PETKOSFIDA – …con Ventura!

PETKOSFIDA – …con Ventura!

ROMA – Petkovic e Ventura, le perfette icone della semplicità e della concretezza nel calcio: oggi tocca a loro. Il mister granata, ospite allo Stadio Olimpico, è uno di quei tecnici che solamente a guardarli, a sentirli discutere di calcio, si capisce quanto siano innamorati del loro mestiere e di…

ROMA – Petkovic e Ventura, le perfette icone della semplicità e della concretezza nel calcio: oggi tocca a loro. Il mister granata, ospite allo Stadio Olimpico, è uno di quei tecnici che solamente a guardarli, a sentirli discutere di calcio, si capisce quanto siano innamorati del loro mestiere e di questo sport. Il curriculum di Ventura parla chiaro: da più di 40 anni, ha una panchina di club su cui sedere. La sua carriera da allenatore inizia parallelamente al suo infortunio alla schiena, che non gli permette di continuare a fare il calciatore ma che da’ lui la possibilità di cominciare una nuova esperienza, proprio da dove aveva mosso i primi passi nel mondo del calcio: alla Sampdoria. Dai blucerchiati – nel 1976 – al Torino di oggi, sono passati anni, e più di 15 società, come Napoli, Udinese o Venezia, hanno deciso di puntare sul tecnico Genovese. Concepisce il calcio quasi allo stesso modo in cui lo fa Petkovic, visto che i suoi metodi di allenamento, così come quelli di ‘Vlado’, non si fermano soltanto al processo globale di sviluppo e di miglioramento del rendimento agonistico dei propri calciatori, ma , in più, si concentrano sulla conoscenza e sul dialogo con il gruppo, che a sua volta è portato a lavorare prima con la mente che con il fisico. Quella di oggi, dunque, è la sfida fra il debuttate e il veterano della Serie A, che pian piano, sta’ imparando a conoscere Petkovic, un omone arrivato nell’Urbe Eterna direttamente da Sarajevo, fra tanti interrogativi e parecchi mugugni. Sconosciuto al grande pubblico, si è presentato in estate a telecamere e taccuini dei giornalisti, che senza troppi fronzoli, l’hanno interrogato sui suoi modi di intendere il calcio, sulle prospettive di gioco che aveva per la Lazio e su cosa si aspettasse dalla sua squadra. Tante domande, a cui Petkovic ha risposto a suon di risultati, sul campo, non a chiacchiere. Ha dato una nuova identità alla Lazio, che piace a chi scende in campo con la maglia biancoceleste e a chi con questa, va sugli spalti a sventolare una bandiera. Si può vincere o perdere, ma quello che è fondamentale, è l’atteggiamento, il modo di stare in campo, la voglia e la proposta di gioco, con cui la squadra si presenta sul terreno di gioco ogni volta che è chiamata a farlo. Europa o Campionato, titolari o riserve, la mentalità vincente deve essere una caratteristica fondamentale per tutti. Petkovic ha rafforzato l’ottica dominante di personaggi come Klose, creandola poi, in chi invece non ne aveva. I risultati si sa’, spesso condannano o glorificano a seconda di quanti punti portano in classifica e almeno per adesso, ‘Vlado’, può starsene certamente sereno. Qualche prestazione non proprio eccellente c’è stata, così come sono arrivate delle sconfitte, ma i tifosi della Lazio, non hanno mai, giustamente, messo in discussione il suo operato. Questo perchè l’impegno non è mai mancato e perchè negli spogliatoi, la Lazio, è sempre rientrata con la maglia bagnata di sudore. Petkovic, dalla Curva Nord, raccoglie applausi e cori, anche quando le cose non vanno benissimo, e ricambia a sua volta con uno sguardo, un sorriso, ed un saluto. Alla gente piace il suo modo ‘soft’, rilassato, di affrontare ogni cosa a cui però, è abbinata anche la concretezza nei fatti, che seguono quasi sempre alle parole. E allora, non rimane che prepararsi, ad una sfida fra due squadre, allenate da due tecnici diametralmente opposti nelle loro storie di vita, ma profondamente simili nel loro modo di vedere il calcio. E che vinca il migliore..che si spera possa essere ancora una volta in questa stagione, la Lazio…

Roberto Maccarone –  Cittaceleste.it

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