LIVE – 6 mesi a Mauri, ma non finisce qui – VIDEO

LIVE – 6 mesi a Mauri, ma non finisce qui – VIDEO

LIVE – Secondo grado di giudizio davanti alla Corte di Giustizia Federale all’Nh hotel. Processo iniziato per Mauri e la Lazio: Seguono aggiornamenti (F5)… AGGIORNAMENTO ORE 22:25 Ecco il comunicato della FIGC: Ridotta da 6 a 4 mesi la squalifica di Ferrario, rideterminata da 4 a 6 mesi la squalifica…

LIVE – Secondo grado di giudizio davanti alla Corte di Giustizia Federale all’Nh hotel. Processo iniziato per Mauri e la Lazio: 

Seguono aggiornamenti (F5)…

AGGIORNAMENTO ORE 22:25 Ecco il comunicato della FIGC: Ridotta da 6 a 4 mesi la squalifica di Ferrario, rideterminata da 4 a 6 mesi la squalifica di Cassano, mentre è stata sospesa ogni decisione sulla posizione di Stefano Mauri (squalificato per 6 mesi dalla Disciplinare) e della Lazio (ammenda di 40mila euro), con la sospensione di “ogni decisione in punto di rito e di merito, ritenuto che, allo stato degli atti, appare necessario approfondire alcune emergenze istruttorie”. Sono queste le decisioni della Corte di Giustizia federale, riunitasi oggi all’NH Hotel di Roma in merito al filone Cremona quater del calcio scommesse. Per quanto riguarda i ricorsi presentati da Mauri, dalla Lazio e dal Procuratore federale, sono state disposte “ulteriori attività di indagine e di accertamento, a cura di questa stessa Corte, anche mediante audizione personale dei soggetti di interesse, secondo apposito calendario e con garanzia del contraddittorio delle parti”.
Sono stati respinti i ricorsi del Procuratore Federale Stefano Palazzi e confermati i proscioglimenti nei confronti del Genoa e dei calciatori Benassi, Milanetto Rosati e Zamperini . Respinti anche i ricorsi presentati dal Procuratore Federale avverso l’incongruità delle sanzioni inflitte nei confronti di Lecce e dei calciatori Ferrario e Zamperini. La Corte ha accolto in parte il ricorso di Cassano, annullando la sanzione inflitta per l’incontro Lecce-Lazio, e ha accolto altresì l’appello della Procura Federale in relazione alla gara Lazio-Genoa e, pertanto, ha rideterminato la sanzione inflitta ai sensi dell’art 7, commi 1,2,5 e 6 del Codice di Giustizia Sportiva, secondo il vincolo della continuazione con precedenti illeciti, in 6 mesi di squalifica.

AGGIORNAMENTO ORE 21:49   La Corte di Giustizia federale ha confermato la sentenza della Commissione disciplinare, ma si è riservata ulteriori indagini a carico di Stefano Mauri con audizioni che le stessa terrà nei prossimi giorni. A breve uscirà il comunicato…

AGGIORNAMENTO ORE 21.14 – Secondo indiscrezioni raccolte dalla nostra redazione, serviranno almeno altri 20 minuti prima del comunicato

AGGIORNAMENTO ORE 20.50 – E’ rimasto solo il segretario della Corte di Giustizia Federale all’Nh hotel, per inviare il dispositivo.

AGGIORNAMENTO ORE 20.19 – Finita anche l’opera di compilazione del dispositivo. Uno degli ultimi giudici a uscire bisbiglia: “Gervasoni ci ha fatto passare un’altra bell’estate”…

AGGIORNAMENTO ORE 20.00 – Nh Hotel ora totalmente vuoto. Frangenti decisivi, bocche cucitissime e un silenzio inquietante…

AGGIORNAMENTO ORE 19.49 – Nelle segrete stanze dell’Nh Hotel è rimasto solo il presidente Mastrandrea. Tutti gli altri giudici – Sandulli per ultimo – hanno già lasciato la camera di consiglio

AGGIORNAMENTO ORE 19.30 – Terminata la camera di consiglio: la decisione è stata presa. La Corte sta solo redigendo il dispositivo. 

AGGIORNAMENTO ORE 19.24 – Riunita da quasi due ore, ormai, la Corte di Giustizia Federale in camera di consiglio. Quattro giudici hanno da poco abbandonato l’Nh hotel. La sentenza di secondo grado su Mauri e la Lazio – secondo le nostre ultime indiscrezioni – uscirà comunque in serata. Questione di un’ora, forse anche meno…

AGGIORNAMENTO ORE 17:39L’avvocato Melandri è intervenuto ai microfoni dei giornalisti presenti. Guarda i due video sottostanti con le sue dichiarazioni:


 


AGGIORNAMENTO ORE 17.37 –
Ai microfoni di Sky, l’avvocato Buceti ha risposto alla domanda sulla presenza di Stefano Mauri in Supercoppa Italiana: “Me lo auguro ottimisticamente parlando. In maniera realistica vediamo i tempi di emissione del dispostivo. Credo che tutte le parti vogliano leggere attentamente gli atti…”. Gli fa eco l’avvocato Melandri: “Supercoppa? Spero proprio sia in campo. Sono fiducioso…”

AGGIORNAMENTO ORE 17.15 – Finisce il processo d’appello. Interviene, Mastrandrea, presidente della Cgf: “Cercheremo di emettere il dispositivo in tempi ragionevolmente brevi, ma non possiamo dire ancora quando”. Stasera, al massimo domani mattina. 

AGGIORNAMENTO ORE 17.08 – Anche Buceti porta avanti la sua replica: “Palazzi ha una prosa autoreferenziale e cerca di suggestionare la Corte. Eppure neanche oggi c’è uno straccio di prova che possa giustificare il compimento di un illecito. Il procuratore poi è tornato ancora una volta sul discorso delle celle e ci dice che le telefonie di Mauri e della Romano non si sovrappongono per il fenomeno della saturazione. Quando serve il dato, però, sono perfettamente sovrapponibili. Anche sui secondi di chiamata c’è una spiegazione: credo che la segreteria, anche un secondo prima di riattaccare, venga registrata”.

AGGIORNAMENTO ORE 17.00 – Gentile risponde su Lecce-Lazio: “Palazzi parla del denaro portato dagli slavi, ma Mauri com’è coinvolto in tutto questo? Non si capisce”. E viene riletta l’audizione di Brocchi in procura, che conferma la versione di Mauri: “Alle 19.30 c’è un incontro con Zamperini, che ha la causale dei biglietti”

AGGIORNAMENTO ORE 15.45 Ancora Palazzi: “Il discorso dei biglietti regge ancor meno per Lecce-Lazio, perché Zamperini era andato a Lecce per alterare la gara e aveva fatto la proposta di combine, ammessa pure da Ferrario. Qui ci sono persino della confessioni dei diretti interessati. Se ci fosse stato inoltre il fallimento della partita precedente, Mauri non sarebbe stato ricontattato. Invece il laziale ha partecipato, eccome, all’alterazione della gara”. 

AGGIORNAMENTO ORE 15.28 –  Rinizia il processo, dopo oltre mezz’ora di pausa. E riprende la parola, Palazzi: “Una telefonata senza risposta è considerata telefonia zero. Quindi c’è stata la risposta, anche solo di un secondo, di Mauri alle 2 di notte prima della sfida. Non dormiva affatto. Pure per Lecce-Lazio bisogna partire dalla settimana prima: Zamperini e Mauri avevano alterato già Lazio-Genoa. Risulta dalle dichiarazioni di Gervasoni, che racconta come tre giorni prima a Cernobbio avesse incontrato Gegic e Ilievski. I quali gli avevano riferito di aver sentito Zamperini, che aveva assicurato l’adesione di Mauri anche alla gara successiva”. 

AGGIORNAMENTO ORE 14.43 – Questa l’arringa dell’avvocato Buceti, altro legale di Mauri: “Non c’è nessuna prova che a Formello ci sia stato un incontro a tre. Non convince la storia della consegna dei biglietti. C’è un travisamento dei fatti e dei ruoli. Non c’è nessuna motivazione per cui Ilievski in un’intervista escluda Mauri dalla combine. La derubricazione da illecito a omessa denuncia avviene perché viene dato per pacifico che Mauri abbia ascoltato l’inequivocabile proposta di combine nella conversazione. Per Ventola non c’era stata derubricazione perché non c’era la prova della chiarezza del contenuto. Così come nel caso di Stefano”. 

 

 

AGGIORNAMENTO ORE 14.31 – Conclude, l’avvocato Melandri: “Mi toglierò la toga quando un tribunale emetterà una sentenza di condanna sulla base di contatti telefonici. Mauri riceveva 5 messaggi alle 2 di notte del 14 maggio e non rispondeva. Quindi stava dormendo in ritiro. Palazzi dice che si spegne il cellulare? Ma di cosa stiamo parlando…Non possiamo ritenere che quelle conversazioni abbiano un contenuto diverso da quello riferito da Mauri in ogni interrogatorio, senza cambiare mai la propria versione. Quando si parla di Aureli, ora si dice che Mauri non avrebbe mai giocato nella sua ricevitoria perché sarebbe stata come un autogol. Ma non sono io a dirlo, ma l’ordinanza di Cremona e il deferimento di Palazzi che parlano di ‘collettore delle giocate anomale’. Si scrive che Mauri avrebbe utilizzano Skype, anche qui non c’è nessuna prova. La procura poi parla di una difesa reticente da parte del giocatore. Quando Mauri fu sentito in procura federale non era neppure a conoscenza d’essere indagato, si è presentato e ha detto tutta la verità. Avrebbe potuto non rispondere, celare l’incontro con Zamperini che era stato arrestato a novembre, lo aveva ammesso insieme alla consegna dei biglietti, aveva pure detto della conoscenza di Aureli. Questa sarebbe una bugia? Ultimo passaggio sulla famosa scheda: si continua a insistere che Mauri la utilizzava dal 28 aprile e non dal 13 maggio. Vedrete che uscirà fuori che il famoso mister x di cui si parla da mesi sarà stato contattato da questa scheda. Altrimenti non si spiega il motivo di questo accanimento sulle date”. 

AGGIORNAMENTO ORE 14.14 – La Corte di Giustizia Federale chiede di non far alcun riferimento alle ultime parole di Cremona, l’avvocato Melandri ci riesce a metà: “Mi mordo la lingua a non parlare dell’intervista del pm Di Martino. Noi vogliamo rispettare le istituzioni, ma ci si trova in una situazione paradossale. Vi sembrerà strano, ma per noi questo processo è quello più importante. Ieri sera sono stato a cena con Stefano, abbiamo parlato solo della partita di dopodomani. Condannare Mauri anche a un solo giorno di squalifica, significa asseverare a uno degli errori più macroscopici commessi negli ultimi 5 anni. Mi duole sentire ancora parlare Palazzi dell’istanza di custodia cautelare come un elemento con cui la Corte dovrebbe oggi confrontarsi”. 

AGGIORNAMENTO ORE 14.07 – Gentile prosegue e conclude l’arringa: “Palazzi si lascia trascinare dalla vis accusatoria quando parla di prove schiaccianti, perché qui ci sono addirittura pochi indizi. Poi sgombriamo il dubbio dall’ordinanza di Cremona. Una volta messa in esecuzione e confrontata con le prove della difesa, è naufragata. Mauri è stato scarcerato senza aver fatto istanza di libertà. Le opinioni del pm Di Martino sono ragionamenti eventualmente condivisibili, ma non possono subire un supporto agli elementi che avete davanti sui quali dovete decidere. Qui si dà per assodato che Lazio-Genoa sia stata combinata, non si sa ancora da chi, quando e come. Gervasoni, bisogna prenderlo sul serio solo quando dice quello che ha vissuto in prima persona: nel primo interrogatorio diceva di aver ricevuto alle 17.40 del 13 maggio di aver ricevuto un sms da Zamperini che non s’era trovato un accordo per la combine di Lazio-Genoa nei pressi di Formello. Quindi, quali elementi abbiamo per dire che in due minuti di attraversamento della cella di Formello, in cui Zamperini era andato a prendere i biglietti, si sia trovato un accordo di combine? Manca l’individuazione del fatto illecito. La motivazione del giudice di primo grado è stata forse per dare un contentino all’accusa. Ma quell’omessa denuncia rimane ancorata nel probabile, nel possibile”.

AGGIORNAMENTO ORE 13.35 Prende inizialmente parola l’avvocato Gentile: “Ho preso ad esempio il processo Camilli-Grosseto e quello Bonucci-Pepe-Udinese. I principi sanciti in quelle decisioni sono il criterio per decidere cosa fare delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. Inutile discutere ancora se Gervasoni è credibile o meno, ma lui ha detto delle cose che sono riscontrate e altre che non lo sono. In questo processo ci sono una serie di confessioni che riguardano fatti ai quali Gervasoni non ha partecipato, un momento storico in cui lui era assenta. Gervasoni è presente la notte del 13 nel contatto fra Cassano e Zamperini, ma non c’è a Formello il 14 maggio all’incontro fra Zamperini e Mauri, non è ai Parioli nel confronto Zamperini-Milanetto, né a Lecce. Riferisce qualcosa che gli sarebbe stato confessato da Gegic. Quest’ultimo ha negato di avergli spifferato quelle cose in 5 interrogatori, pur avendo ammesso di aver alterato decine e decine di partite, tranne Lazio-Genoa e Lecce-Lazio. La procura di Cremona ribatte che non aveva interesse ad ammettere di aver alterato partite di serie A. Eppure la pena è uguale e non si giustifica la reticenza di Gegic nel confronto con Gervasoni. Allora perché Gervasoni insiste? Perché ha rancori nei confronti di Gegic, secondo noi, ammessi e confessati. Perché Gegic racconta che Gervasoni si preoccupa del suo futuro, dopo aver commesso i misfatti. Chiede a Gegic di trovargli una sistemazione in una squadra straniera, poi chiede 800mila euro per aprire un negozio di abbigliamento. Non viene ascoltato ed è arrabbiato per la mancata riconoscenza”. 

AGGIORNAMENTO ORE 12.11L’avvocato Melandri, legale di Mauri, chiede di articolare successivamente le sue controdeduzioni. Sta aspettando l’arrivo dell’avvocato Buceti.

AGGIORNAMENTO ORE 11.48 – Parte il nuovo attacco di Palazzi su Lazio-Genoa: “Sulla base degli elementi acquisiti, la Commissione Disciplinare non può non arrivare all’ammissione di responsabilità. La ricostruzione alternativa e il dubbio pro reo non possono giustificare l’assoluzione, le dichiarazioni di Gervasoni sono state ritenute attendibili sia a livello intrinseco che estrinseco anche in primo grado, sono parole dirette. Zamperini può aver combinato l’illecito con una cerchia ristrettissima di giocatori, al massimo 15 da una parte e 15 dall’altra. Per questo, questa decisione è un’occasione da non perdere per la giustizia sportiva dal punto di vista accusatorio e sistemico. C’è un riscontro individualizzante – come lo definirebbe una sentenza della Cassazione – fotografico, documentato minuto per minuto, degli spostamenti. In occasione dell’incontro avvenuto tra Zamperini, Mauri e Ilievski, ci sono 80 contatti in tre ore a fronte di altri 80 in un mese. E’ illogico sostenere che si sentivano per amicizia o per organizzare il viaggio a Cervia. La difesa rafforza l’assoluta inverosimiglianza e irragionevolezza della tesi alternativa. Mentre Ilievski è con Zamperini e Mauri, sapete chi contatta? Nuovamente Tan Set Eng, quando è a Formello con i due giocatori. Mauri è l’unico aggancio certo di Zamperini con la Lazio per una gara alterata. Alle 13.52 Ilievski si riconnette con Tan Set Eng, guarda caso mentre incontra Aureli, titolare dell’agenzia di scommesse, insieme a Zamperini. C’è un incastro perfetto, per questo Gervasoni è altamente credibile. Ancora le chiamate di Mauri ad Aureli: se fosse vero che il centrocampista avesse davvero scommesso su tennis e basket, ogni telefonata sarebbe dovuta corrispondere a una scommessa. E non è così. Mauri sino a mezzanotte manda messaggi, ha un ruolo attivo. C’è una mole di prove che farebbe gola a chiunque. La giustizia non è documentale, è una valutazione logica di frammenti. Alle 2 di notte, Mauri riceve un messaggio e questo assicura che ha aderito alla combine, perché altrimenti non l’avrebbero importunato a quell’ora, alla vigilia di una gara. Se gliel’aveva data Aureli, poi, perché Mauri utilizzava la scheda coperta per parlare con Zamperini? Prima d’essere arrestato, Mauri dichiara di conoscere Aureli, amico di Zamperini. Poi ci va in vacanza. Dice di possedere la scheda dal 13 maggio e non è vero, perché la utilizza dal 28 aprile. Non abbiamo bisogno della pistola fumante, delle mazzette di denaro, per arrivare a un’ammissione di responsabilità”.

AGGIORNAMENTO ORE 11.33Controproposta di Palazzi: “A me risulta difficile frazionare gli appelli così, perché ci sono due gare, ma il discorso è unico per tutte le posizioni relative a Lazio-Genoa e Lecce-Lazio. E’ molto più veloce la discussione, se io potessi affrontare la mia arringa con una partita alla volta”. Mastrandrea: “Concordo con la richiesta, ma vogliamo ogni posizione analizzata nella sua specificità”. 

AGGIORNAMENTO ORE 11.20 – Inizia il processo d’appello, il presidente della Corte di Giustizia Federale, Gerardo Mastrandrea: “Abbiamo già letto ogni appello e le controdeduzioni degli avvocati. Cercheremo di emettere il dispositivo nei tempi più consoni”. La sentenza dovrebbe arrivare stasera, al massimo domani mattina. La Cgf dà quindi un elenco delle posizioni da analizzare.

AGGIORNAMENTO ORE 10.50 – Ecco intercettato dal nostro inviato Alberto Abbate presso l’HN Hotel Vittorio Veneto, L’avv. Gian Michele Gentile sul processo Mauri. Ecco il video delle sue dichiarazioni 

 

 

Palazzi-Mauri, secondo round. Andrà in scena oggi il secondo grado del processo al Calcioscommesse relativo al filone d’inchiesta cremonese e a monopolizzare l’attenzione sarà sicuramente il ricorso del procuratore federale Stefano Palazzi contro la sentenza della Commissione Disciplinare della Figc che ha squalificato il capitano della Lazio, Stefano Mauri, “soltanto” per 6 mesi rispetto ai 4 anni e mezzo chiesti dall’accusa. Ma Palazzi ha impugnato tutte le decisioni dei giudici di primo grado favorevoli ai tesserati e davanti alla Corte di Giustizia federale (il dispositivo della sentenza dovrebbe essere emesso già in serata) cercherà di rimettere in piedi l’impianto accusatorio che aveva costruito per le presunte combine di Lazio-Genoa e Lecce-Lazio del maggio 2011. Combine che, sulla base del lavoro d’inchiesta della procura di Cremona, sembrano essersi realmente consumate, ma in cui, secondo la Disciplinare, mancherebbe la certezza del coinvolgimento dei vari imputati. 

Da una parte il procuratore Figc ribadirà le pesanti richieste nei confronti dei prosciolti Benassi, Milanetto e Rosati e del Genoa e, dall’altra, cercherà di inasprire le sanzioni per Lazio (multata in primo grado con 40mila euro di ammenda, rispetto al -6 richiesto) e Lecce e dei calciatori Mario Cassano, Ferrario, Mauri e Zamperini. Le prove in mano all’accusa, però, sono le stesse presentate alla Disciplinare ed è quindi difficile che Palazzi riesca a disarmare il principio “in dubio pro reo” (nel dubbio in favore dell’imputato) che ha salvato i diversi tesserati finiti alla sbarra. 

Il capitano della Lazio spera invece di cancellare anche i 6 mesi di stop, ma potrebbe comunque rimediarne qualcuno in più se la Corte presieduta da Mastrandrea gli riconoscerà la doppia omessa denuncia per le due combine (secondo le motivazioni della Disciplinare Zamperini avrebbe informato il suo amico Mauri sul match Lazio-Genoa ma resta da capire perché non lo abbia fatto anche per Lecce-Lazio, dato che i fitti contatti telefonici tra i due ci furono anche alla vigilia della seconda partita). Più improbabile che il brianzolo venga condannato per illecito: la Lazio quindi è relativamente tranquilla di non incassare alcuna penalizzazione in classifica. Ma se la pena di Mauri venisse confermata o inasprita con la doppia omessa denuncia il club biancoceleste perderebbe il suo capitano non soltanto per la finale di Supercoppa in programma domenica con la Juve ma per gran parte della stagione.  

La Stampa

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