ZOOM – Candreva, fratello d’Italia, figlio della Lazio

ZOOM – Candreva, fratello d’Italia, figlio della Lazio

di FEDERICO TERENZI ROMA – Corri pure Candreva, la Lazio sorpassa: 1,7 milioni all’Udinese, blindata la comproprietà. Scadeva il 20 giugno l’opzione, eccola esercitata e ufficializzata con tre giorni d’anticipo. E, non si sa mai cadesse pure la Confederations ai piedi d’Antonio, lievitano i contatti Lotito-Pozzo per uno scambio dell’altra…

di FEDERICO TERENZI

ROMA – Corri pure Candreva, la Lazio sorpassa: 1,7 milioni all’Udinese, blindata la comproprietà. Scadeva il 20 giugno l’opzione, eccola esercitata e ufficializzata con tre giorni d’anticipo. E, non si sa mai cadesse pure la Confederations ai piedi d’Antonio, lievitano i contatti Lotito-Pozzo per uno scambio dell’altra metà con Kozak. Candreva intanto balla il samba in Brasile, dal 26 maggio non ha mai smesso di danzare, cantare e brindare insieme a Lulic. In alto i calici di storia.

RINASCITA BIANCOCELESTE – Batticinque con Senad, conversione completa, in un’accelerata. Un bacio fugace, ma così velenoso alla Roma. Candreva è rinato laziale: quella punizione nel derby d’andata ha segnato il trapasso, il salto sull’altra sponda del Tevere. Una catapulta infernale: un siluro a scacciare la sua ex fede giallorossa, rimasta in esilio nei campi del Tor de Cenci. E’ resuscitato alla Lazio, Antonio ha preso il posto di Stefano Fiore, che Mancini nel 2002 inventò fantasista di fascia destra, ala con licenza di svariare come era stato Donadoni ai bei tempi del Milan di Sacchi. Candreva, trequartista promettente con Lodigiani e Ternana, faticava a trovare il suo paradiso. Stava ripercorrendo la parabola di tanti giocatori di qualità, a cui molti allenatori non riescono a trovare il ruolo. A Formello ha ritrovato casa. Dolce casa. 

FRATELLO D’ITALIA E FIGLIO DI LAZIO – Ci ha pensato Reja a reinventarlo. Sapeva che il Cesena lo avrebbe ceduto. Sino a un quarto d’ora dalla chiusura delle liste di trasferimento, il 31 gennaio di un anno fa, chiese a Lotito di acquistarlo. Candreva arrivò in prestito, scambiato con Del Nero. Un colpo pazzesco a ripensarci oggi. Quel cucchiaio su rigore, una palombella morbida a scavalcare Da Costa e firmare il raddoppio sulla Samp, era stata l’ultima prodezza di Antonio Candreva in questo campionato. Dieci mesi di scatti a ripetizione. Sino a quello più bello, con tanto d’inchino dell’Olimpico. Scucchiaiata alla Roma, quintali di glassa su quel benedetto derby. L’assist in Coppa Italia, un ciliegio intero, dopo le sei reti in campionato e quella in Europa League (record in carriera), e i 10 assist vincenti. Prandelli gli ha passato la panna, con una convocazione in Nazionale strameritata per la Confederations Cup. Adesso è Fratello d’Italia, ma soprattutto figlio della Lazio.

Cittaceleste.it

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