Oggi come ieri, quanti infortuni!

Oggi come ieri, quanti infortuni!

ROMA – Ci risiamo. Il problema infortuni, che l’anno scorso aveva caratterizzato in negativo il cammino della squadra biancoceleste, si è puntualmente riproposto. Eppure le premesse della vigilia sembravano averlo messo da parte, con una preparazione estiva all’insegna della prevenzione, e il nuovo staff di Vladimir Petkovic particolarmente attento al…

ROMA – Ci risiamo. Il problema infortuni, che l’anno scorso aveva caratterizzato in negativo il cammino della squadra biancoceleste, si è puntualmente riproposto. Eppure le premesse della vigilia sembravano averlo messo da parte, con una preparazione estiva all’insegna della prevenzione, e il nuovo staff di Vladimir Petkovic particolarmente attento al lavoro aerobico e posturale. Non sembra essere bastato, perchè ad oggi il trend non è cambiato rispetto ai primi mesi della passata stagione. Ederson e Marchetti i casi più lampanti, ai quali vanno aggiunti quelli di Brocchi e Dias, nonchè Zarate, che si vanno ad inserire nella casistica dei guai di natura muscolare. In particolare i primi due, così come avvenuto nel recente passato per altri compagni di squadra (Mauri su tutti), si tratta di ricadute nella medesima zona interessata da una precedente lesione. Un segnale da non trascurare, che anzi dovrebbe far scattare un campanello d’allarme. Sì perchè, oltre i casi sopracitati, ci sono da tenere sotto attenta osservazione quelli relativi a Klose, Gonzalez, Hernanes e Biava, che hanno sofferto di affaticamenti muscolari per le troppe partite giocate. Tutto ciò nonostante Petkovic abbia messo in atto un corposo turnover, in controtendenza rispetto al suo predecessore Reja, al quale poteva essere anche imputata l’eventuale colpa di non concedere il giusto riposo agli elementi più utilizzati della rosa. Un’incongruenza che potrebbe essere spiegata dalla diversa intensità di gioco del nuovo allenatore, unita all’anagrafe dei giocatori, che hanno un anno in più sulle spalle, con la maggior parte intorno alle trenta primavere e oltre. Siamo nel campo delle ipotesi, ma di reale ci sono i dati, che confermano un andamento paritario se messi a confronto con quelli di dodici mesi fa. Finora sono otto in totale i calciatori implicati che, incluse ricadute, raggiungono quota dieci negli episodi che sono costati, come minimo, un turno di stop. Senza poi dimenticare gli incidenti di natura traumatica, dove certo non si potrebbe parlare di negligenza, ma di una fatalità che va comunque registrata. Discorso da applicare a Rocchi, Cana, Floccari, Diakitè, Lulic e Konko, con quest’ultimo che sembra ripercorrere lo stesso percorso clinico del 2011/2012, anche se i polpacci per ora gli hanno concesso una tregua. Il bilancio complessivo è di quattordici tesserati coinvolti, per un totale di 18 infortuni, più o meno gravi, in appena tre mesi e mezzo di campionato. La proiezione non può essere delle più ottimistiche, ma soprattutto non le vieta di raggiungere gli oltre quaranta catalogati a giugno 2012, sotto la precedente gestione tecnica, tacciata di poca collaborazione con il settore medico (rimasto invece invariato). Se dall’equazione stagionale, il risultato desiderato è quello di una qualificazione in Champions, ma anche di poter sostenere le tre competizioni fino alla fine, a questa Lazio serve che la variabile infortuni abbia la minore incidenza possibile.

 

Francesco Pagliaro

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