Quelli del 92′: Aquile in gabbia

Quelli del 92′: Aquile in gabbia

Roma – Strana, forse triste storia, quella del gruppo dei ragazzi del ’92, vicecampioni dell’ultimo campionato primavera. Luca Crescenzi, Enrico Zampa e Tommaso Ceccarelli: protagonisti indiscussi della cavalcata che ha portato fino alla finalissima delle Final Eight di Gubbio, poi persa contro l’Inter con un onorevole 3-2. Veterani di un…

Roma – Strana, forse triste storia, quella del gruppo dei ragazzi del ’92, vicecampioni dell’ultimo campionato primavera. Luca Crescenzi, Enrico Zampa e Tommaso Ceccarelli: protagonisti indiscussi della cavalcata che ha portato fino alla finalissima delle Final Eight di Gubbio, poi persa contro l’Inter con un onorevole 3-2. Veterani di un gruppo di valore, hanno superato il limite di età delle giovanili e sarebbero pronti al grande salto nel calcio professionistico. Per farsi le ossa, iniziare la vera carriera da calciatore, con il sogno di tornare ed affermarsi con la maglia biancoceleste. Invece no, questo non sembra possibile, se non alle condizioni esageratamente vincolanti del club capitolino.

Ombra granata – Le offerte non mancano, soprattutto dalla serie cadetta(Lanciano, Bari e Ascoli su tutte), trampolino ideale per visibilità e livello della categoria. Quantomai adatto alla crescita dei migliori prodotti del vivaio laziale, in generale di tutti i giovani che si sono messi maggiormente in mostra rispetto ai colleghi, per meriti sul campo, tasso tecnico e qualità temperamentali. Quello del confronto con la Serie B, è un passaggio obbligato e strategicamente consolidato, ma non in casa Lazio. Almeno da quando il presidente Lotito ha rilevato la Salernitana, un’operazione che, di fatto, è entrata a gamba tesa sul destino di tutti gli aquilotti in attesa di spiccare il volo, che ora vivono praticamente in cattività.

A senso unico – Tutti gli indizi portano ad un’unica, inconfutabile prova: Salerno e basta. Tutti i club pretendenti erano stati messi in attesa dei verdetti sulla Lega Pro, che, in caso di girone unico o ripescaggio favorevole, avrebbe lanciato la squadra campana direttamente nella vecchia C1, con la possibilità di puntare alla promozione in B. In tal caso l’opzione granata, con il pubblico e l’attenzione mediatica di cui indiscutubilmente gode, sarebbe stata di prima fascia. La Salernitana però, è rimasta in seconda divisione, notizia datata 7 luglio. Eppure nulla è cambiato da allora: Crescenzi, Zampa e Ceccarelli (ma anche Barreto ed Emmanuel) sono ancora fermi ai box. Attualmente si allenano a parte rispetto alla prima squadra e, ancor più grave, alcuni costretti per tutto il mese di luglio ad effettuare la preparazione da soli, pagando di tasca propria un personal trainer.

Blocco pericoloso – Nessun contatto è stato riallacciato con le società interessante che, a dispetto dei consueti metodi di trasferimento, si sono viste richiedere tanti, troppi soldi: comproprietà o prestiti onerosi. La ragionevole consuetudine invece, è quella di operare con prestiti gratuiti(a limite con diritto di riscatto sulla metà), includendo bonus legati alle presenze, per favorire l’utilizzo dei propri giovani e trarne un vicendevole vantaggio. La sensazione è quella di un braccio di ferro evidentemente impari. Si può perdere o stallare, ma vincere è impossibile: chi non andrà a Salerno rimarrà a Formello, naturalmente fuori dal progetto tecnico di Vladimir Petkovic, che ha inserito il solo Onazi. Il rischio, così come stanno le cose, è che alcuni ragazzi possano scegliere la via della rescissione o del reintegro coatto, perchè stare fermi un anno a quasi 21 anni è un lusso che non ci si può permettere.

C’è ancora tempo – Nonostante questi ragazzi abbiano già perso la possibilità di lavorare, dall’inizio, con eventuali nuovi compagni e relativo tecnico, componente fondamentale per acquisire considerazione e scalare le gerarchie, non è troppo tardi per rimetterli in pista. Suona incredibile come da una selezione vice-campione d’Italia, nessuno sia approdato in Serie B, nonostante le numerose richieste. Dai giovani non bisognerebbe cercare di trarne profitto, sui giovani si dovrebbe investire in relazione alle loro potenzialità. L’auspicio è che Igli Tare, direttore sportivo e responsabile della Primavera, possa tempestivamente tornare sui propri passi, regalando un volo in libertà agli aquilotti biancocelesti.

Francesco Pagliaro

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy