ZOOM – L’omertà di Mauri oltre ogni dubbio?

ZOOM – L’omertà di Mauri oltre ogni dubbio?

di ALBERTO ABBATE ROMA – Il masochismo del soldato Palazzi: afferra il fucile, si spara. E salva la Lazio: la Commissione Disciplinare – come anticipato ieri da cittaceleste.it – è pronta a sentenziare un’omessa denuncia di Mauri (sei mesi di stop, ammenda per il club), dopodomani. E’ il crollo di…

di ALBERTO ABBATE

ROMA – Il masochismo del soldato Palazzi: afferra il fucile, si spara. E salva la Lazio: la Commissione Disciplinare – come anticipato ieri da cittaceleste.it – è pronta a sentenziare un’omessa denuncia di Mauri (sei mesi di stop, ammenda per il club), dopodomani. E’ il crollo di prove sterili, astratte e piene di “ragionevoli” dubbi. Poco importa che il procuratore federale cercherà altre munizioni, è troppo ferito, pallottole affondate: impugnerà le decisioni di Artico e compagni davanti alla Corte di giustizia federale, ab-bisserà in appello. E pensare che già a novembre sapeva di avere in mano poco o nulla per reggere le combine di Lazio-Genoa e Lecce-Lazio. Di Martino da Cremona gli aveva promesso aiuto, invece nulla. Neanche uno straccio d’elemento in più, uno sputo di carta vincente, solo assi di picche. Gongola, Lotito, che pure di questa brutta storia nulla più vuole saperne. E c’ha ragione: scongiurato il -6, “vinta” la battaglia per il bene biancoceleste, dirà arrivederci e grazie a Mauri a giugno. Contratto in scadenza, saluti a un altro capitano. 

 LE PROBABILI MOTIVAZIONI – Canta che lo liberi. Capitombola l’attendibilità di un altro pentito, Gervasoni – già crollato di fronte al Tnas – non colpisce stavolta neppure in primo grado. Ed è una svolta. Le sue versioni, per lo più de relato, viste e riviste, non incidono per Lazio-Genoa. Cade l’illecito: non c’è prova contraria che Mauri e Zamperini non si fossero incontrati a Formello per la consegna dei biglietti, c’è invece un registro alla gabbiola, dove è inciso solo il nome dell’ex calciatore il 13 maggio, mentre Ilievski lo aspettava in macchina fuori dal centro sportivo. Nessun testimone sostiene l’accusa contraria: non possono bastare neppure una miriade di sms muti (senza contenuto) a giustificarla. Non c’è traccia di quattrini, né di scommesse: “Abbiamo chiesto un tabulato alla Goldbet e abbiamo cercato quelle anomalie, che ci contestava l’accusa. Non ce n’è nessuna su Lazio-Genoa. Quella partita viene giocata 86 volte e di queste solamente 7 risultano vincenti e 6 su sistemi. Il sistema ci fornisce anche quando è stata registrata dal computer e viene registrata alle 11,45 del 14 maggio, mezz’ora prima di quando sarebbe avvenuto l’incontro”, spiegava l’avvocato Buceti nell’arringa difensiva. Dimostrando pure – carte cantano – come la famosa “scheda coperta”, intestata a Samantah Romano, fosse stata davvero utilizzata per le scommesse sul tennis, come confessato da Mauri. Che non ha mai negato di conoscere Aureli – autogol di Palazzi al processo – piuttosto di non avere la passione per il poker. Risposte pure furbette del centrocampista, ma è la non certo geniale formulazione delle domande a escludere un’eventuale falsa testimonianza. L’illecito, poi, non regge per un dubbio principe: possono due soli giocatori – Mauri e Milanetto – aver combinato il risultato dell’incontro? Mica è un set di tennis: racchettata a Palazzi.

L’OMESSA PER LECCE-LAZIO – Santa inquisizione, nel senso di benedetta: Mauri dopo due anni di indagini ha poco da nascondere. A Cremona hanno centrifugato la sua vita e i suoi conti, l’hanno scarcerato senza aspettare neppure – non è un caso – il tribunale del riesame: a Brescia avrebbero potuto screditare Di Martino e dare una mano a Mauri. Forse l’iter lo ha comunque aiutato, per la “stranezza” della vicenda: che si trattasse di un arresto per una confessione mai avuta? Stefano non è certo un mafioso, eppure anche la Disciplinare lo considererà un “omertoso” per la sfida col Lecce: omessa denuncia per una combine di cui Mauri “non poteva non sapere” dall’amico Zamperini. Che aveva già invitato Ferrario a nozze con Ilievski. In Salento, le banconote volano, spuntano ungheresi e rogatorie. Da capire nelle prossime motivazioni, come Artico dimostrerà che il brianzolo sapesse del misfatto. Senza un appiglio solido, la fune potrebbe spezzarsi già il 12-13 agosto (ma la Corte di giustizia emetterà la sentenza probabilmente dopo il 18 agosto, Mauri salterebbe comunque la Supercoppa) nel secondo grado di giudizio. Se le righe saranno ancora sul ciglio di un equilibrio instabile, aspettatevi le acrobazie. Step (by Step) è già in rovesciata. A trentatré anni, nel mezzo del cammin della sua vita, non vuole più ritrovarsi per una selva oscura.

Cittaceleste.it

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