LE VOCI – Reja: “Questa Lazio è un po’ mia. Non faremo sconti”

LE VOCI – Reja: “Questa Lazio è un po’ mia. Non faremo sconti”

deve raccogliere i punti che ancora mancano alla salvezza; e perché la sua (ex) Lazio ha la possibilità di spiccare il volo verso la Champions. No, non sarà una partita come le altre perché per Edy Reja sfidare la Lazio sarà un’incredibile tempesta di emozioni. Accadrà domenica a Bergamo. E…

deve raccogliere i punti che ancora mancano alla salvezza; e perché la sua (ex) Lazio ha la possibilità di spiccare il volo verso la Champions. No, non sarà una partita come le altre perché per Edy Reja sfidare la Lazio sarà un’incredibile tempesta di emozioni. Accadrà domenica a Bergamo. E sarà la prima volta che zio Edy sfiderà da avversario la squadra che è stata sua per tre anni pieni, distribuiti nell’arco di quattro stagioni. Arrivò a Formello a febbraio 2010, con una squadra che aveva un piede e mezzo in B: la salvò e nelle due stagioni successive la portò a un soffio della Champions. La delusione per il traguardo mancato (per due volte) al fotofinish lo indusse a lasciare, ma poi un anno e mezzo dopo (gennaio 2014) Lotito lo richiamò per salvare una squadra che, al secondo anno di Petkovic, stava pericolosamente scivolando verso il baratro. La tirò fuori dai guai e poi sfiorò una miracolosa qualificazione in Europa League. «E l’avremmo ottenuta se il pubblico ci avesse aiutato (i tifosi disertavano lo stadio per contestare Lotito, ndr). E’ stato questo il motivo che mi ha spinto ad andar via da Roma». LAZIO, TUTTO PREVISTO Di questa Lazio però, fermi restando i grandissimi meriti di Pioli, c’è anche tanto di Reja. «Avevo iniziato a impostare la nuova stagione con Lotito e Tare, certi acquisti li abbiamo ponderati assieme». Poi però è arrivato Pioli. «E ho fatto i complimenti ai dirigenti per la scelta: Pioli era l’uomo giusto al posto giusto. Ha un organico completo grazie anche alla crescita di alcuni giovani che avevano iniziato con me». Una squadra, insomma, in grado di mettere le mani su quella Champions che a Reja è sfuggita per ben due volte. E lui il suo contributo da ex laziale l’ha dato con quel pari strappato all’Olimpico alla Roma.

 

 

 

Che gli ha fatto pervenire attestati di stima da parte deidomenica lo invitano ad avere domenica lo invitano ad avere un atteggiamento più clemente… ATALANTA, MANCA POCO Ma non sarà così perché l’Atalanta non è ancora salva e perché, per una questione di par condicio con le pretendenti alla Champions, a Reja non dispiacerebbe fermare la Lazio dopo aver imposto il pari sia alla Roma sia al Napoli (entrambe fuori casa). Racimolare uno o più punti significherebbe anche mettere in cassaforte una salvezza che, comunque, dopo il pari di Cesena, è più vicina. «Risultato fondamentale, alla fine potevamo anche vincere (palla-gol di Bianchi, ndr), ma va bene così. Il traguardo è vicino, ma non l’abbiamo ancora centrato. Guai a distrarsi». Poi una volta acquisita la permanenza matematica, si potrà programmare il futuro. «Mi piacerebbe restare a lungo all’Atalanta. Questa è una società modello con un centro sportivo che ha pochi eguali in Italia. Insomma, ci sono le condizioni ideali per lavorare». E per continuare a sfidare, da ex, la sua Lazio. (fonte: La Gazzetta dello Sport)

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