NEWS – Diabolik: «La guerra a Lotito colpa di Chinaglia». E sulla coreografia…

NEWS – Diabolik: «La guerra a Lotito colpa di Chinaglia». E sulla coreografia…

ROMA – La coerografia negata per colpa dei palloncini gonfiati ad elio, la contestazione a Lotito, l’amarezza per la vicenda personale che lo ha visto protagonista. La parola a Fabrizio Piscitelli, in arte Diabolik, uno dei leader storici della curva Nord alla vigilia di un derby che si annuncia molto…

ROMA – La coerografia negata per colpa dei palloncini gonfiati ad elio, la contestazione a Lotito, l’amarezza per la vicenda personale che lo ha visto protagonista. La parola a Fabrizio Piscitelli, in arte Diabolik, uno dei leader storici della curva Nord alla vigilia di un derby che si annuncia molto pericoloso.

Diabolik, partiamo dalla «coppa» che non potrà essere «alzata» in faccia alla Sud?
«Ce l’hanno bloccata a pochi giorni dal derby. Sarebbe stata una riproduzione originale della coppa Italia di venti metri ma si sarebbe dovuta alzare grazie a dei palloncini gonfiati ad elio, peraltro un gas notoriamente innocuo. Non è esplosivo, avevamo le ditte che si occupano di questi eventi pronte a fornire le certificazioni richieste. Ci hanno detto di no, qualcuno ci ha spiegato che sarebbe stata una provocazione, ora portare solo la coppa non avrebbe senso senza funi e senza palloni. La volevamo mostrare a sorpresa durante la gara, per esempio sarebbe apparsa al 71’ (minuto del gol di Lulic) e in altri momenti. È saltato tutto, ma come sempre qualcosa faremo. Stiamo studiando una scenografia umana con riferimento alla vittoria dell’ultima volta».

Nessuno dice di avervi negato il permesso a cominciare dal questore.
«Noi contattiamo la sicurezza dello stadio, i soliti addetti di tutte le partite, loro ci hanno bloccato, non prefettura o questura: è normale che loro non sappiano nulla. Giovedì qualcuno mi ha provato a richiamare ma non ci stiamo a questi giochetti, hanno deciso così, non è certo una bella cosa».

Pochi biglietti venduti in Nord, come se lo spiega?
«Dopo il 26 maggio l’unica cosa che avrebbe dovuto fare il tifoso era l’abbonamento oppure il biglietto partita per partita. E invece quel trionfo ha avuto un effetto boomerang e non regge l’alibi di Lotito che pure è antipatico e non sa comunicare con la gente laziale. Il mancato arrivo di Yilmaz non può giustificare una tale disaffezione anche in partite così importanti come un derby. O i laziali sono i primi ad aver preso coscienza che il calcio fa schifo e non vengono più all’Olimpico oppure non ci capisco più nulla. Certo anche i biglietti nominali, la tessera del tifoso e non poter comprare il biglietto la domenica mattina hanno fatto diminuire la passione dei tifosi».

Come si sta evolvendo il tifo laziale?
«Vedo con dispiacere gli ultras di 20 anni, non c’è più la mentalità di una volta. Basta urlare «Lotito vaffa» ma poi che si fa veramente per la curva Nord, per la Lazio?. Dobbiamo prendere esempio dai tifosi del Legia, hanno una grande organizzazione e in questo momento sono gli hooligans più famosi d’Europa».

L’anno scorso il clima si era un rasserenato. Come mai?
«Ho cercato di fare il possibile ma qualcuno ha messo in gira la voce che col terzo tempo prendevamo i soldi dal presidente Lotito (ride, ndr). Non scherziamo, chiariamo tutto: investivamo 5.000 euro e avevamo due ore per rientrare e guadagnare qualcosa con un’iniziativa che andava incontro a tutti i tifosi. È andata male e l’abbiamo chiusa lì, siamo stati anche penalizzati dal brutto tempo. Ma quale Lotito, piuttosto io so di chi è la colpa di tutto questo».

Ce lo puo dire?
«Di Chinaglia, abbiamo creduto in lui, ci ha deluso e da quel momento si è creata una frizione insanabile con la curva. Ci dobbiamo prendere le nostre responsabilità, abbiamo fatto una guerra sul nulla. Ho creduto alle fandonie sue e dei suoi compagni di merende».

Lei con altri suoi amici è finito in prigione.
«Due anni e mezzo di carcere preventivo e a distanza di sette anni nemmeno la sentenza di primo grado, è incredibile la giustizia italiana così come ha anche dimostrato la vostra ultima inchiesta sugli errori commessi dalla magistratura. L’1 ottobre c’è la prossima udienza (probabile richieste del pm, poi parola alle difese con tanto di perito del caso Scazzi in azione, ndr), peccato vada in prescrizione perché abbiamo subito un’ingiustizia con l’unica colpa di aver creduto in Chinaglia».

Quando finirà quest’odio verso Lotito?
«I motivi personali sono ormai finiti, restano quelli calcistici e in effetti con Yilmaz ci ha illuso troppo, ha esagerato. E poi basta mettere benzina sul fuoco con dichiarazioni fuori luogo. Però, saremo sempre al fianco della squadra e vogliamo aprire anche alla società se si riuscirà a ricucire alcune situazioni».

Torniamo al derby. Come sono i rapporti con la tifoseria della Roma?
«Non esistono, non ci sono interlocutori in Sud come era una volta con Paolo Zappavigna, sono troppi galli a cantare. E poi quei cori contro i nostri morti… che vergogna. Non ci sono più i derby di una volta». Così parlò Diabolik della curva Nord.

Fonte: Il Tempo

Cittaceleste.it

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