LE VOCI – Rocchi: “Lazio, non doveva finire così “

LE VOCI – Rocchi: “Lazio, non doveva finire così “

ROMA – Tre gol e un palo nelle ultime sette partite di campionato con l’Inter peggiore degli anni Duemila, un assist di tacco nella semifinale di Coppa Italia con la Roma, 105 prodezze con la maglia della Lazio e ancora tanta voglia di segnare. Tommaso Rocchi se n’era andato a…

ROMA – Tre gol e un palo nelle ultime sette partite di campionato con l’Inter peggiore degli anni Duemila, un assist di tacco nella semifinale di Coppa Italia con la Roma, 105 prodezze con la maglia della Lazio e ancora tanta voglia di segnare. Tommaso Rocchi se n’era andato a gennaio dopo otto anni e mezzo senza sbattere la porta. In silenzio. Forse è stato troppo bravo ragazzo per regalarsi una carriera da urlo come il talento e l’intelligenza calcistica gli avrebbero permesso. Ma è stato lo stesso un grande attaccante, il quinto di sempre nella storia della Lazio dietro a monumenti come Piola, Signori, Chinaglia e Giordano. Con Delio Rossi era apparso in nazionale senza riuscire a entrarvi in modo stabile. Con Pandev segnava gol a grappoli e trascinò la Lazio in Champions. Non a caso Klose lo ha sempre considerato il suo partner preferito. Stramaccioni lo aveva voluto all’Inter, dov’è arrivato nella stagione meno favorevole. L’avvento di Mazzarri e il profondo rinnovamento dell’organico non gli hanno consentito di restare, ma Tommaso ha ancora voglia di graffiare. Si sta allenando da solo, ha avuto contatti con due o tre club di serie A, sta valutando l’ipotesi di provare un’esperienza all’estero, si deve sbloccare il mercato prima di trovare sistemazione. Aspetterà. E continuerà a segnare nel nostro campionato.

Come sta Rocchi?
«Bene. Ho ripreso da due settimane gli allenamenti con Claudio, il mio personal trainer. Voglio farmi trovare pronto appena si presenterà l’occasione. Sto valutando alcune soluzioni in Italia e anche all’estero».

Rocchi a parametro zero può fare comodo.
«Motivato sono motivato. E fisicamente sto bene. L’ho dimostrato nell’ultima parte della stagione con l’Inter. Penso di aver fatto bene quando c’è stata la possibilità di giocare con un minimo di continuità».

Come si è chiusa con l’Inter e qual è il bilancio?
«E’ stata un’esperienza molto bella pur essendo capitato in una stagione poco fortunata, ma l’Inter è uno dei club più importanti d’Europa. Nell’ultimo periodo, quando si sono aperti degli spazi a causa di altri infortunio, ho riacquistato condizione e credo di aver fatto bene. Ero andato con l’obiettivo di starci un anno e mezzo. Ora è cambiato lo staff tecnico, c’è anche un discorso più generale che riguarda l’assetto della società. Ad oggi non c’è stata la possibilità di continuare. Ringrazio lo stesso Moratti per avermi dato questa possibilità. E’ stato bello giocare all’Inter».

L’addio alla Lazio è stato sofferto. A posteriori, sarebbe stato meglio resistere sino alla fine della stagione?
«Le valutazioni che mi hanno spinto ad andare via sono state fatte a 360 gradi. Mi dispiace il modo come sia finita un’avventura durata tanto, mi dispiace essere andato via come un giocatore normale. Questo si è aggiunto all’aspetto calcistico, volevo giocare di più, non c’erano spazi.Ad agosto avevo lasciato cadere alcune possibilità, volevo proseguire con la Lazio, ma all’inizio di gennaio è stato inevitabile accettare la proposta dell’Inter. Mai fatto polemiche, neppure ci voglio pensare adesso. Dopo otto anni e mezzo è finito tutto troppo in fretta».

Dica la verità. Ha qualche rimpianto legato al 26 maggio? E come ha passato quel giorno? Poteva essere Rocchi ad alzare la Coppa Italia…
«Il 26 maggio è stato bello. Ho tifato da matti, sapete quanto abbia sempre sentito il derby con la Roma e poi sino alla fine di dicembre ho fatto parte della squadra. Sono stato molto felice per i miei compagni. Hanno vinto la Coppa Italia in una partita irripetibile. Rimpianti? Beh, forse avrei potuto alzare la Coppa come nel 2009, ma non si sa mai. Magari non ci sarei stato lo stesso… (e sorride, ndr)».

Sente ancora i suoi compagni? E come sta nascendo la nuova Lazio?
«Qualche sms. Ho sentito Candreva durante la Confederations Cup. La Lazio è un’ottima squadra, sta aggiungendo altri giocatori alla stessa ossatura delle ultime stagioni. Non conosco i nuovi acquisti, penso manchi ancora qualcosa».

Quale può essere l’obiettivo?
«Il solito. Cercare di entrare in Champions, correre per entrare tra le prime tre. Non è facile. Con la vecchia Lazio ci siamo riusciti nel 2007, sono orgoglioso di aver giocato e segnato in Champions. I miei compagni ci riproveranno. Sarà una bella lotta con Fiorentina, Napoli, Inter e Roma».

Per lo scudetto Juve irraggiungibile?
«Nelle ultime due stagioni ha dimostrato di essere la squadra più forte e credo abbia ancora un bel vantaggio».

A settembre compirà 36 anni. Ha pensato al dopo?
«Ad oggi il mio unico pensiero è quello ancora di segnare. Sto bene, mi diverto. Vorrei giocare una o due stagioni, ci sono un paio di soluzioni di cui preferisco non parlare e c’è qualche contatto con l’estero. Poi, non ho deciso con quale ruolo, resterò nel calcio».

Tornerà alla Lazio?
«Non lo so. Se ci sarà questa possibilità, vedremo».

 

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