MAESTRELLI – Ancora tutto esaurito al Ghione

MAESTRELLI – Ancora tutto esaurito al Ghione

di FRANCESCA CUCCUINI Roma – “Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro”: questo è quello che diceva Pasolini già nel 1970. Gli anni in cui il calcio iniziava a sgomitare tra le varie passioni per aggiudicarsi il primato nel cuore di qualsiasi giovane e meno giovane. Oggi,…

di FRANCESCA CUCCUINI

Roma – “Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro”: questo è quello che diceva Pasolini già nel 1970. Gli anni in cui il calcio iniziava a sgomitare tra le varie passioni per aggiudicarsi il primato nel cuore di qualsiasi giovane e meno giovane. Oggi, poi, la cosa sembra essersi espansa a dismisura. La gente esce anche dai cinema, dai parchi e la domenica scompare anche da casa per raggiungere lo stadio.

Invece, al teatro Ghione, si prova ad unire nuovamente queste due grandi spettacoli. A sentire le parole di Pino Galeotti, uno degli autori intervenuto ai nostri microfoni, non sembra essere stato neanche tanto faticoso: perchè c’era passione. Per il teatro così come per il calcio. E poi c’è quella per la recitazione che ha portato il cast formato da attori affermati e tifosi.

Qualcuno, quindi, porta il testo qualcuno la recitazione e molti altri la presenza. La sala registra il tutto esaurito anche durante la settimana e il teatro Ghione ringrazia. Da tanto non si registrava tale affluenza per uno spettacolo teatrale. C’è stato bisogno di chiamare in causa grandi campioni del calibro di Tommaso Maestrelli, Luciano Re Cecconi e Giorgio Chinaglia per farsi aiutare. Ognuno con la sua forte e particolare personalità interpretata alla perfezione, ognuno con aneddoti sconosciuti ai più.

Un aiuto più che mai efficace che ha colpito anche chi, nel fine settimana, non sventola la bandiera biancoceleste o preferisce fare una gita fuori porta più che allo stadio. Perchè quella della Lazio datata ’74-’75 non è solamente una storia di calcio: è una storia di vita. E quella di Tommaso Maestrelli non è una partita da gicare con il pallone. E’ una sfida insolita che ha vinto con facilità facendo prevalere il cuore sulla tecnica. Perchè, si sa, nel calcio non vince chi è forte. E’ forte chi vince.

Una rappresentazione dettagliata ed emozionante anche per chi non porta l’aquila sul petto grazie al lavoro di Nello Mascia (Tommaso Maestrelli), Massimiliano Vado (Giorgio Chinaglia), Carlo Caprioli (Luciano Re Cecconi), Aglaia Mora (Lina Barberini Maestrelli) e Gino Nardella (Renato Ziaco). Chi ha vissuto quel calcio ha fatto un commovente tuffo nel passato, gli altri, ne sono venuti piacevolmente a conoscenza.

Applausi per chi coglie la sfida con entusiasmo e, magari, lazialità.

cittaceleste.it

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