Lulic, è ora di spiccare il volo

Lulic, è ora di spiccare il volo

Ventisei anni fa, a Mostar, città della Bosnia- Erzegovina, frutto della guerra dei Balcani, nasceva Senad Lulic ,meglio conosciuto da tutti i tifosi biancocelesti con l’ appellativo di ‘Speedy’. Quanti chilometri macinati su e giù per la fascia per il giocatore venuto dalla Svizzera. Venne acquistato la scorsa stagione dallo…

Ventisei anni fa, a Mostar, città della Bosnia- Erzegovina, frutto della guerra dei Balcani, nasceva Senad Lulic ,meglio conosciuto da tutti i tifosi biancocelesti con l’ appellativo di ‘Speedy’. Quanti chilometri macinati su e giù per la fascia per il giocatore venuto dalla Svizzera. Venne acquistato la scorsa stagione dallo Young Boys, squadra allenata da Petkovic che mise in grande difficoltà il Tottenham, nel preliminare di Champions League, dove gli inglesi uscirono vincitori dalla contesa e staccarono il biglietto per il tabellone principale della competizione più importante a livell oeuropeo. L’ ennesima scommessa dell’ era Lotito e di Tare, non nuovo a pescare talenti poco noti al grande pubblico ma che, con la maglia biancoceleste hanno reso al massimo, come è stato il caso di Kolarov e Lichtsteiner, punto inamovibile della Juventus Campione d’ Italia. Il bosniaco fece il suo esordio con la Lazio, alla Scala del Calcio, contro il Milan, seconda giornata della passata stagione, risultato finale 2 a 2. Sembrava molto spaesato, non riusciva a stoppare il pallone a tratti poteva sembrare anche un po’ scoordinato, ma quando partiva sulla fascia laterale, si allungava il pallone e dava tre metri agli avversari, sembrava un treno, un vero e proprio Italo, tanto per utilizzare un eufemismo ferroviario. Nella passata stagione è diventato un punto fermo nella Lazio di Reja giocando sia come terzino che come centrocampista nel 4-2-3-1 disegnato dal tecnico goriziano. Lo scorso anno ha collezionato ben 38 presenze con la casacca biancoceleste, segnando 4 goal e confezionando degli ottimi assist per i propri compagni. Una delle sue grandi caratteristiche è quella di rientrare sul suo piede preferito, al limite dell’ area di rigore, e scaricare tutta la sua potenza verso la porta avversaria. Quest’ anno ha subito una piccola distorsione alla caviglia e, con la sua nazionale, viene colpito su quel punto e dopo appena 30 minuti dal fischio d’ inizio della sfida Bosnia-Lituania, deve abbandonare il campo. Ma da qui sono iniziati un po’ di problemi per il numero 19 biancoceleste. Petkovic sperava vivamente che il suo asso non scendesse in campo con la sua Nazionale, visto il suo infortunio, poteva essere usata maggiore precauzione. Alla fine gioca la gara, prende la botta ed esce molto provato dal campo. Questo infortunio non permette al bosniaco di prendere parte alle vittoriosa trasferta di Verona della sua Lazio. Rientrerà proprio con il Tottenham, al White Hart Lane, ma soffre troppo le scorribande di Lennon, anche quando si allunga la palla sulla fascia si vede che non riesce a dare i famosi tre metri all’ avversario, soffrendo un po’, quasi come fosse in debito di ossigeno. Ha bisogno di ritrovare la migliore condizione. Lo stesso è accaduto nella partita interna contro il Genoa, non sta bene e non riesce ad incidere nella gara, anche se sfiora il goal in un paio di occasioni. Petkovic ne conosce a pieno le caratteristiche ed esserselo trovato in casa è davvero un’ arma in più nel suo arco di frecce biancocelesti. Lo ha già utilizzato sia come terzino che come centrocampista. Si sa adattare bene nel 4-1-4-1 del mister formando, insieme a Candreva, due belle ali che possono garantire tanta corsa, sovrapposizioni e cross per la punta Miro Klose. Nella sfida contro il Napoli è sembrato ancora un volta al di sotto delle sue possibilità. Lulic è un diesel che ha bisogno della benzina giusta per ingranare. Contro il Siena deve tornare quello di sempre, per mettere alle spalle la brutta sconfitta del San Paolo, e ritrovare la benzina giusta, che possa rimetterlo sulla rampa di lancio.

 

Federico Terenzi – Cittaceleste.it

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