Pagliuca consiglia: ”Se fossi in Lotito..”

Pagliuca consiglia: ”Se fossi in Lotito..”

ROMA – Il tenico biancoceleste Vladimir Petkovic riscuote consensi ovunque, ma non è l’unico protagonisgta di questa Lazio. Almeno secondo Gianluca Pagliuca, ex-portiere dell’Inter e della Nazionale, che non lesina complimenti per il numero 1 laziale: “Vale molti dei punti che la Lazio ha in questa stagione – racconta ai…

ROMA – Il tenico biancoceleste Vladimir Petkovic riscuote consensi ovunque, ma non è l’unico protagonisgta di questa Lazio. Almeno secondo Gianluca Pagliuca, ex-portiere dell’Inter e della Nazionale, che non lesina complimenti per il numero 1 laziale: “Vale molti dei punti che la Lazio ha in questa stagione – racconta ai microfoni di Ryar Web Radio –  A parte la grande prestazione a Torino, anche in quest’ultima partita contro l’Atalanta è stato decisivo salvando il risultato. Il portiere decisivo? E’ quello che al momento giusto ti fa la parata che conta. Ora come ora, Marchetti è superiore a Buffon ed è il più affidabile in Italia”. L’estremo difensore ex-Cagliari è parte integrante di un reparto, quello difensivo, che funziona a meraviglia: ”E’ vero che la Lazio ha un’ottima difesa che subisce pochi gol, ma è fondamentale avere qualcuno capace di segnare. La Lazio ha la fortuna di avere un bomber come Klose che fa la differenza”. Pagliuca poi, in considerazione del momento di classifica biancoceleste, lancia un appello al club capitolino: “Il calendario è impegnativo. La Lazio si può dire che sia in lotta per vincere il campionato ed è impegnata sia in Europa League che in Coppa Italia. Se fossi in Lotito cercherei di migliorare la squadra evitando gli errori fatti nelle due sessioni passate, non facendo un mercato adeguato per poi, inevitabilmente, calare nel girone di ritorno. Ci vogliono innesti di qualità e spero che lo faccia, perché ha a disposizione un’ottima rosa”.  In conclusione, applausi a scena aperta per la sorpresa Petkovic, che sta diventando una realtà: “La Lazio per quanto riguarda i giocatori ha cambiato poco, ma ha preso in panchina uno come Petkovic che mi piace molto. Onesto, sereno e sempre pacato. A differenza di altri tecnici, non è uno che “piange” e fa polemiche. Ha la grande qualità di riconoscere quando la sua squadra non ha giocato bene senza inventare troppe scuse”.

Cittaceleste.it

 

 

Pagliuca ripercorre la sua carriera fatta di grandi vittorie, ricordi indelebili, ma anche di momenti amari: “Nel mondiale americano, fui graziato. Quella papera in finale contro il Brasile sul tiro di Mauro Silva non l’ho mai dimenticata. Il Signore – scherza Pagliuca – si è ricordato che sono una brava persona e mi ha salvato. Baciai il palo della porta e per fortuna non perdemmo il Mondiale per colpa di quel mio errore. Ho rischiato di fare la stessa fine di Julio Salinas (errore a due passi dalla porta) nei quarti di finale tra Italia e Spagna. Mi hanno detto che a distanza di venti anni ha ancora il “fantasma” del mio piede che gli impedì di segnare. Tornando alla finale contro il Brasile, parai il rigore a Marcio Santos, ma purtroppo ne sbagliammo tre…e pensare che Buffon è diventato campione del mondo senza prenderne uno! Anche con la Francia nel ’98 parai il rigore a Lizarazu, ma fummo eliminati lo stesso”.

Impossibile, per Pagliuca non pensare a quella partita di Torino che costò il tricolore all’Inter di Gigi Simoni: “Riguardo al campionato, in quel Juve – Inter sempre mi sono sentito un po’ preso per i fondelli. Quello scudetto – sorride amaramente – si può dire che ce l’hanno rubato….già nella settimana precedente, Peruzzi “salvò” il tiro di Bianconi dell’Empoli che aveva oltrepassato la linea di porta. Stessa cosa fece Ferrara contro l’Udinese su un tiro di Bierhoff. Tornando al match di Torino, quello su Ronaldo era un rigore grosso come una casa e sul capovolgimento di fronte ne venne concesso uno a Del Piero (netto) che parai. Il mio cruccio della carriera interista è proprio quello. Oltre al successo in Coppa Uefa, penso che meritavamo di vincere quello scudetto perché avevamo fatto una grande stagione”.

 

 

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