Petkovic: “Lotito, ti saluto con un sorriso”.

Petkovic: “Lotito, ti saluto con un sorriso”.

ROMA – Torna a parlare Vladimir Petkovic, e lo fa ai microfoni di Dribbling, su Rai Due, seduto sul divano di casa, con un sorriso da cui traspare un po’ di amarezza per come si è consumato l’addio alla Lazio: “Posso dire di Lotito che in un anno e mezzo,…

ROMA – Torna a parlare Vladimir Petkovic, e lo fa ai microfoni di Dribbling, su Rai Due, seduto sul divano di casa, con un sorriso da cui traspare un po’ di amarezza per come si è consumato l’addio alla Lazio: “Posso dire di Lotito che in un anno e mezzo, con lui, non ho avuto grandi problemi. Ha un carattere molto forte e una mentalità per cui vuole vincere a tutti i costi. Quest’ultimo aspetto può diventare un aspetto negativo poiché non si può avere sempre ragione. Di positivo c’è il fatto che ha una capacità di essere presente e produttivo in ogni momento della giornata. Ha energia da vendere nella vita e nel lavoro. Mi ha colpito per questo”. All’addio qualcosa è andato storto: “L’ho avvisato 30 minuti dopo la firma del contratto con la Svizzera. Lui mi risposte: ‘Ti richiamo fra una mezz’oretta’. Da li in poi non l’ho più sentito. Ho ascoltato solo bruttezze verso la mia persona. Cose che non accetterò mai”.

 

Petkovic ha ricevuto tanti attestati di stima: “Fa sempre piacere, anche oggi, quando incontro la gente per strada, ricevere apprezzamenti per le mie qualità umane. Per fortuna ho avuto tanti appoggi, anche dai colleghi. Quando sono andato per i sorteggi della Nazionale, a Nizza, anche chi era di un certo livello mi dava appoggio. Mi hanno fatto capire che sono stato un gentiluomo a non rispondere e a non restituire certe coltellate. Sembra che con questo licenziamento io abbia fatto del male alla società e abbia fatto dei danni. Non mi sembra”. L’arrivo alla Lazio, un ricordo: “Le prime parole furono ‘Mi raccomando il Derby’. Era la cosa più importante di ogni cosa. Dopo il 26 Maggio però si era creato troppo ottimismo. Certe persone, forse anche io oltre agli altri, si sono sedute un po’”. Seconda stagione, tante voci di addio dall’inizio: “Sentivo parlare tanta gente, tanti allenatori. Voci che però non mi disturbavano, fanno parte del mestiere”. Un messaggio a Lotito: “A Lotito non dico niente. Lo saluto, come saluto le persone a cui ho mostrato il mio rispetto. Peccato sia finito tutto così, in questa maniera. Per me è importante uscire dalle avventure a testa alta, in modo pulito. Ed allora faccio il gentiluomo e lo saluto con un bel sorriso”.

Cittaceleste.it

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