Petkofantasia? No, Petkofollia!

Petkofantasia? No, Petkofollia!

SAN PAOLO – “Ho visto cose, che voi umani…” Una Lazio in versione così detta “fantasia”, per un favola niente affatto a lieto fine, anzi. Mauri, Hernanes, Candreva e Lulic sulla linea dei centrocampisti, hanno sfidato il Napoli di Hamsik, Lavezzi e Cavani. Petkovic voleva una dimostrazione di forza dai…

SAN PAOLO – “Ho visto cose, che voi umani…” Una Lazio in versione così detta “fantasia”, per un favola niente affatto a lieto fine, anzi. Mauri, Hernanes, Candreva e Lulic sulla linea dei centrocampisti, hanno sfidato il Napoli di Hamsik, Lavezzi e Cavani. Petkovic voleva una dimostrazione di forza dai suoi dopo la sconfitta interna col Genoa, una volontà rimarcata dalle dichiarazioni della vigilia: “Nessuno è più forte di noi”. Mazzarri dal canto suo, ha chiesto alla sua squadra di ripartire con una vittoria dopo lo scialbo pareggio di Catania, per riprendere la Juve bloccata a Firenze. Una richiesta perfettamente accontentata, in grado di trasformare il Petkopensiero in Petkofollia.

Fair-play tedesco – La partita inzia a ritmi elevatissimi, con i partenopei che creano subito pericoli dalle parti di Marchetti con le tipiche ripartenze in velocità, avvantaggiati da una Lazio che stenta a trovare gli equilibri in mezzo al campo. Eppure la grande emozione dei primi minuti di gara è di marca biancoceleste, ed è targata Miro Klose. Su azione di calcio d’angolo il tedesco stacca alto sopra le mani di De Sanctis, colpevole di un’uscita folle, depositando in rete con l’ausilio di un braccio. L’arbitro convalida, gli avversari protestano ferocemente, ma Klose spegne ogni polemica ammettendo l’irregolarità. Un gesto applaudito da tutti i presenti, tifosi e calciatori.

Il Napoli c’è – L’episodio del gol annullato è solo una breve parentesi nel monologo napoletano, che ha trasformato ogni palla recuperata in una potenziale occasione da rete. La compagine capitolina appare in netta difficoltà, come sottolineato dall’ammonizione al 3′ di Cavanda, alla quale si aggiungerà quella di Konko prima della mezz’ora, a dimostrazione del dominio azzurro sulle fasce laterali. Così il vantaggio della squadra di casa arriva lesto, al 20imo minuto, come a seguire un copione che non dava adito ad una diversa interpretazione. Cavani raccogli un pallone al limite dell’area, si gira e tira: Ciani devia, Marchetti è battuto e la Lazio va sotto.

La Lazio no – Dieci minuti di timida reazione laziale, ma è sempre il Napoli a fare la partita, soprattutto a vantaggio acquisito, che gli permette di agire con la sua arma migliore: il contropiede. Proprio da una ripartenza fulminea nasce il gol del raddoppio, ancora firmato da Cavani, che ha sfruttato una voragine sulla fascia sinistra, nata da un fuorigioco sbagliato da Konko. L’uruguayano entra in area rincorso inutilmente da Cavanda, lasciando partire un bolide sul secondo palo che piega le mani a Marchetti. La Lazio cerca una nuova reazione, rabbiosa e confusionaria, senza trovare il bandolo della matassa, ma solo ulteriore nervosismo con un altro giallo per Hernanes.

Nessun risveglio – La ripresa inizia con l’undici biancoceleste invariato, la partita appare più equilibrata, i Petko boys sembrano più incisivi, ma non abbastanza per riaprire il match. Così il tecnico croato dopo 10 minuti comanda un doppio cambio, inserendo Ederson e Floccari al posto di Mauri e Cavanda, con Lulic riportato nel ruolo di terzino sinistro. La partita però appare segnata, evidente agli occhi di tutti quando De Sanctis toglie dall’angolino la perfetta torsione di Hernanes, l’unica giocata degna di nota del brasiliano. Oltretutto la squadra laziale ora , è ancor più sbilanciata rispetto una formazione di partenza già oltremodo spregiudicata.

Sonno profondo – Non ce n’è, Pandev e compagni sono sempre più letali ogni ripartenza che passa, fino alla definitiva disfatta della Lazio. Cavani parte in totale solitudine, perfetta fotocopia del seconda rete subita, presentandosi tutto solo davanti a Marchetti: dribbling rientrare e facile appoggio con mancino per il clamoroso 3-0. Poco importa se il tris dell’uruguayano appare viziato da fuorigioco, tanto che in Napoli prima sfiora il poker con Hamsik, poi se lo divora con il rigore fallito da Cavani, per atterramento di Insigne da parte di Ciani. Finisce così, con tanta infamia e poca lode, la Lazio apre la prima crisi stagionale.

 

L’inviato – Francesco Pagliaro

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