Petrelli su Chinaglia, Klose e…

Petrelli su Chinaglia, Klose e…

Sergio Petrelli, ha vinto insieme alla banda Maestrelli, con Chinaglia, Re Cecconi e gli altri, i derby dell’anno tricolore. In totale sono state 4 le stagioni alla Lazio dal 1972 al 1976, intervenuto a Lazio Style Radio ha parlato di Lazio, presente e passata, e ovviamente dell’imminente derby di domenica:…

Sergio Petrelli, ha vinto insieme alla banda Maestrelli, con Chinaglia, Re Cecconi e gli altri, i derby dell’anno tricolore. In totale sono state 4 le stagioni alla Lazio dal 1972 al 1976, intervenuto a Lazio Style Radio ha parlato di Lazio, presente e passata, e ovviamente dell’imminente derby di domenica:

“La stracittadina la conosco benissimo, ho avuto una grande fortuna: con la maglia della Roma non ho mai perso un derby, quando sono passato alla Lazio ho fatto lo stesso! Sarà stata una coincidenza, ma sono sempre stati derby felici”. 

Lui, che è rimasto di fede laziale e lo confessa: “Purtroppo quando ho segnato un gol con la Roma. Dico purtroppo perché poi sono rimasto tifoso laziale. Con un mio gol pareggiammo negli ultimi cinque minuti- continua l’ex terzino- E’ il derby che ricordo con più piacere perché segnai un gol”.

Giorgio Chinaglia, uomo cardine dei biancocelesti: “Alla Lazio si viveva il derby in un’altra maniera. Alla Roma si dava per scontato che si doveva vincere e basta. Alla Lazio ci si caricava, proprio di fronte alla convinzione dei giallorossi di essere più forti. Chinaglia caricava l’ambiente, gli stessi compagni di squadra in una maniera incredibile. Se fino al giorno prima ci eravamo insultati e picchiati, ci guardavamo tutti negli occhi e capivamo che avevamo solo voglia di vincere”. 

Lo spogliatoio della Lazio, guidato da Tommaso Maestrelli, era spaccato in due ma in campo c’era solo la Lazio:   

“I gruppi c’erano, ma io, essendo arrivato quasi per ultimo, non ho mai fatto parte di nessun gruppo. Ero sempre quello che cercava di mediare tra le due fazioni. Poi questi clan, da una parte, erano un po’ una montatura che si creava per caricarsi durante la settimana, per allenarsi con la giusta grinta. L’agonismo non trascendeva mai in cattiveria, non ci si faceva mai male veramente. Durante le partitelle, i clan giocavano contro e ci si davano mazzate di santa ragione: si giocava veramente, era una bella cosa. Oltre a me, stavano fuori da questo discorso dei clan Luigi Polentes, Ferruccio Mazzola, Renzo Garlaschelli. I giovani stavano un po’ più dalla parte di Chinaglia: Giorgio era un accentratore, che attirava a sé gli indecisi”.

Il derby di domenica: “Sarà un derby strano. Magari verrà deciso da qualche giocata del singolo, non credo dal gioco di una delle due squadre. – continua Petrelli- La Lazio è più quadrata in difesa e a centrocampo, mentre la Roma è più forte in attacco”. 

Klose punta di diamante dello scacchiere di mister Petko, e Candreva entrato nel cuore del tifo biancoceleste: “Klose, un giocatore che può incidere in senso positivo, soprattutto una persona di grande correttezza. Proprio la correttezza dovrebbe essere il simbolo di questo derby. Mentre,, Candreva si è trasformato. Nelle squadre precedenti, mi sembrava sempre un po’ al margine, qui invece si è trasformato. Anche lui ha una bella carica, per essere un ex simpatizzante romanista arrivato alla Lazio. Ma quando si è in campo non si pensa al passato, si pensa solo al momento che si sta vivendo. E’ un giocatore che sa essere un trascinatpre, credo che alla Lazio rimarrà un bel po’ di tempo e diventerà un punto di riferimento”.

S.D.

 

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