Rewind Spinosi: ‘ Quel Lazio-Maribor…’

Rewind Spinosi: ‘ Quel Lazio-Maribor…’

ROMA – Giovedì alle ore 19 la Lazio si ritufferà in Europa League, per continuare sulla striscia positiva tracciata a Londra contro il Tottenham e dare un segnale forte ad un girone particolarmente difficile. L’avversario di turno sarà rappresentato dagli sloveni del Maribor, con i quali c’è un unico precendente…

ROMA – Giovedì alle ore 19 la Lazio si ritufferà in Europa League, per continuare sulla striscia positiva tracciata a Londra contro il Tottenham e dare un segnale forte ad un girone particolarmente difficile. L’avversario di turno sarà rappresentato dagli sloveni del Maribor, con i quali c’è un unico precendente nella storia biancoceleste, nella stagione 1999/2000 (4-0 all’andata, 0-4 al ritorno) quando sull panchina laziale c’era un certo Sven Goran Eriksson. Al suo fianco sedeva però Luciano Spinosi, che con il club capitolino ha vissuto 7 anni di vita professionale, sempre presente in tutti i trofei dell’era Cragnotti e non solo. Per rivivere quei fasti, anche in funzione dei giorni nostri, l’abbiamo intervistato in esclusiva:

29 Settembre 1999, Lazio-Maribor 4-0. Cosa si ricorda?

“Mi ricordo che a quei tempi, noi eravamo talmente forti che gli sloveni non ci preoccupavano, tantomento mi avevano fatto una buona impressione. Mi auguro che possa essere una squadra all’altezza della Lazio, che in questo momento ha anche bisogno di sfide come questa, per fare esperienza nella competizione, con l’augurio che una vittoria possa aiutarla a passare il turno. Vedrò sicuramente la partita, anche per tornare indietro nella memoria, per rivivere i miei sette magnifici anni sulla panchina laziale, dove con Eriksson abbiamo vinto uno scudetto e tanti altri trofei. Ricordi bellissimi”.

Trova qualche analogia tra quella Lazio e quella di oggi?

“Non credo che nella storia ci sia mai stata una Lazio del genere, forse neanche quella dello scudetto del ’74. Abbiamo avuto giocatori con la G maiuscola, tanti campioni con i quali avremmo certamente potuto vincere di più. Proprio nella stessa stagione della sfida con gli sloveni, il nostro cammino in Champions fu condizionato dai parecchi infortuni, che ci misero in difficoltà nonostante una rosa di primissimo livello. Però devo dire che ci siamo vermanete divertiti, prima con Eriksson, poi con Zoff e Mancini abbiamo passato degli anni stupendi. Mi auguro che la lazio possa tornare presto a quei livelli”.

La sua Lazio arrivò in finale di Coppa Uefa sempre schierando i suoi uomini migliori. E’ la stessa strada che dovrebbe ripercorrere la Lazio attuale?

Per me ogni partita deve fare storia a sè, per questo io schiererei sempre la squadra migliore in funzione di ogni singolo match. Adeso le rose si sono addirittura allungate, sono formate da non meno di 20-21 giocatori che sono più o meno sul livello dei così detti titolari, quindi si può e si deve puntare al traguardo finale. Non ci dimentichiamo che molti giocatori che ora giocano titolari, hanno bisogno di fare ulteriore esperienza nelle compeizioni europee, per fare meglio degli ultimi anni e portare il club lassù dove merita”.

Quali giocatori di questa squadra sarebbero all’altezza di quella che ha vissuto lei durante l’era Cragnotti?

“Il primo che mi viene in mente è certamente Miroslav Klose, un grande campione con una classe immensa, dentro e fuori dal campo come dimostrato nell’ammissione del colpo di mano contro il Napoli. In mezzo a Veron, Nesta, Nedved e tutti gli altri, lui avrebbe sicuramente fatto molti gol, come tra l’altro non ha mai mancato di fare. Poi mi piace molto Marchetti, uno che da sicurezza, ma anche Andrè Dias, uno stopper cattivo al punto giusto che sa farsi rispettare. Anche loro, secondo me, avrebbero potuto ritagliarsi uno spazio in quella squadra”.

Hernanes invece?

“Il brasiliano alterna momenti eccezionali a momenti di pausa, spero che col tempo la bilancia possa pendere sempre dalla parte di quelli buoni. Certo a quei tempi il nostro centrocampo era stellare, avrebbe trovato difficoltà d’inserimeto, ma rimane un ottimo calciatore, così come Stefano Mauri, un centrocampista intelligente che mi piace molto.  Il centrocampo della squadra di quest’anno mi sembra ben costruito, in generale mi sembra veramente una buonissima squadra. Gli auguro di fare bene e di arrivare più in alto possibile, ha le potenzialità per satre con le grandi”.

Lotito ha scelto Vladimir Petkovic, un tecnico semi-sconosciuto che si sta ponendo con successo all’attenzione della critica. Che idea si è fatto?

“Purtroppo non ho potuto seguire molto le vicende biancocelesti in questo avvio di campionato, non me la sentirei di esprimere un giudizio sul nuovo allenatore. Però ha destato la mia curiosità e , come mi ero ripromesso di fare, già dalla prossima partita seguirò attentamente lui e la Lazio. Lotito, però, lo conosco bene e se l’ha scelto avrà avuto le sue giuste motivazioni, come dimostrato dai buoni risultati fin qui ottenuti. E’ testardo, volitivo e vuole vincere sempre tutte le sue scommesse. Mi auguro possa vincere anche questa”.

Dove può arrivare questa Lazio in campionato?

“La Juventus anche quest’anno, appare in grande spolvero e si candida come super potenza da battere. Poi c’è il Napoli in grande crescita, tecnica e di mentalità, mi auguro che la Lazio possa inserirsi tra queste due e lottare per qualcosa di veramente importante. E’ questo il mio augurio per la città e la sua splendida tifoseria”.

 

Francesco Pagliaro

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