MERCATO – Mauro Zarate sempre più lontano..

MERCATO – Mauro Zarate sempre più lontano..

Se Mazzarri a Napoli tira bacchettate sul capo del giovane cileno Vargas, ritenendolo non ancora all’altezza di cimentarsi con continuità in A e sottolineando le sue prove deludenti in Europa League (è quanto si narrava ieri), a Roma Petkovic non è affatto da meno. Anzi, con Zarate va persino oltre.…

Se Mazzarri a Napoli tira bacchettate sul capo del giovane cileno Vargas, ritenendolo non ancora all’altezza di cimentarsi con continuità in A e sottolineando le sue prove deludenti in Europa League (è quanto si narrava ieri), a Roma Petkovic non è affatto da meno. Anzi, con Zarate va persino oltre. Pure l’allenatore laziale ha messo nel mirino e segato il suo attaccante di riserva, dopo la partita infrasettimanale in coppa (il succo: «Non mi è piaciuto, deve dare di più se vuole giocare e fare parte del progetto»). Ma ieri l’allenatore della Lazio ha messo pure la ciliegina sulla torta tirata in faccia all’attaccante argentino: non convocandolo nemmeno per la gara odierna contro la Fiorentina. Se contro il Chievo Vargas dovrà sorbirsi l’ennesima panchina, frutto innanzi tutto della sua discontinuità, in campionato Zarate sbatte invece la testa contro la seconda esclusione a priori. Scelta tecnica, dopo i 45 minuti concessi all’attaccante in coppa giovedì scorso, nella ripresa, senza squilli se non le dure parole a posteriori del tecnico. E adesso? Adesso, per il Torino e il Genoa – protesi a pianificare un assalto in vista di gennaio – i contorni della vicenda si stanno facendo sempre più morbidi: più Zarate si allontana dalla Lazio, più si avvicina potenzialmente ai suoi estimatori tra i banchi del mercato.

ZARATE E’ A TERRA –  Facile immaginare lo stato d’animo del giocatore, sorpassato nelle gerarchie da Floccari , sempre più ai margini della squadra, bollato nei fatti come un reietto, un giocatore poco utile e soprattutto mal calato nella parte. Avrà le sue responsabilità, tanto quanto Petkovic avrà le sue ragioni. Ma con un distinguo in particolare: il modulo. Il tipo di gioco che l’allenatore predica e pratica. Quel 4-1-4-1 che è ormai diventato un marchio di fabbrica a Roma fa a pugni con le caratteristiche più specifiche dell’argentino dal punto di vista sia tattico sia tecnico. Abituato a giocare vicino alla porta in un tandem offensivo (in carriera le espressioni migliori le ha sfornate all’interno di sistemi di gioco assimilabili al 4-4-2), Zarate ha ampiamente dimostrato di sentirsi un pesce fuor d’acqua nel quartetto dietro al pivot studiato da Petkovic. Anche ad Atene ha vissuto la ripresa giocata con spirito più difensivista che animo da contropiedista. Caratterialmente i due non si trovano. E sul prato le distanze sembrano persino allungarsi.

DUE CONTI – Zarate ha il contratto in scadenza nel 2014. E guadagna 2 milioni netti a stagione. Se per Petkovic è un elemento poco sinergico, per Lotito e il suo portafoglio è un bagno di sangue. Dall’idiosincrasia tattica e dal problema di bilancio, quanto alla Lazio, Cairo può prendere le mosse per arrivare all’obiettivo. Il che è la strategia che sta mettendo a punto anche Preziosi , in quel di Genova. Entrambi i patron hanno da risolvere il problema della seconda punta, entrambi limano la medesima strategia: presentarsi al momento giusto da Lotito (e da Zarate, consequenzialmente) con una proposta di prestito oneroso, con diritto di riscatto della metà e ridiscussione dell’ingaggio per gli eventuali anni a seguire. Da vedersi cosa converrà a Lotito, a gennaio. Il ragazzo è già dato in partenza, a meno di recuperi a dir poco prodigiosi. L’assenza di un’asta proiettata pure all’estero limiterebbe alquanto le mosse al presidente laziale, se al contrario fosse determinato a mettere immediatamente in vendita l’intero cartellino del giocatore. Tra Vargas e Zarate, insomma, il Toro prosegue a far di conto, fra analisi e sondaggi. I tifosi aspettano.

Fonte: TuttoSport – M.BON

Rob.Ma. – Cittaceleste.it

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