L’incornata di Glik ferma una Lazio col fiatone.

L’incornata di Glik ferma una Lazio col fiatone.

ROMA – Il diluvio che si abbatte sulla Capitale dalle 10 di mattina, non ferma la gara Lazio-Torino. Per Giannoccaro si può giocare, per i biancocelesti evidentemente no. La squadra di Petkovic entra in campo quasi intorpidita. I ragazzi di Ventura, invece, vogliono subito far loro la gara. Le assenze…

ROMA – Il diluvio che si abbatte sulla Capitale dalle 10 di mattina, non ferma la gara Lazio-Torino. Per Giannoccaro si può giocare, per i biancocelesti evidentemente no. La squadra di Petkovic entra in campo quasi intorpidita. I ragazzi di Ventura, invece, vogliono subito far loro la gara. Le assenze di Ledesma ed Hernanes i fanno sentire negli automatismi dei capitolini, che lasciano le fasce ai granata, e, anche dopo l’inzuccata di Glik che firma lo 0-1, non riescono a sciorinare la solita gamma di passaggi.

Lorik Cana è lento e macchinoso, Gonzalez corre a vuoto, Konko si sovrappone quasi sempre fuori tempo, e Lulic è impegnato più a pensare a Cerci che ad offendere. Con queste prerogative, la riscossa della Lazio parte dai piedi di Candreva, e del solitario Klose. Se il numero 87 offre spettacolo dalla distanza, confezionando anche un pregevole assist per Mauri, sciupato dal vice-capitano, il tedesco viene a prendersi la palla spesso nel cerchio di centrocampo, da vero leader. Al suo fianco, capitan Rocchi, è fuori condizione, non trova mai l’anticipo e, nell’unica ghiotta occasione, calcia malamente addosso a Darmian dal vertice dell’area piccola. Lo stadio mugugna.

Con Napoli,Roma e Inter pronte a cadere, la Lazio si mette in scia per una debacle globale d’alta classifica. Petkovic non è soddisfatto, e, scuro in volto, rientra negli spogliatoi. Alla fine tocca infatti ringraziare Bizzarri per la strepitosa uscita su Cerci. Una ‘smanacciata’ che tiene in piedi la truppa.

Sotto al tunnel il tecnico di Sarajevo si fa sentire. I capitolini rientrano in campo aggressivi e compatti. Anche Rocchi, il capitano, sembra rigenerato, ed ha in più occasioni la palla del 2-1. In una, clamorosa, mette al lato dopo aver saltato Gillet. Il Torino gioca solo di rimessa, e si divora con Santana, di testa, il colpo del possibile nuovo vantaggio. E’ l’unica perla di una squadra, quella granata, che nei secondi 45′ minuti, nonostante gli spazi concessi dalla Lazio, si affida a due invenzioni di Cerci, ben contrastata da un Biava monumentale. Klose sembra stanco, ma gioca a tutto campo, e fornisce palloni invitanti per i compagni. Apre soprattutto spazi che Candreva sfrutta per servire a Mauri il pallone dell’1-1. Di li in poi un monologo biancoceleste, a partite dalla succitata palla a porta vuota, che Tommaso Rocchi deposita sull’esterno della rete. Calano Candreva e Mauri, e la banda di Petkovic lentamente si affida ai lanci lunghi. Manca la precisione di Hernanes e Ledesma, e nell’ombra rimane un Lorik Cana ancora poco convincente. Sale invece Lulic. Manca lo spunto dello scorso anno, ma i suoi recuperi in fase difensiva tolgono al Toro più d’un contropiede. Un punto alla fine che lascia l’amaro in bocca, per un approccio senza dubbio sbagliato.

Klose, da buon tedesco, calcola invece tutto, e si fa ammonire da Giannoccaro in vista del Derby. A Catania, però, questa Lazio dovrà per forza di cose riprendere la marcia. Con le sconfitte di Napoli e Roma, i biancocelesti fanno comunque un piccolo passetto positivo. La vittoria avrebbe garantito una trasferta in Sicilia con meno pressioni. Non c’è tempo per rifiatare. La coperta è corta, i recuperi di Brocchi e Rocchi diventano a questo punto fondamentali. La sensazione è che solo la testa e il grande carattere impresso a questa Lazio dal suo tecnico, tengono in piedi per 90 minuti una squadra oggettivamente stanca.

 

Mirko Borghesi

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