Pancaro:”Vi racconto la mia Lazio”

Pancaro:”Vi racconto la mia Lazio”

Giuseppe Pancaro è stato uno dei protagonisti della Lazio dal 1997 al 2003: sei stagioni in cui l’ex terzino ha vinto uno Scudetto, due Coppe Italia, una Supercoppa, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Europea. Oggi è il vice di Dario Marcolin sulla panchina del Modena. Intervenuto a Lazio…

Giuseppe Pancaro è stato uno dei protagonisti della Lazio dal 1997 al 2003: sei stagioni in cui l’ex terzino ha vinto uno Scudetto, due Coppe Italia, una Supercoppa, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Europea. Oggi è il vice di Dario Marcolin sulla panchina del Modena. Intervenuto a Lazio Style Radio, Pancaro ha ricordato quei successi ed ha commentato la Lazio di Petkovic.
“Sono partito bene, con grande entusiasmo.  Nell’ultima partita è arrivata la sconfitta, dopo comunque una prestazione positiva:  siamo rimasti in 10, ma siamo riusciti a pareggiare poi abbiamo preso gol al 94, siamo stati anche sfortunati ”- ha dichiarato riferendosi all’ultima partita del Modena, sconfitta dal Varese per  2 a 1.

Parlate tra di voi della Lazio? “Assolutamente si, siamo legati alla Lazio e  il primo ricordo è lo Scudetto quindi siamo molto affezionati e la seguiamo a distanza”
Con la Lazio hai siglato cinque gol: li ricordi? “Li ricordo benissimo tutti e cinque, i due più importanti sono stati quelli dell’uno pari a Milano contro l’Inter e quello del due pari ancora contro l’Inter a Roma”

Hai vinto tanto, quale trofeo manca nella tua bacheca?”Qualcosa mi  è sfuggita, speriamo di recuperare da allenatore.  Ho perso la finale di Champions con il Milan che vincevamo 3 a 0 , l’Intercontinentale ai rigori, la Coppa Uefa contro l’Inter”. Tra i Trofei c’è anche la Coppa delle Coppe: “Si,  all’epoca aveva anche grande fascino, non come ora…Di quella sera non dimenticherò mai la curva dello stadio biancoceleste e la curva dello stadio biancoceleste”
Ancora i ricordi di quegli anni. Il momento più bello? “Sicuramente lo scudetto, il realizzarsi di un sogno che avevo sin da bambino. Il modo inaspettato in cui l’abbiamo vinto è stata un’emozione grandissima. Tanta tensione e poca fiducia: pensavamo che nella migliore delle ipotesi avremmo fatto lo spareggio, ma mai che il Perugia riuscisse a battere la Juve. Vedevamo la partita, ma eravamo assenti. C’era talmente tanta adrenalina, che molti me compresi abbiamo dei vuoti nei ricordi di quell’attesa. Poi quattro giorni dopo conquistammo la Coppa Italia battendo l’Inter: una vittoria sull’entusiasmo dello Scudetto. Alcuni avevano festeggiato tanto, ma c’erano dei campioni talmente forti che anche se in quei giorni avevamo festeggiato tanto vincemmo. Tanti bei ricordi, aiutati anche dal fatto che siamo riusciti a vincere, lo spogliatoio era molto unito. Attilio Lombardo era quello più scanzonato, stavamo molto bene insieme. Era simpaticissimo: nella finale a Birmingham, partita unica, noi prima della partita abbiamo fatto un’ora di viaggio in pullman per raggiungere lo stadio e c’era talmente tanta tensione che nessuno parlò. Quando stavamo per arrivare Lombardò si alzò e disse:”Ricordiamoci quello che hanno fatto all’andata!” Una battuta che stemperò la tensione. La forza di quella squadra non era solo nell’undici: usciva un campione ne entrava un altro. C’erano talmente tanti campioni  e tutti eravamo consapevoli della nostra forza”

Il compagno a cui sei rimasto più legato?
“Vieri: sia perchè lo conoscevo ai tempi delle giovanili al Torino, sia perché quando arrivò alla Lazio eravamo entrambi single e quindi stavamo sempre insieme. Eravamo un gruppo fortissimo, potevamo vincere lo Scudetto anche l’anno prima”
Ti abbiamo visto anche in Tribuna. Verrai ancora?
“Sicuramente anche perchè ho un bambino di 4 anni e lo voglio far innamorare dei colori biancoazzurri”
L’avversario più temuto?
“Ho affrontato talmente tanti campioni che è difficile sceglierne uno: 15 anni fa in Italia c’erano i giocatori più forti del mondo, quindi ogni domenica incontravi campioni”
Come vedi la Lazio attuale?
“Molto bene, non conosco Petkovic e non so come lavora ma mi sembra un allenatore dalla grande personalità e con idee chiare, ha stentato in ritiro ma è normale un periodo di ambientamento. Ora la squadra ha metabolizzato il suo lavoro, ha rivitalizzato giocatori come Hernanes ed è una squadra molto unita”
I terzini di questa Lazio spingono tantissimo…
“Konko ha fatto molto bene, corre tantissimo, spinge e fa bene la fase difensiva. Lulic da esterno basso è un ruolo adattato, è molto forte, ma è più pericoloso dalla metà campo in su. Per fargli fare il terzino bisogna lavorarci. Per me il terzino deve principalmente difendere e poi attaccare. Per questo anche se adattato  penso che Radu possa dare tanto, perchè è più difensore, mentre Lulic è più attaccante”.
Tornando al passato, quanta  delusione c’è per la notte di Valencia?
“Lì abbiamo pagato l’inesperienza: eravamo molto più forti degli spagnoli, ma loro erano più adatti a quel tipo di partite”
Dove può arrivare la Lazio?
“Tolti i primi due posti, la Lazio tra il terzo e il quinto può competere con chiunque. La Juve è uno – due gradini sopra tutte, poi metto Inter, Milan, Napoli e Lazio sullo stesso livello, ma mi piace anche la Fiorentina”

Enrica Di Carlo

Cittaceleste

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