutti da un albero, può darsi anche di trovarne alcuni che sono andati a male”. E’ marcito Zarate, Lotito legge la sua scadenza: “Se una persona non ha un forte equilibrio, soprattutto in una città difficile e pressante come Roma, rischia di essere travolto assumendo comportamenti non in linea con la realtà”. Meglio andare sulla roba fresca e genuina: “La Lazio ha fatto tanti acquisti. Biglia è andato oggi in ritiro”. Che futuro! Eppure rimane incerto quello di Hernanes, fra le righe delle sue parole: “Non leggo cosa dicono i giocatori. A me interessa che i contratti vengano rispettati. Non mi devo fasciare la testa ora – giura Lotito – e anzi mi è sembrato che Hernanes abbia sottolineato di voler rimanere in una società che lo soddisfa, che lo ha messo in condizione di tornare nella nazionale del proprio paese”.

CAPITOLO ATTACCO – Rimane nell’ombra il Profeta: “Solo il tempo dirà se resterò”. Come un treno andrà verso una direzione che nessuno oggi sa. Su un suo vagone da 30 milioni di euro potrebbe però salire la punta delle meraviglie, un bomber da sogno: “In attacco abbiamo Klose, Floccari, Kozak, Perea, Rozzi, Keita e altri giocatori portati dal settore giovanile. Sta all’allenatore stabilire se questi giocatori sono idonei per giocare un campionato competitivo o meno. La società si è mossa per farlo, anche perché sarà un campionato difficile, visto che tutte le squadre si sono rinforzate”. E sarà ancora più tosta raggiungere quella “maledetta” Champions.

MAURI E IL PROCESSO – Dal tintinnio di manette alle mani pulite. Scrolla il fango sulla Lazio, Lotito, a pochi giorni dal processo sportivo per le presunte combine – in cui è imputato Mauri – con Genoa e Lecce del 2011: “La società dovrà rispondere per la responsabilità oggettiva, altra impalcatura desueta di un sistema che non ha più motivo di esistere. Se io società ho messo in campo tutta una serie di azioni volte a prevenire certi fenomeni, perché dovrei risponderne? Sono infastidito da questa situazione perché viene minata la credibilità indirettamente della società attraverso un’ipotesi di danno che non dovrebbe esistere. Poi ci possono essere comportamenti ingenui -continua il presidente biancoceleste – e io non posso essere condannato perché frequento certe persone. La condotta del giocatore dev’essere nel rispetto del codice. Però,  da qui a criminalizzare una persona per valutazioni e frequentazioni esterne non finalizzate a un determinato comportamento, ce ne passa. Mauri lo vedo sereno da tre anni. Parliamo di fatti riferiti al campionato 2010-11. Io vorrei riportare questa logica nell’ambito del sistema giuridico ordinario”. Nervi tesi su rovi d’attesa.

Cittaceleste.it

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