ZOOM – Biglia come Pirlo. E ha le stigmate di Redondo

ZOOM – Biglia come Pirlo. E ha le stigmate di Redondo

di ALBERTO ABBATE ROMA – Quell’angelo biondo fa già impazzire il mondo. Afferra la cinepresa, ciak, la Lazio gira. Benvenuto Biglia, tutta tua la regia. Ordinata, tignosa, millimetrica. E’ la sobria perfezione dei passaggi – quasi tutti di prima – a filmare la differenza: 91,8% andati a buon fine, meglio…

di ALBERTO ABBATE

ROMA – Quell’angelo biondo fa già impazzire il mondo. Afferra la cinepresa, ciak, la Lazio gira. Benvenuto Biglia, tutta tua la regia. Ordinata, tignosa, millimetrica. E’ la sobria perfezione dei passaggi – quasi tutti di prima – a filmare la differenza: 91,8% andati a buon fine, meglio di Montolivo, De Rossi e Inler, per intenderci, ieri sera; stessa media di Pirlo a Genova nel saturday night. E parte subito un principio di rivincita, dopo la Supercoppa. Già domenica, il Pricipito e Andrea re d’Italia sgomiteranno di nuovo per la cabina di comando. Quella ormai privilegiata da ogni top club: dal Barca di Xavi al Bayern di Thiago Alcantara, dal Real di Xabi Alonso al Psg di Verratti, in quel ruolo serve l’eccellenza per contrastare l’asfissiante pressing 2.0. Troppo presto per volare, ma la Lazio può forse lanciare la sua aquila reale. Intercetta, anticipa, sradica palloni, Lucas, è onnipresente in orizzontale, intelligente in verticale. Non è una bestemmia, è una visione, urlate al miracolo: le stigmate di Redondo sui piedi di Biglia.

 

LA STORIA – E’ già rinato alla Lazio, è pazzo di Roma, sorride di nuovo. Asciugata quella lacrima sul viso dai riflettori bollenti dell’Olimpico: “Papà, e ora guarda dove sono arrivato”. La carezza di mamma Estela, prima di lasciare Mercedes, sfiora ancora il viso di Lucas: “Sono stato lì in vacanza, è l’unico posto dove riesco a trovare pace con i miei cari. Dove gioco a tennis, calcetto e m’abbuffo d’asado coi miei amici”. Dove sbircia il cielo e rintraccia la guida maestra: “La depressione è passata, la morte di mio padre nel 2008 mi aveva traumatizzato. Eravamo legatissimi, passavano anche un’ora al giorno al telefono. Per metabolizzare la sua scomparsa sono andato in terapia, due miei fratelli mi hanno raggiunto a Bruxelles”. Jonathan e Blas in Belgio, Cristian e Karina lo coccolavano da lontano. Cinque figli, Lucas era il cocco di papà Miguel Angel “Pego”.

IL RAPPORTO CON PAPA’ PEGO – Bussola rotta, disorientamento, panico. A gennaio Biglia non riusciva proprio a riprendersi: “L’Anderlecht spedì un suo medico in Argentina”. Lucas si rannicchiava nel suo paesino, passeggiava malinconico sui ponti della sua infanzia. Non c’era più calcio, senza suo padre “Pego”. Lo aveva lanciato a 4 anni nell’Argentinos Juniors, da lui fondata e allenata a Mercedes, lo aveva seguito all’Independiente e ammirato a 20 anni all’Anderlecht. Che orgoglio: “La mia famiglia mi è sempre stata vicina. Quando ero all’Argentinos Juniors, gli sforzi dei miei genitori erano enormi, perché c’erano diverse spese e non avevo un procuratore. Pagavano anche i miei studi, per loro era la priorità assoluta. In prima squadra diventò tosta conciliare scuola e calcio, così ci fu un lungo colloquio con papà. Mi disse che dovevo fare una scelta, che lui mi avrebbe appoggiato comunque – ricorda ancora commosso – ma l’importante era sacrificarmi ed esserne sicuro”.

L’EREDE DI CAMBIASSO – Resurrezione italiana. E’ nato cinque, risorge cinque: “La scuola dell’Argentinos Juniors si dedicava a formare soprattutto registi, che recuperano palloni e distribuiscono il gioco. Prima facevo molti più gol, adesso preferisco spedire in porta i miei compagni”. Il suo idolo è Xabi Alonso, eppure Cambiasso l’ha eletto suo erede: “Ha vissuto trascorsi simili a me, è un grande giocatore”, assicurava Esteban a gennaio, quando Lucas assaporava l’Inter. I laziali invece devono gustarsi ancora quel destro così educato su punizione: “Dedico due-tre ore ogni settimana agli allenamenti specifici sui calci piazzati”. Il realtà il gol è solo un accessorio, c’è il divino assist. Tramandato da zio Redondo: Biglia è il nuovo eletto (al) “volante”. 

Cittaceleste.it

 

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