Lotito, «Abbiamo comprato poco?..»

Lotito, «Abbiamo comprato poco?..»

Maglie nuove, squadra vecchia. Ma al popolo laziale (per ora) va bene così. E così va bene soprattutto al presidente Lotito (anche qui, per ora…) che approfitta della presentazione delle nuove divise della Lazio per parlare di mercato. E difendere le strategie societarie. Avanti così «Abbiamo comprato poco? Evidentemente la…

Maglie nuove, squadra vecchia. Ma al popolo laziale (per ora) va bene così. E così va bene soprattutto al presidente Lotito (anche qui, per ora…) che approfitta della presentazione delle nuove divise della Lazio per parlare di mercato. E difendere le strategie societarie.

Avanti così «Abbiamo comprato poco? Evidentemente la rosa è già sufficientemente competitiva — attacca Lotito —. Questo organico nelle ultime due stagioni è stato capace di lottare per i primissimi posti della classifica, quindi non aveva bisogno di essere stravolto. Anzi, l’importante era appunto non smantellarlo. E’ quanto abbiamo fatto: non abbiamo venduto nessuno, nonostante le tantissime richieste ricevute. E poi non è vero che non abbiamo preso nessuno. E’ arrivato un campione come Ederson, abbiamo riscattato Candreva, sono tornati Zarate e Floccari». Peccato che qualcuno avesse detto che sarebbero arrivati tre-quattro grandi giocatori. «Ero stato io — ammette Lotito —, ma non mentivo. I tre acquisti erano Ederson, Breno e Yilmaz. Ederson l’abbiamo preso, gli altri due non sono arrivati per questioni indipendenti dalla nostra volontà. Con Breno avevamo fatto tutto, poi gli è stata inflitta una condanna spropositata rispetto a quanto fatto (3 anni e 9 mesi per l’incendio della sua abitazione, ndr). Siamo convinti della sua innocenza e speriamo di poterlo presto tesserare. In quanto a Yilmaz l’accordo era stato raggiunto, poi c’è stato un club (il Galatasaray, ndr) che gli ha offerto 4 milioni, a quel punto noi ci siamo tirati indietro». 

Entusiasmo e dubbi Tutto chiaro. Ma di solito quando un obiettivo sfuma se ne cerca un altro. «E infatti il mercato non è ancora chiuso — continua Lotito —, però non fa parte del nostro stile comprare tanto per comprare. Questa è una logica che apparteneva ad altre gestioni. Ci vuole pazienza, qui c’è qualcuno che si diverte a criticare. Addirittura hanno messo in discussione Petkovic: niente di più falso. Noi abbiamo progetti di più ampio respiro». La gente laziale, però, chiede altro: quei rinforzi che non sono ancora arrivati. C’è delusione, come testimonia il calo nella sottoscrizione dei nuovi abbonamenti (quelli in prelazione sono scesi del 25 per cento), ma per il momento non c’è contestazione. Anzi, per la presentazione delle nuove maglie ieri a Formello c’erano oltre 3 mila tifosi nonostante il caldo torrido. La Macron, nuovo sponsor tecnico, ha varato un’operazione amarcord. La prima divisa (celeste) e la seconda (bianca) ricordano quelle della Lazio di Maestrelli degli anni ’70. La terza (nera con una fascia celeste) era invece la maglia da trasferta della Lazio di Eriksson. «Speriamo siano di buon auspicio», sospira Biava. «Puntiamo ad un campionato da primi posti», promette capitan Rocchi. 

A Fiuggi Intanto da ieri sera la squadra è in ritiro a Fiuggi: ci resterà fino a sabato per la seconda parte del ritiro precampionato. Al termine della prima, svolta ad Auronzo di Cadore, Petkovic ha detto che ora si farà sul serio. E’ il momento, dunque, delle scelte, a cominciare da quella del modulo. Rispetto ad Auronzo il tecnico croato avrà un Klose in più (il tedesco ieri è stato il più acclamato dai tifosi, subito dopo di lui il figliol prodigo Zarate), non ci saranno invece gli infortunati Diakite e Bizzarri, oltre ai lungodegenti Brocchi, Stankevicius e Radu. Non convocati pure i «separati in casa» Foggia, Matuzalem e Sculli: sono tutti in attesa di una sistemazione altrove.


FONTE: gazzetta dello sport

Simone Davide-Cittaceleste.it
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