Marchetti e Agazzi: Estremi a confronto

Marchetti e Agazzi: Estremi a confronto

ROMA – La serie A torna a riempire gli stadi con qualche chilo in più dopo il pieno di pandori e panettoni delle vacanze natalizie appena terminate. La Lazio fa capolino allo stadio Olimpico di Roma per giocarsi l’anticipo serale del sabato e tenersi stretta la posizione guadagnata con fatica.…

ROMA – La serie A torna a riempire gli stadi con qualche chilo in più dopo il pieno di pandori e panettoni delle vacanze natalizie appena terminate. La Lazio fa capolino allo stadio Olimpico di Roma per giocarsi l’anticipo serale del sabato e tenersi stretta la posizione guadagnata con fatica. Gli ospiti, questa volta, saranno i cagliaritani allenati dalla coppia Pulga-Lopez che, al panettone, è arrivata per un pelo. Biancocelesti in vacanza da secondi in campionato e rossoblu con l’incubo retrocessione alle spalle. A difendere i pali da una parte e dall’altra ci saranno Federico Marchetti e Michael Agazzi. Due carriere fatte di punti in comune e strade che si separano a partire dalla sventurata avventura rossoblu dell’estremo difensore, attualmente biancoceleste. Il loro incontro, infatti, avviene proprio in Sardegna, quando, Agazzi si ritrova a diventare la riserva di un Marchetti già in splendida forma: è lì che inizia la sua carriera esplosiva. Quella del suo secondo, invece, parte qualche periodo dopo proprio a causa della caduta del numero ventidue capitolino. Federico, infatti, come noto, è messo all’angolo dal presidente Massimo Cellino che non gradisce alcune dichiarazioni riguardanti il calciomercato, rilasciate alla stampa. Dichiarazioni che, però, nessuno giudica pesanti o meritevoli di una simile reazione da parte del patron sardo che tutti conoscono per il carattere incline alla polemica. E così, mentre Marchetti cade nel dimenticatoio, dall’altra parte esordisce Agazzi, che fa passare la paura ai tifosi difendendo in ottimo modo la porta dei rossoblu. La bandiera dei quattro mori continua a sventolare senza sosta ed il campionato 2010 si chiude con una salvezza conquistata in largo anticipo, grazie anche alla retroguardia guidata dal giovane portiere che diventa uno dei più amati dalla tifoseria. Nel frattempo, Marchetti, rimane nel suo esilio calcistico e si scarica frequentando lezioni di Judo ed allenamenti alla Rocky Balboa per cercare una rinascita che lo riscatti da una punizione non meritata. Michael para e Federico sta a guardare dalla tv, visto che agli allenatori non viene permesso di convocarlo, nè di utilizzarlo in campo.



Durante le poche assenze del nuovo estremo difensore, infatti, ci sono i giovani portieri della primavera. Nel 2011, però, arriva il riscatto: Federico Marchetti sbarca a Roma e si prende i pali della Capitale, quella dai colori bianco e celesti. Il ragazzone, classe ’83, con le sue parate diventa una delle punte di diamante della formazione e convince tutti a suon di prestazioni. Vladimir Petkovic si accorge subito di avere in rosa un portiere con la pi maiuscola e lui lo ripaga come meglio non potrebbe. Numeri che fanno impazzire i tifosi e gli addetti ai lavori. Solo il Ct dell’Italia Prandelli pare non accorgersi ancora di lui. Lo “Spiderman” di Bassano del Grappa sfiora più volte la nazionale, ma viene costantemente ignorato dal tecnico che dimentica il suo nome durante la diramazione delle convocazioni. Questa sera ci sarà un nuovo incontro per i due portieri che giocheranno entrambi: sono lontani i tempi in cui uno dei due era costretto a sedersi in panchina o tribuna per scelta tecnica o punitiva. Ora inizia la sfida sul campo tra due ragazzi che sono ormai insostituibili per compagni e allenatori. Una competizione personale giocata tra l’allievo ed il maestro. Il primo, in fondo, sa che senza la crisi del secondo non rivestirebbe un ruolo tanto importante anche se, il destino, riserva sempre tante sorprese. Le loro parate sono piccoli miracoli calcistici che a volte valgono uno o più gol e tengono vive le speranze delle proprie squadre che lottano per diversi obiettivi. Tutti in campo a suon di parate per lasciarsi alle spalle ingiustizie o imbarazzi.

Francesca Cuccuini

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