Lotito, “Le tre mosse per salvare il calcio italiano”

Lotito, “Le tre mosse per salvare il calcio italiano”

ROMA – Questione stadi, tutto bloccato. Non solo per la Lazio, ma anche per tanti altri club di Serie A, che attendono con ansia l’approvazione della legge, che permetterebbe alle società di ridare ossigeno alle proprie casse e di riportare la gente allo stadio. Claudio Lotito, intervistato dalla Gazzetta dello…

ROMA – Questione stadi, tutto bloccato. Non solo per la Lazio, ma anche per tanti altri club di Serie A, che attendono con ansia l’approvazione della legge, che permetterebbe alle società di ridare ossigeno alle proprie casse e di riportare la gente allo stadio. Claudio Lotito, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha fatto capire come, in sole tre mosse, si potrebbe far tornare a camminare la macchina del pallone italiano. Ecco la sua ricetta:

1°”Va approvata subito la legge sugli stadi, per la quale sta prevalendo una concezione borbonica dello Stato, col totem del vincolo. Il testo così com’è uscito dai lavori parlamentari rappresenta un giusto compromesso, ora non prevalgano i radicalismi. Con stadi polifunzionali si otterrebbero maggiori ricavi, una più stabile patrimonializzazione delle società e il tifoso smetterebbe di essere un cliente per diventare parte integrante della squadra.”

2° “Occorre una riforma globale dei campionati per assicurare sostenibilità al sistema e liberare risorse, con una Serie A a 18 squadre, una B a 18, una retrocessione diretta e l’altra attraverso uno spareggio con una di B. Bene la riduzione a 60 della Lega Pro ma siamo sicuri che si trovano 60 club in grado di essere competitivi? I fattori chiave da prendere in considerazione sono il bacino d’utenza e la forza imprenditoriale.

3° “Serve un pacchetto di riforme, una parte attraverso la revisione delle Noif e dello statuto federale, un’altra con un passaggio in Parlamento. La Legge 91 sul professionismo è fuori dal tempo, da quando fu promulgata il calcio è stato stravolta: si è passati dalle società senza fini di lucro alle quotazioni in Borsa. Poi va riformata la giustizia sportiva e bisogna pensare di introdurre la tecnologia per supportare gli arbitri. Se l’ha fatto il tennis con l’occhio di falco, perché non può farlo il calcio?

Rob.Ma. – Cittaceleste.it

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