Ora l’Olimpico può svuotarsi. Al vaglio dei tifosi c’è l’ipotesi di un’altra protesta, opposta a quella di domenica sera

Ora l’Olimpico può svuotarsi. Al vaglio dei tifosi c’è l’ipotesi di un’altra protesta, opposta a quella di domenica sera

ROMA – Il deserto umano. L’assenza. Il vuoto. L’abbandono. Fuori dall’Olimpico: sono pronti a disertarlo, al vaglio dei tifosi c’è l’ipotesi di un’altra protesta, opposta a quella di domenica sera, l’esatto contrario. Tutti all’Olimpico sotto l’egida del “Libera la Lazio”, fu l’invito promosso dal comitato dei contestatori, dalla Nord, in…

ROMA – Il deserto umano. L’assenza. Il vuoto. L’abbandono. Fuori dall’Olimpico: sono pronti a disertarlo, al vaglio dei tifosi c’è l’ipotesi di un’altra protesta, opposta a quella di domenica sera, l’esatto contrario. Tutti all’Olimpico sotto l’egida del “Libera la Lazio”, fu l’invito promosso dal comitato dei contestatori, dalla Nord, in vista del match col Sassuolo. Tutti a casa, tutti i quarantamila dell’altro ieri, è l’idea che starebbe solleticando il pensiero degli anti-lotitiani, dei corifei.

 

LA DATA  Lotito non molla, non offre la “testa”. E allora se ne potrebbero andare i tifosi, solo per una partita. La prossima occasione dettata dal calendario è Lazio-Atalanta del 9 marzo. Sarebbe un atto dimostrativo per lasciare da solo il presidente. Se non solo, in poca compagnia. Come a dire: il calcio è per i tifosi, senza tifosi che calcio è? Lo stesso vale per la Lazio. Il ripopolamento dell’Olimpico avverrebbe nella gara casalinga successiva (Lazio-Milan del 23 marzo, ore 20,45). Non sono state prese decisioni ufficiali, non ci sono comunicazioni, si tratta di rumors, ma filtra la volontà di continuare la protesta. La strategia è facilmente traducibile: gli organizzatori vogliono sfruttare l’onda lunga del malessere, la compattezza ritrovata domenica per mandare altri messaggi rivoluzionari, per far leva sulla partecipazione popolare, sono riusciti a convogliarla.

L’EVENTO – Lotito non s’è fatto impressionare da un Olimpico contrario e protestante, tutto unito contro di lui, come non mai. Non s’è fatto impressionare dai cartoncini sventolati a ripetizione, dai “vaffa” e dai “vattene”. Non si farà spaventare da uno stadio vuoto (se così sarà), desolante, abbandonato. E’ un’immagine che purtroppo, nel bene e nel male, per disaffezione o squalifiche, è ben conosciuta nel mondo Lazio. I tifosi non mollano quanto Lotito, sono pronti a rinunciare alla loro passione per una volta a costo di portare avanti la loro battaglia. La contrapposizione è totale, è continua sul terreno comune. Il presidente denuncia cospirazioni e regie occulte. Il fronte dei contestatori respinge le accuse, resta in movimento. La risposta del popolo laziale (in termini di numeri e partecipazione) è stata accolta come un segnale fortissimo dagli organizzatori della protesta, ecco perché si vuole dare seguito al “Libera la Lazio”. Le manifestazioni sono allo studio, nei prossimi giorni si capirà quali saranno adottate. Dall’Olimpico pieno all’Olimpico vuoto, cambierebbe la forma della contestazione, non il contenuto. L’Olimpico, domenica sera, s’è schierato ribellandosi. L’Olimpico, in Lazio-Atalanta (ore 15), si schiererebbe svuotandosi.

LA SQUADRA – In un caso o nell’altro a rimetterci sarebbe la squadra di Edy Reja. Non è stato facile giocare in una bolgia infernale, non sarebbe facile giocare nel deserto, la faccia della medaglia è la stessa pur essendo doppia. La Lazio può ancora sperare nell’Europa, deve crederci, deve provarci, la attendono sfide cruciali. Per riuscire nell’aggancio europeo non bastano undici uomini più un allenatore, seppure volenterosi e impermeabili alle proteste. Servirebbe uno stadio amico, uno stadio intimo.

Corriere dello Sport

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