Mercato: Tante idee e pochi soldi

Mercato: Tante idee e pochi soldi

ROMA – Il mercato della Lazio è finito, senza regalare grosse emozioni, ma soprattutto senza riuscire a tenere fede alle promesse fatte dal presidente Lotito, che a suo tempo annunciò l’arrivo di 3-4 campioni. Il patron biancoceleste non aveva fatto i conti con le questioni relative ai mancati riscatti di…

ROMA – Il mercato della Lazio è finito, senza regalare grosse emozioni, ma soprattutto senza riuscire a tenere fede alle promesse fatte dal presidente Lotito, che a suo tempo annunciò l’arrivo di 3-4 campioni. Il patron biancoceleste non aveva fatto i conti con le questioni relative ai mancati riscatti di Floccari, Foggia, Carrizo, Sculli e Zarate, rispettivamente da parte di Parma, Sampdoria, Catania, Genoa e Inter, che avrebbero dovuto fornire la liquidità necessaria per operare in scioltezza sul mercato. Senza dimenticare la qualificazione in Champions League che non si è infine concretizzata, “costata” circa 15 milioni di Euro di mancato incasso, che avrebbe dato altra linfa al potere d’acquisto del club capitolino. Un freno che ha praticamente costretto all’immobilismo, nonostante i buoni propositi e le strategie messe in preventivo, che evidentemente non hanno trovato il riscontro dei fatti.

Pochi ma buoni – Con questi presupposti, in un anno particolare dove la crisi l’ha fatto da padrona, la campagna acquisti si è infine conclusa con i soli arrivi di Ederson e Ciani, rinforzi di valore e operazioni intelligenti. Il fantasista brasiliano è stato preso a parametro zero dal Lione, mentre per il difensore francese, arrivato durante le battute finali, sono state versati quattro milioni di euro nelle casse del Bordeaux. Delle decine, forse centinaia di nomi accostati ai colori biancocelesti, tra cui quelli caldissimi di Yilmaz e Balzaretti, che poi si è scoperto essere una boutade di Zamparini per creare un’asta tra i concorrenti, nessuno ha trovato posto se non sui giornali. Uno dei pochi veramente reali, con un contratto già pronto ad essere depositato in lega, è stato quello di Breno ormai ex-Bayern Monaco, finito in carcere per incendio doloso. A gennaio potrebbe ancora arrivare se la giustizia tedesca gli darà la condizionale, ma ad oggi conta solo il presente.

Troppi e senza posto – Dai possibili acquisti ai sicuri partenti con le valigie pronte, che invece si sono ritrovati a Fomello senza nè arte e nè parte. Sono i casi relativi a Pasquale Foggia e Giuseppe Sculli, depennati dalla lista dei convocati ad Auronzo e mai più reintegrati, ma anche di Juan Pablo Carrizo, Luciano Zauri e Emiliano Alfaro, che hanno sì partecipato al ritiro, ma con il destino segnato da una concorrenza improba. Una sorte condivisa dal centrocampista brasiliano Francelino Matuzalem, che a seguito dell’ennesima infrazione regolamentare, è stato punito con la messa fuori rosa alla voce “cedibili”. Lista dove erano finiti anche Floccari e Rocchi. Eppure nessuno di questi ha trovato collocazione, neanche Alfaro al fotofinish del 31 agosto, rimanendo alla base e aggiungendo complicazioni al lavoro di Petkovic, che aveva chiesto una rosa di 25 elementi. Le uniche operazioni in uscita sono state quelle di Stendardo alla Atalanta e Garrido al Norwich.

Bene con i giovani – Se il mercato dei più grandi oscilla tra il sufficiente e il discreto, lo stesso non si può dire di quello giovanile, che invece è stato ottimamente movimentato e produttivo. Ceccarelli, Berardi e Crescenzi, colonne dell’utima selezione Primavera di mister Bollini vice campione d’Italia, si sono accasati in Serie B presso Lanciano, Hellas Verona e Nocerina. Del gruppo dei rientranti dai prestiti nelle serie minori invece, quasi tutti hanno trovato una nuova collocazione in Lega Pro. In nove sono volati a Salerno, mentre Sbraga e Cinque sono stati destinati a Pisa e Casale. La casella degli acquisti si è riempita con il regista Falasca, che sostituirà Zampa ceduto alla Salernitana, nonchè con l’attaccante Tounkara, il portiere albanese Strakosha, il difensore capitano dell’ U.18 albanese Bilali e il centrocampista serbo Milos Antic, prelevati rispettivamente da: Inter, Barcellona, Panionos, Cremonese e Grasshoppers.

Tra dubbi, certezze...e speranze – In definitiva, nonostante il mancato arrivo di nomi di grido, compensati dai graditi rientri di Zarate, Floccari e Cavanda, il mercato condotto dal D.s. Igli Tare sembra raggiungere la piena sufficienza. Stonano però, le questioni relative al rinnovo contrattuale di Diakitè e lo scippo di Marin finito al Manchester City, dove si inserisce in tono minore anche la cessione di Rocco Giordano (figlio del Bruno campionde d’Italia del ’74) alla Fiorentina. L’aspettativa era certamente di ben altro livello, motivo delle atttuali perplessità di larga parte della tifoseria, ma è altrettanto vero che la società è stata in grado di tenere i pezzi migliori in controtendenza con tutti gli altri club di serie A, gradi o piccoli che siano. Complessivamente questa Lazio sembra ben attrezzata per affrontare le tre competizioni, con un allenatore tutto nuovo che desta la curiosità dell’ambiente e convince ogni giorno di più. Chissà che non sia proprio Vladimir Petkovic il vero colpo di mercato.

 

Francesco Pagliaro

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