ZOOM – Petkovic, «Odio la falsità. Mi piace..»

ZOOM – Petkovic, «Odio la falsità. Mi piace..»

ROMA – Prendere la macchina del tempo e tornare indietro di qualche settimana. Focus sulla vita privata dell’allenatore ldi Sarajevo. Sfogliando il mensile di Roma Capitale, SPQR Sport, si può trovare a pagina 22 l’intervista a Vladimir Petkovic. L’allenatore della Lazio tocca diversi aspetti nel lungo faccia a faccia. -Parliamo…

ROMA – Prendere la macchina del tempo e tornare indietro di qualche settimana. Focus sulla vita privata dell’allenatore ldi Sarajevo. Sfogliando il mensile di Roma Capitale, SPQR Sport, si può trovare a pagina 22 l’intervista a Vladimir Petkovic. L’allenatore della Lazio tocca diversi aspetti nel lungo faccia a faccia.

-Parliamo di lei, mentre da giocatore era molto tecnico, da allenatore fa del dinamismo il suo principale credo: è così?

Non solo dinamismo, visto che anche la tecnica è importante. Bisogna sempre abbinare le due cose, sia nella fase difensiva che in quella offensiva. Quando una squadra ha questi equilibri tutto diventa più facile.”

Le sue squadre hanno sempre giocato con il 3-4-3 o il 4-3-3. Come è arrivato al modulo ad una punta con la Lazio?

Ho adottato diversi sistemi di gioco in questi quindici anni della mia carriera di tecnico. Ho provato vari moduli, adattando sempre gli schemi alle caratteristiche dei giocatori avuti a mia disposizione. E cosi è successo anche alla Lazio di adesso. Ho scelto il 4-1-4-1 che mi sembra attualmente il modulo ideale per questi ragazzi. E i risultati ci stanno dando ragione”.



-Ritiene che ci sia troppa esasperazione del calcio in Italia rispetto alla Svizzera?

Non crediate che il calcio in Svizzera sia così secondario rispetto ad altre nazioni. Anche li si parla e si vide di pallone. Ma non certo al livello italiano. Qui questa disciplina viene vissuta con tanta passione sette giorni su sette, 24 ore su 24. Se ne parla sempre. La tensione è forte e continua. Ma sono elementi che non incidono dentro il campo. Noi il nostro lavoro lo continuiamo a fare sempre con serenità”.

Ma la parte sicuramente più interessante dell’intervista a Petkovic ad SPQR Sport è quella che scende nei meandri del privato.

-Si definisce cittadino del Mondo, cosa le piace e cosa non le piace dell’Italia?

Mi piace tutto dell’Italia. Si mangia e si vive bene. Forse manca una sorta di equilibrio, c’è una eccessiva emotività, bisognerebbe vivere con maggiore serenità gli avvenimenti, nella fattispecie quelli calcistici. Io dico che bisognerebbe restare coi piedi per terra e guardare avanti sempre con fiducia, soprattutto nei momenti meno belli”.

-Cosa l’ha colpita di Roma?

Tutto. Una delle più belle città del mondo. L’ho girata da capo a fondo come turista e ne sono rimasto entusiasta. Anche la gente è unica. Qui ci sono tutte le premesse per dare vita ad uno splendido rapporto di collaborazione. Certo, come ho detto prima, anche Roma vive degli alti e bassi umorali, ma se sapremo domarli, possiamo fare qualcosa d’importante”.

-Si conosce il suo impegno nel sociale presso la Caritas. Ce ne può parlare?

Si, all’inizio di questa mia esperienza nel campo del volontariato con la Caritas facevo il formatore per gli adulti, poi ho lavorato come operatore sociale. Ho aiutato tanta gente senza lavoro a trovare un equilibrio, un impegno duro ma gratificante sotto l’aspetto umano”.

-Cosa ama e cosa non sopporta?

Apprezzo la sincerità, il confrontarsi con la gente, il guardarsi negli occhi e dirsi le cose in faccia senza ipocrisia. Al contrario mi da fastidio la falsità. E ce n’è tanta, anche nel mondo del calcio. Sono contro chi giudica una persona in base all’emozione del momento. Un uomo va misurato nel tempo”.

Cittaceleste.it

 

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