…Ma in questo buio pozzo, non si sogna più.

…Ma in questo buio pozzo, non si sogna più.

ROMA – “Allegri alla Lazio non ci verrà mai, mettiamocelo in testa”. Mettiamo pure da parte le squisite analisi tecniche sull’allenatore o sulle sue richieste, ma è la frase in quanto tale, che mette addosso una tristezza senza tempo. Si è arrivati a questo, durante questi anni. All’essersi convinti -…

ROMA“Allegri alla Lazio non ci verrà mai, mettiamocelo in testa”. Mettiamo pure da parte le squisite analisi tecniche sull’allenatore o sulle sue richieste, ma è la frase in quanto tale, che mette addosso una tristezza senza tempo. Si è arrivati a questo, durante questi anni. All’essersi convinti – a forza di schiaffoni tirati a mano aperta dalla delusione che ha seguito le aspettative, nutrite da certi proclami – che un mister con qualche pretesa economica in più – dovuta principalmente al proprio palmares – in questo club, non potrà mai allenare. Non per ora, almeno. Forse Allegri verrà alla Lazio o forse non firmerebbe mai nella vita un contratto con la nostra squadra del cuore. Quel che è certo, è che oltre al cuore, stiamo perdendo anche l’ambizione. Quella che da piccoli ci mostrava un futuro da calciatori oppure da astronauti, quella che ci affama di vittorie o che ci spinge ad andare oltre, anche quando non sappiamo cosa ci riserva il prossimo passo. Stagnanti fra realismo e consapevolezza, vedovi del sogno. “Allegri alla Lazio non ci verrà mai”, è solo una Polaroid che però fotografa alla perfezione la realtà in cui siamo stati calati come un secchio in un pozzo profondo e senza luce.

 

 

Sarebbe bastato regalarlo, un sogno. Che avesse avuto il nome ed il volto di Alessandro Nesta (quello “bollito”) o la purezza di Bob Lovati. Sì, perchè anche – e sopratutto – questo, può essere un sogno. Non per forza i trofei, non obbligatoriamente le vittorie. I Laziali non sono nati per volontà politica, non sono nati per forza. I Laziali sono venuti dopo, quando il sogno di nove ragazzi aveva già dato vita a quell’ideale che oggi ci manca come il pane. Il sogno tipo dei Laziali lo abbiamo visto palesaersi lo scorso 12 Maggio. Nessun trofeo da giocarsi, ma tutto da riabbracciare. Quello, è ciò che vogliono i Laziali. Perchè “quando c’è la passione, i Laziali non mancano mai”. Bene, quel pubblico è la Lazio. Una solida realtà sognante che, per tornare al “non verrà mai” di molti tifosi tristemente realisti, è sicuramente all’altezza di Allegri. Forse, a non essere all’altezza, è qualcun altro. Fino a prova contraria.

(Rob.Mac) – Cittaceleste.it

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