IL SALVALAZIO – Ledesma merita il rinnovo del rispetto…

IL SALVALAZIO – Ledesma merita il rinnovo del rispetto…

ROMA – Il mento infilato nella felpa, in disparte persino nella festa post-Coppa Italia a Formello. Ledesma all’angolo, lo ha messo la Lazio lì e ora Pioli lo riporta in mezzo al campo. Lui che non è Biglia, lui che però c’è sempre nel momento di bisogno. Così non vale,…

ROMA – Il mento infilato nella felpa, in disparte persino nella festa post-Coppa Italia a Formello. Ledesma all’angolo, lo ha messo la Lazio lì e ora Pioli lo riporta in mezzo al campo. Lui che non è Biglia, lui che però c’è sempre nel momento di bisogno. Così non vale, ma Cristian risponde solo a quell’aquila sul petto. Loro non si sono mai traditi, loro staranno insieme per sempre. E questa è l’unica cosa che conta. D’altronde una bandiera non risponde al padrone, sventola per un ideale: sulla lazialità, Ledesma non ha certo bisogno di lezioni. E allora, statene certi, domenica pomeriggio la troverete di nuovo grintoso in regia, come fosse l’altro ieri, come se non ci fosse stato quest’anno d’agonia o un silenzioso addio annunciato. Perché lui ha riconoscenza e sentimenti. Non importa che vengano ricambiati dalla dirigenza, lui è fedele alla Lazio.

RINNOVO – Forse nel calcio d’oggi non c’è posto neanche più per le dichiarazioni d’amore: “Voglio restare qui a vita”, aveva urlato Ledesma prima e dopo l’ultimo rinnovo. Già, forse proprio l’ultimo. Perché a meno che non cambino gli scenari e Cristian non stravolga con le prossime prestazioni le sue flebili chance, Lotito non ha alcuna intenzione di prolungargli il contratto. E’ questa al momento la strategia della società, confermata nell’ultimo incontro avuto a dicembre con l’agente D’Ippolito. “Se ne riparlerà più avanti”, era stato detto. Non importava che Ledesma avrebbe potuto accordarsi con un altro club già a gennaio (è in scadenza a giugno). In fondo si sapeva che l‘argentino, così legato ai colori biancocelesti, avrebbe aspettato sino al fotofinish una chiamata.

GRINTA – No all’Inter nell’ultima finestra invernale, no perché Cristian serviva da salvagente. Guarda caso, ora che il centrocampo biancoceleste è in alto mare, tocca a Ledesma. Appena 10 gare – ma 429′ – in questo campionato, l’argentino non ha potuto dimostrare il suo valore. Pioli gli ha preferito uno straordinario Biglia, ma – a differenza di Reja – non ha nemmeno mai testato la doppia regia. Col Chievo sarà tutto sulle spalle navigate di Ledesma, farà vedere a tutti d’essere ancora utile alla causa. Ha soffocato la rabbia in questi mesi, l’ha trasformata in sostegno per lo spogliatoio. Mai una parola fuori posto, piuttosto una carezza per il baby Cataldi. Senza nessuna invidia per chi sta giocando più di lui. Per questo Ledesma merita più rispetto, per i suoi continui gesti d’amore. Perché Cristian bacia i colori dei nostri padri e – vedi il pupillo Danilo – dei nostri figli…

Cittaceleste.it

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy