LE VOCI – Claudio Lotito: “Stadio come il Colosseo”

LE VOCI – Claudio Lotito: “Stadio come il Colosseo”

ROMA – Razzismo, discriminazione territoriale, squalifiche. Poche parole, per descrivere gli ultimi giorni di (extra) calcio all’Italiana. Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, tramite le frequenze della radio ufficiale della società biancoceleste prova brevemente a fare il punto della situazione. Di chi sono le responsabilità di tutto quello che stiamo…

ROMA – Razzismo, discriminazione territoriale, squalifiche. Poche parole, per descrivere gli ultimi giorni di (extra) calcio all’Italiana. Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, tramite le frequenze della radio ufficiale della società biancoceleste prova brevemente a fare il punto della situazione. Di chi sono le responsabilità di tutto quello che stiamo vivendo? “Vent’anni fa i ragazzi crescevano con certi valori – dice Lotito – della scuola e della famiglia. C’erano gli oratori, che formavano anche spiritualmente questi ragazzi, questi adolescenti. Poi, una volta, intorno ai 16 anni ci si interessava alla politica, che insegnava anche il rispetto delle regole. Oggi tutto questo non c’è più. Quelli odierno nel 90% dei casi non è razzismo vero e proprio: è malcostume. Non si può essere ostaggi di poche persone”.

I ragazzi di oggi non hanno la capacità di confronto, si basano su come si appare e non su come si è. Si ragiona su un sistema di branco, lo stadio viene considerato come il Colosseo nell’antichità: un luogo di sfogo dove dimostrare che loro fanno parte di un clan che vuole mostrare tutta la propria forza. Questo, sta creando tutto quello che vedete. Quindi noi, dobbiamo fare di tutto per migliorare questa situazione a partire dagli stadi di proprietà. Non credo che gli Italiani abbiano nel loro animo, qualcosa contro qualche razza. Non siamo un popolo razzista. Il problema – conclude – è che oggi i genitori non sono più educati, non sanno, non conoscono le funzioni ed i ruoli delle istituzioni. La Uefa? Sancisce dei principi che però devono essere applicati singolarmente ad ogni realtà in maniera diversa. Noi abbiamo un problema culturale noto: ci vuole tempo per far capire alla gente che certi comportamenti non hanno una connotazione razzisti. Sanzionare uno stadio intero poi, non è certamente la risposta giusta a questo tipo di fenomeni. Perchè non ha senso far pagare società e tifosi, quelli che hanno fatto un abbonamento e che allo stadio si sono sempre comportati in maniera corretta”.

Cittaceleste.it

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy