Per la Figc, Carobbio non è credibile

Per la Figc, Carobbio non è credibile

A forza di prendere bastonate dal Tnas, la Figc si è messa ad arrampicarsi su tutti gli specchi possibili. Buttando a mare, per la prima volta, il pentito finora sventolato da Palazzi come una bandiera per sostenere le proprie tesi, dal caso Conte in giù. E’ successo nell’arbitrato di Ferrari.…

A forza di prendere bastonate dal Tnas, la Figc si è messa ad arrampicarsi su tutti gli specchi possibili. Buttando a mare, per la prima volta, il pentito finora sventolato da Palazzi come una bandiera per sostenere le proprie tesi, dal caso Conte in giù. E’ successo nell’arbitrato di Ferrari. Ad accusare l’attuale attaccante del Verona di avere partecipato al tentativo di combine di Rimini-AlbinoLeffe (3 anni di stop) è Gervasoni, la cui credibilità è stata messa pesantemente in discussione in vari procedimenti (in particolare quello di Fontana). In questo caso, sono Carobbio e Ruopolo – oltre ad altri ex dell’AlbinoLeffe con dichiarazioni depositate agli atti – a smentirlo. Ma, incredibilmente, l’avvocato della Federcalcio ha sostenuto che Carobbio «non è credibile» perché «amico di Ferrari». Eppure è risaputo che l’amico inseparabile di Carobbio, a Bergamo e pure dopo, era proprio Gervasoni.

Smentito
«Noi abbiamo chiesto e ottenuto le audizioni di Carobbio e Ruopolo – spiega il legale di Ferrari, Stefano Bosio – perché il primo neppure era stato ascoltato dalla Procura federale e il secondo aveva dato una diversa ricostruzione dei fatti rispetto a Gervasoni. Il quale è smentito da tutti. E il Tnas ha già scritto che nei casi in cui non emerga un quadro sufficientemente definito di riscontro, l’incolpato va prosciolto. Le sentenze su Gheller e Fontana sono illuminanti». Per la stessa partita, tra l’altro, il Tnas ha già derubricato il reato da illecito a omessa denuncia per Vantaggiato. E’ difficile pensare che su queste basi, e con i legali della Figc che danno e tolgono patenti di credibilità a seconda della convenienza, si possa arrivare a una condanna di Ferrari.

Fonte:La Gazzetta dello Sport

Cittaceleste

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