Prime o seconde linee, il risultato non cambia

Prime o seconde linee, il risultato non cambia

ROMA – E se la storia della panchina corta della Lazio non fosse vera e nel momento clou del campionato ci accorgessimo che mister Petkovic potrebbe fare a meno dei titolari ed affidarsi con assoluta tranquillità anche alle seconde linee? Non è pura fantasia, ma quanto è emerso dalle ultime…

ROMA – E se la storia della panchina corta della Lazio non fosse vera e nel momento clou del campionato ci accorgessimo che mister Petkovic potrebbe fare a meno dei titolari ed affidarsi con assoluta tranquillità anche alle seconde linee? Non è pura fantasia, ma quanto è emerso dalle ultime partite in cui la Lazio ha dato vita ad un ragionato turnover che permette ai big di rifiatare e alle così dette seconde linee di avere spazio. Gli ultimi risultati ottenuti contro Panathinaikos, Roma, Juventus, Tottenham ed Udinese avvalorano questa tesi: cinque partite difficili in neppure un mese in cui i biancocelesti hanno conquistato tre vittorie e due pareggi dosando uomini e forze.

Prendiamo ad esempio la gara di Europa League contro i greci in cui il tecnico bosniaco si è affidato alla Lazio 2, se così la vogliamo chiamare, ottenendo una grande prova proprio dai calciatori meno utilizzati. I gol, infatti, sono stati realizzati da Kozak, che ha messo a segno una stupenda doppietta, e da Floccari: due reti pesanti che hanno dato un notevole contributo al passaggio del turno e che acquistano un peso ancora maggiore se si pensa che la Lazio fino a poco tempo fa si reggeva sui gol del solo Klose. Contro la Roma, a tre giorni di distanza dall’impegno europeo, è andata in campo la formazione migliore ed ha stravinto, mentre nella delicata trasferta di Torino la Lazio non ha patito le assenze illustri. Senza Lulic e Mauri squalificati, Petkovic si era affidato a Radu, che rientrava dopo 8 mesi, e Brocchi, alla prima da titolare dopo un lungo stop, ma anche loro hanno dato il loro apporto.

Da Torino le aquile sono ripartiti con un Dias in meno, infortunato, ma con un Ciani in più. A lui, in coppia con Biava, è affidata la difesa e anche l’ultimo arrivato in casa biancoceleste non ha demeritato. Deve ancora crescere ed adattarsi al nostro campionato, ma sta dimostrando di avere ampi margini di miglioramento. Contro il Tottenham, Petkovic ha fatto riposare Klose e la sua assenza si è fatta notare visto che Kozak ha clamorosamente tradito le attese, ma la squadra ha comunque tenuto bene ottenendo un pareggio decisivo per il passaggio del turno. Arriviamo così all’ultima partita, quella contro l’Udinese: il tecnico bosniaco non ha rinunciato al cecchino Klose, ma ha concesso ancora fiducia alle seconde linee. Dentro quindi ancora Cavanda, la prima certezza della panchina di mister Petkovic, che dopo qualche prestazione deludente ha trovato continuità e contro i friulani nulla da obiettare alla sua gara disputata bene in difesa e con cose pregevoli anche nella fase d’attacco. Un tempo concesso anche ad Ederson, che si è sforzato di fare ciò che gli richiede il tecnico. Non sempre ci è riuscito, ma se consideriamo che rientrava dopo quasi due mesi di assenza non ci si può lamentare.

È vero che i numeri dei campioni sono irripetibili e il gol di Hernanes lo dimostra, ma il cammino è lungo e la Lazio è impegnata su tutti i fronti. Con questi uomini a disposizione si può andare lontano senza rischiare: tutti hanno dimostrato di poter dare il loro contributo e portare la Lazio sempre più in alto.

Enrica Di Carlo

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