Macheda: ”Senza pubblico mi sento triste”

Macheda: ”Senza pubblico mi sento triste”

ROMA – La capitale l’ha abbandonata da un pezzo, ma il suo cuore non dimentica la passione che l’ha sempre accompagnato fin da bambino: quella per la sua Lazio. A sedici anni Federico Macheda è volato in Inghilterra, direzione Manchester, club dove si è formato e che l’ha lanciato nel…

ROMA – La capitale l’ha abbandonata da un pezzo, ma il suo cuore non dimentica la passione che l’ha sempre accompagnato fin da bambino: quella per la sua Lazio. A sedici anni Federico Macheda è volato in Inghilterra, direzione Manchester, club dove si è formato e che l’ha lanciato nel calcio che conta. Ora gioca nelle fila dello Stoccarda, squadra che gli ha dato la possibilità di incrociare il suo passato negli ottavi di Europa League. Passato, ma anche presente e futuro, che ci ha raccontato ai nostri microfoni. Un ragazzo genuino, con i piedi per terra, simpatico, ma soprattutto che sprizza lazialità da ogni poro. Un’intervista tutta da gustare:

Che sensazioni hai avuto nell’incontrare la Lazio?

“Quando sono arrivato allo Stoccarda, già sapevo ci sarebbe potuta essere una possibilità del genere. Dentro il mio cuore speravo potesse succedere e per me è stato molto emozionante, perchè da tifoso mi ha fatto grande piacere. Meno il risultato. Ora sarà difficile superare il turno, ma faremo tutto il possibile per ottenere il risultato”

Quanto ti dispiace non trovare i tifosi della Lazio giovedì all’Olimpico?

“Non mi dispiace tanto, di più. Perchè avevo già programmato tante cose, con tanti amici e familiari che sarebbero venuti allo stadio. In più i tifosi l’ultima volta che sono stato all’Olimpico (con la maglia della Samp ndr) mi avevano dedicato uno striscione cantando il mio nome, quindi è un grande dispiacere. Il pubblico della Lazio è sempre bello, e anche giocandoci contro, sarebbe stato qualcosa di speciale poterci stare a contatto. Poi sarebbe stata un’atmosfera bellissima anche per i nostri supporters, che sarebbero venuti in massa da Stoccarda. E’ una cosa molto triste”

Ma se dovessi mai segnare alla Lazio, ti “sotterreresti”?

“Mi toccherebbe fare a botte con mio cugino (ride ndr), mio fratello, tutta la mia famiglia. Però rimango un professionista e, per quanto possa essere tifosi, ora indosso la maglia dello Stoccarda”

Quanto è stata difficile quella scelta di lasciare la squadra che ami per approdare al Manchester?

“Molto sofferta e importante. Ero giovanissimo e mi si era presentata la possibilità di andare a Manchester, ho accettato e onestamente, era difficile rifiutare e anche rifarei quella scelta. Anche se il mio cuore era, è, e rimarrà per sempre laziale”

Come mai molti talenti preferiscono lasciare l’Italia?

“Perchè secondo me per i giovani ci sono più possibilità all’estero che in Italia, tanto più in un club importante come i Reds dove potevo crescere come calciatore. Al tempo in cui andai via io, a differenza di adesso, sui primavera si puntava meno. Comunque un sacrificio, mio e della mia famiglia, ampiamente ripagato con la gioia dell’esordio in prima squadra”

Il ricordo biancoceleste che ti porti sempre nel cuore?

“Sicuramente i derby giocati con allievi e giovanissimi, quando c’ero io li vincevamo tutti! Anche a livello giovanile è una partita che si sente tanto, per cui ricordo tutte quelle vittorie come momenti stupendi, che porto sempre con me”

Hai mai ringraziato Ferguson per il 7-1 alla Roma?

“Lui sa che sono un tifoso della Lazio, quindi senza dire altro, posso dire che qualche battuta c’è stata (ride ndr). Se ve la dico? Meglio di no…”

Un idolo laziale del passato a cui ti sei ispirato da piccolo?

“Un vero e proprio idolo non c’è mai stato, ma a me piaceva tanto Crespo. In generale ho apprezzato quasi tuti gli attaccanti che passavano in quegli anni, come Mancini, Boksic e Salas. Giocatori che hanno fatto la storia. Ma più in generale, essendo mio padre milanista, sono cresciuto a forza di videocassette di Van Basten, per me l’attaccante più forte di sempre”

Come procede il tuo inserimento nello Stoccarda?

“Ho trovato l’ambiente giusto, la società mi piace e c’è gente competente. Anche con i miei compagni mi sono subito trovato bene e penso che potrò riscattare i miei ultimi due anni, sfortunati per varie vicessitudini, infortuni compresi. Sono pronto a dimostrare quello che valgo”

E invece a quando un tuo ritorno nella squadra che ami?

“Al momento giusto e con le giuste condizioni, quando diventerà un grande giocatore. Quindi presto!”

Vuoi salutare la gente laziale che ti vuole bene?

“Li saluto con enorme affetto e, solo per il futuro, gli dico: Forza Lazio! E’ la squadra che amo e che amerò sempre, sono uno di loro”

 


Francesco Pagliaro

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