LOTTA CHAMPIONS – La volata ai raggi X

LOTTA CHAMPIONS – La volata ai raggi X

Sette giornate alla fine, quattro scontri diretti (estesi alla zona Europa League), altre sei partite di cartello, tra le sfide alla Juve capolista e alle due milanesi. Sette giornale alla fine, tre squadre in corsa per due posti in Champions, uno garantito al cento per cento e l’altro con la…

Sette giornate alla fine, quattro scontri diretti (estesi alla zona Europa League), altre sei partite di cartello, tra le sfide alla Juve capolista e alle due milanesi. Sette giornale alla fine, tre squadre in corsa per due posti in Champions, uno garantito al cento per cento e l’altro con la condizionale dei play off che ci ha già penalizzato tante volte in passato (vedi il Napoli lo scorso agosto) ma da quest’anno con un piccolo paracadute (una quota sul market pool che spettava una volta solo a chi accedeva al girone) che permetterebbe di rendere più morbida la caduta in Europa League.
Dunque, in ordine: Lazio, Roma, Napoli, lasciando alla Fiorentina la sola corsa al 5° (o 4°) posto. Con quel derby per il secondo posto – e la certezza della Champions – che si dilata in una corsa a quattro, per arrivare alle spalle della Juve (ai bianconeri, nel frattempo, mancano 6 punti per lo scudetto) o salire almeno sul gradino più basso del podio e andarsi a giocare tutto ad agosto. Con una variabile in più a rendere il tutto più gustoso e anche più complicato: Napoli e Fiorentina sono in corsa in Europa League e un successo nella finale di Varsavia significherebbe staccare un biglietto extra per la Champions.

coppe o non coppe. La parentesi appena accennata all’Europa League impone subito un’altra considerazione: su quattro pretendenti, due non hanno l’impegno delle coppe e sono peraltro le due favorite in questo momento in virtù del margine di 5 punti di vantaggio a sette giornate dalla fine. La Lazio, in particolare, il peso delle coppe non l’ha mai avuto e questo può in parte spiegare la continua progressione della squadra di Pioli nei mesi cruciali in cui si è deciso il campionato. Rispetto alla Roma, i biancocelesti avrebbero in agenda un impegno in più, la finale di Coppa Italia, fissata il 7 giugno ma suscettibile di un anticipo al 20 maggio nel caso i bianconeri di Allegri raggiungessero la finale di Champions di Berlino (6 giugno). In questo caso, la finale di Tim Cup cadrebbe a quattro giorni esatti dal derby: un ulteriore dispendio di energie mentali per i biancocelesti.

 

 

 

Scalata Lazio. Quella di Pioli sarebbe la squadra più in forma del momento, insieme al Napoli, se non fosse alle prese con una lunga serie di infortuni (eccellenti e pesanti) che proprio nel momento cruciale della stagione stanno limitando le scelte di Pioli. E solo il ko di Torino, con le preoccupazioni per le assenze, ha leggermente intaccato un morale che resta comunque bello alto. Facendo la media sulle sette partite, il calendario della Lazio ha la stessa complessità di quello del Napoli. Pioli avrà ora in sequenza tre turni favorevoli (Chievo e Parma subito in casa, poi la trasferta di Bergamo), ma poi avrà quattro gare di complessità sempre crescente: Inter e Samp (blucerchiati potenzialmente ancora in corsa per l’Europa League), poi derby e trasferta a Napoli all’ultima giornata.

Stallo Roma. Il derby alla penultima è sul piano tecnico e psicologico l’insidia più grande per la Roma di Garcia. Che si è fatta sorpassare dalla Lazio, l’ha appena raggiunta sciupando però la chance del controsorpasso e confermando i segnali di difficoltà degli ultimi mesi. La condizione (intesa nel senso più ampio, dalla forma alla qualità del gioco espressa) è quella che è, il morale è anche peggio. La Roma dovrà andare due volte a San Siro – subito con l’Inter – e avrà per il resto partite di difficoltà media e mai impegni sulla carta palesemente agevoli. Se non altro chiuderà in casa con un Palermo già ampiamente salvo.

RILANCIO NAPOLI. Sette partite per provare a rientrare in zona Champions, almeno con il terzo posto. Oppure quattro gare per vivere il sogno Europa League sino a Varsavia staccando ugualmente un biglietto per la Champions. Il Napoli di Benitez vive questa doppia prospettiva: proprio l’Europa ha rilanciato gli azzurri, rinati a Wolfsburg e spietati domenica in casa del Cagliari. Lo scontro diretto con la Lazio, all’ultima giornata, può valere tantissimo, prima ci sarà la trasferta allo Stadium, magari con una Juve con la testa altrove… Samp e Milan, per il resto, le partite più complicate, ma ora gli azzurri dovranno dimostrare di non soffrire più le piccole (Empoli, Parma e Cesena). Gioco ritrovato, condizione pure: fisicamente il Napoli c’è e mentalmente sta smaltendo anche le scorie delle polemiche delle ultime settimane legate al ritiro.

Fiorentina-samp. Per i viola valgono, in chiave Europa League, le stesse considerazioni fatte per il Napoli. Classifica alla mano, solo il successo in coppa permetterebbe di andare in Champions. In campionato, la Fiorentina è quella con il percorso sulla carta più agevole: la trasferta in casa della Juve (dove ha vinto in Coppa Italia) è il momento più complicato, poi dal Cagliari al Chievo, una serie di partite decisamente abbordabili, contro squadre che nel frattempo dovrebbero essere tutte già salve o già retrocesse. Il ko con il Verona una brutta botta per il morale ma nello sprint per il 5° posto sono i viola i favoriti rispetto alla Samp che ha tre impegni pesantissimi (Napoli, Juve e Lazio). E il 5° posto, con Juve-Lazio finale di Coppa Italia, vale quasi certamente il girone di Europa League. (fonte: Corriere dello Sport)

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy