No mercato, no party. A volte ritornano

No mercato, no party. A volte ritornano

La storia si ripete. Giunti alla terza stagione consecutiva, dove la Lazio con l’avvento dell’anno nuovo, si trova in piena corsa per un posto in Champions, il tecnico di turno scopre i limiti della propria rosa. L’urto delle tre competizioni è difficile da reggere, soprattutto per chi vuole praticare un…

La storia si ripete. Giunti alla terza stagione consecutiva, dove la Lazio con l‘avvento dell’anno nuovo, si trova in piena corsa per un posto in Champions, il tecnico di turno scopre i limiti della propria rosa. L’urto delle tre competizioni è difficile da reggere, soprattutto per chi vuole praticare un calcio d’alto livello e rendimento, se non si hanno a disposizione valide alternative al blocco dei titolari. Al netto di talune scelte, discutibili, da Petkovic del periodo recente, ci sono alcune cause di “forza maggiore” da tenere in considerazione. La sconfitta contro il Chievo apparentemente, è stata solo il risultato della flessione generale, dal punto di vista delle risorse fisiche, tecniche e psicologiche, dei maggiori interpreti biancocelesti. Klose, Hernanes, Mauri: La Lazio non può prescindere dalle loro giocate. Per i loro piedi passano la maggiorparte delle fortune laziali, così come spesso recita il tabellino a fine gara. Eppure è la necessità ad imporne il turnover, vuoi per infortuni (vedi Klose), o per gli inevitabili acciacchi derivanti dai troppi impegni. E’ proprio in queste situazioni che a risaltare sono le così dette “seconde linee”, deputate non solo a non far rimpiangere gli assenti, ma anche a mettere in difficoltà l’allenatore.



Situazione che fin ora sembra essersi verificata solo per il reparto di difesa, mentre attacco e centrocampo, come visto sabato all’Olimpico, soffrono maledettamente. Sia per carenze strutturali, colmabili attraverso il calciomercato, sia per lo stato di forma di alcuni giocatori, come Candreva e Lulic, o anche lo stesso Brocchi, che stanno rendendo al di sotto delle attese. Senza dimenticare la lungodegenza di Honorato Ederson che, di fatto, ha tolto la possibilità di schierare quella che sarebbe dovuta essere la prima alternativa al Profeta, oltretutto utilizzabile come esterno o seconda punta. Le risorse umane ci sono, per quanto limitate da problemi fisici o annate poco brillanti e fortunate (Lulic su tutti), ma senza dubbio dal mercato ci si aspettava di più. E’ vero, mancano ancora due giorni alla chiusura della sessione invernale, ma la sensazione è che la squadra abbia già pagato tutto ciò che poteva rischiare, e che un eventuale acquisto risulterebbe comunque tardivo. Ciò non toglie che, almeno un innesto in mediana, sembra un’operazione necessaria per rinvigorire un reparto in debito di idee e ossigeno. In verità anche in attacco si cercano rinforzi, seppur Floccari abbia dato dimostrazione di valore, se non altro per la partenza di Rocchi e l’embargo di Zarate. Inoltre Petkovic, non ha mai nascosto la volontà di giocare con due punte, ragion per cui servirebbe aggiungere un elemento nel parco attaccanti. Due acquisti per sognare in grande, uno per rimanere agganciato al treno dei desideri. Tare e Lotito sono ancora in tempo per fare un regalo ad allenatore e tifosi.

 

Francesco Pagliaro  

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