Pulici, “Nessuno come Chinaglia”

Pulici, “Nessuno come Chinaglia”

Lo respira ancora con le corna irridenti al San Paolo, con quel dito irriverente al cielo sotto la Sud nel derby. Inguaribile romantico, Felice Pulici: «E me lo chiedete pure chi sia il mio bomber? Senza ombra di dubbio, Chinaglia». Fratello di Lazio, di uno scudetto: «E chi lo dimentica…

Lo respira ancora con le corna irridenti al San Paolo, con quel dito irriverente al cielo sotto la Sud nel derby. Inguaribile romantico, Felice Pulici: «E me lo chiedete pure chi sia il mio bomber? Senza ombra di dubbio, Chinaglia». Fratello di Lazio, di uno scudetto: «E chi lo dimentica il rigore col Foggia nel ’74…». Brividi. Compagno di Giorgione, simbolo della Lazio di ogni stagione, Pulici. Ne ha sbirciati centravanti, li ha praticamente vissuti tutti. Da portiere, dirigente, osservatore o semplice tifoso laziale. Felice ora diventa giudice.

Chi ha l’x-factor biancoceleste?
«Non è mica facile fare una classifica di questi campioni. Io metterei tutti su un podio ipotetico al secondo posto, ovviamente dietro Chinaglia. Un trascinatore assoluto».

Perché tutti dicono Long John?
«Io, rispetto ad altri, ho vissuto persino il mito di Piola: è stato anche protagonista del mio arrivo a Roma. Ma Chinaglia rimane Chinaglia. Un personaggio, un cecchino, il presidente. Giorgio è una figura straordinaria per questa città e per i colori biancocelesti».

Per i laziali c’è già Klose al secondo posto…
«E’ ancora indefinibile per me. Ma non perché abbia caratteristiche indecifrabili. E’ talmente bravo, che credo ci siano ancora qualità da scoprire. Ne vedremo delle belle».

Conosce bene anche Giordano.
«Certo. E Bruno è stato forse il miglior centravanti dal punto di vista tecnico. Era senz’altro il più completo».

E’ vero che ha un debole per il Matador?
«Ammetto, Salas è uno dei miei preferiti di tutti i tempi. Marcelo oltretutto ha alzato il tricolore. E io ho ancora negli occhi una rete fantastica. Fece un gol alla Juventus, uno dei gesti più belli che abbia mai visto nel calcio. Un sinistro-destro a De Sanctis, allora portiere della formazione bianconera».

E di Vieri, che dice?
«Bobo è un altro bomber che ha fatto grandi cose, però non ha vinto il campionato. Era più pratico, un opportunista eccelso nei sedici metri. Inoltre aveva pure un grande calcio».

Anche a Crespo è mancata la coccarda.
«Già, un altro grandissimo, ma non s’è cucito addosso lo scudetto, con la Lazio. Ciò non toglie che avesse colpi fantastici nelle corde».

Se le nomino l’Alieno?
«Boksic era una vera forza della natura, aveva una prestanza fisica pazzesca e una sensibilità nei piedi unica. Ma, secondo me, non era una prima punta. Allora bisogna inserire pure Signori…».

Invece c’è Casiraghi.
«Gigi ha lasciato il suo segno. In area di rigore, se aveva l’opportunità, ti castigava sempre».

“Indegno” l’ultimo gradino per Riedle?
«In realtà, anch’io l’ho conosciuto poco. Ricordo che era letale nel colpo di testa, aveva un tempismo paragonabile solo a Klose. Ma su Miro ci riaggiorneremo…»

Fonte: al.ab. – Il Corriere dello Sport

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