LE VOCI – Mauri: “Sono sereno, credo nella giustizia”

LE VOCI – Mauri: “Sono sereno, credo nella giustizia”

di ALBERTO ABBATE ROMA – Un tormento cutaneo, un’eruzione sulla pelle, guai però a chiamarla allergia da giustizia sportiva: “Ho la massima fiducia nella legge italiana, ho la massima fiducia nel lavoro dei miei avvocati. Cerco di rimanere sereno – giura Mauri sul suo sito – e concentrato sul mio…

di ALBERTO ABBATE

ROMA – Un tormento cutaneo, un’eruzione sulla pelle, guai però a chiamarla allergia da giustizia sportiva: “Ho la massima fiducia nella legge italiana, ho la massima fiducia nel lavoro dei miei avvocati. Cerco di rimanere sereno – giura Mauri sul suo sito – e concentrato sul mio lavoro. Un abbraccio a tutti i miei tifosi”. Ci siamo: tocca a te, Step. By Step: domani, ore 10.30, tocca a te Mauri. Che ti sei divorato le carte, centinaia di pagine d’ordinanza. Che hai respirato la galera, scalciato le sbarre per la libertà. Adesso devi blindare la tua carriera. Con un miracolo di mezz’estate, che illuminerebbe le anime biancocelesti e la nuova Lazio di Petkovic. Preghiera ad Auronzo alla clemenza della Commissione Disciplinare, che – dopo il dibattimento di domani e dopodomani – dovrà ratificare, ammorbidire o annullare le richieste del Procuratore Palazzi.

IL CONFRONTO CON LOTITO, PETKO E TARE – Più lo mandi giù, più si tira su. Volava in cielo in semirovesciata contro il Napoli, puniva a mezz’aria la Roma, quando il fango provava già a sotterrarlo negli inferi. Il paradiso di Mauri si chiama Lazio, è un pensiero biancocelestiale che scansa le tenebre del cielo cocente di Roma. Domani – appuntamento all’NH Vittorio Veneto Hotel di Roma (Corso D’Italia,1) – metterà la protezione, Stefano, s’è già scottato sin troppo per quell’amicizia con Zamperini. Palazzi lo accusa di aver combinato con successo (“reato consumato”, che non gli permette un eventuale patteggiamento) due gare: Genoa-Lazio e Lecce-Lazio del 2011. Lui giurava la sua estraneità anche ieri sera, in un lungo confronto – di quasi due ore – con Tare, Lotito e Pektovic ad Auronzo.

RESTO DA CAPITANO DELLA LAZIO – Aggrappato alle Tre Cime di Lavaredo, cerca una fune di razionalità: l’assenza di prove palpabili contro di lui. Saranno gli occhi di ghiaccio del presidente Artico a giudicarlo. Nessun gelo, solo fresco sulle Dolomiti. E Mauri trova conforto, ha deciso di non muoversi: “Domani mattina comincerà il processo di fronte alla commissione disciplinare. Io resterò qui, da capitano insieme ai miei compagni. La squadra sta già lavorando al meglio per i tanti obiettivi della prossima stagione”. Quella Supercoppa, vuole alzarla con le sue mani. Le mette sul fuoco, non le alza, le mostra. Mani pulite.

Cittaceleste.it

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