LE VOCI – Rozzi: «Cresco a Madrid e torno più forte»

LE VOCI – Rozzi: «Cresco a Madrid e torno più forte»

ROMA – Felice a Madrid, ma con la Lazio sempre nel cuore. Antonio Rozzi, alla prima convocazione con la nazionale Under 21 dopo aver scontato la punizione per aver violato il codice etico voluto da Arrigo Sacchi, si gode il suo momento felice e il ritorno, anche se solo per…

ROMA – Felice a Madrid, ma con la Lazio sempre nel cuore. Antonio Rozzi, alla prima convocazione con la nazionale Under 21 dopo aver scontato la punizione per aver violato il codice etico voluto da Arrigo Sacchi, si gode il suo momento felice e il ritorno, anche se solo per qualche giorno, in Italia. Da quando a fine agosto è volato in Spagna per indossare la maglia del Real Madrid Castiglia (il Real Madrid “B”) non era più rientrato in patria: da romano di San Basilio, un po’ la nostalgia l’avverte, ma in Spagna si sta adattando bene. «All’inizio avevo difficoltà con la lingua – ha ammesso –, ma adesso capisco e mi faccio capire molto meglio. Gli spagnoli sono gente solare e finora tutto è andato bene».

Com’è indossare la maglia del Real?
«Bello anche perché la nostra è uguale identica a quella della prima squadra».

Lei ha scelto la numero…
«11. Mi avevano proposto anche la 14, ma non ho avuto dubbi. La 9 invece non c’era».
Si sente un numero 9?
«Direi di sì. Nel 4-2-3-1 gioco unica punta, ma so adattarmi a fare anche l’esterno».
Di reti per ora non ne ha ancora segnate
«E’ un momento che la palla non vuole entrare. Sono partito 3 volte titolare e in altre 2 occasioni sono entrato. Abbiamo una squadra giovane e qualche difficoltà c’è. Io sono l’unico straniero in un gruppo composto da tutti spagnoli, ma mi hanno accolto bene».
Cosa può imparare da questa esperienza?
«Tantissime cose perché mi sto misurando con un altro tipo di calcio, molto tecnico. Dopo l’esperienza con la Primavera e gli allenamenti con la prima squadra mi trovo in una realtà interessante e stimolante per un giovane di 19 anni».
Ha avuto contatti con Ancelotti?
«Mi sono presentato uno dei primi giorni, quando abbiamo fatto una partitella a ranghi misti con i giocatori del Real Madrid che non erano andati in Nazionale. C’erano tra gli altri il portiere Diego Lopez e il brasiliano Casemiro. Mi sono avvicinato ad Ancelotti che è stato molto gentile. Abbiamo parlato un po’ e mi ha detto che mi sarei trovato bene perché a Madrid si vive bene. E’ un grande tecnico che con i giovani è sempre disponibile».
Ha visto anche Zidane, il mito di tante generazioni di giovani?
«Sì e mi ha fatto un effetto speciale. Zidane è stato un giocatore unico».
Com’è nata l’opportunità di indossare la maglia del Real?
«All’ultimo giorno di mercato mi hanno illustrato questa opportunità e sinceramente sono rimasto un po’ spiazzato. Ero emozionato e ho dovuto scegliere in poche ore perché la sessione estiva del calciomercato stava per chiudersi. Insieme ai dirigenti della Lazio ho deciso di provare quest’avventura, perché credo che sia la strada giusta per crescere. Nella Lazio avrei trovato poco spazio, mentre a Madrid ho la possibilità di giocare».
Prestito per 150.000 euro (più bonus), ma soprattutto diritto di riscatto da parte del Real a 15 milioni: è un peso o un onore essere valutato così tanto?
«No, non è un peso. Queste cifre mi fanno capire che la Lazio tiene a me, mi considera importante e ciò mi trasmette grandi motivazioni. Ho dentro un grande desiderio di far bene».
Rimane un tifoso della Lazio anche… a distanza?
«Scherzate? Fin da bambino la Lazio è sempre stata la mia vita e sempre lo sarà. Non avrò mai un’altra squadra del cuore. Sono arrivato nelle giovanili biancocelesti quando avevo 6 anni e ho esordito in prima squadra con Reja in Lazio-Milan. E’ stata una grande emozione. Spero di indossare di nuovo questa maglia e togliermi grandi soddisfazioni».
Rozzi è cresciuto con il mito di…
«Paolo Di Canio. Mi è sempre piaciuto per il carattere e la grinta che mette in campo. Da bambino gli chiedevo l’autografo, ma di persona non l’ho mai conosciuto».
Magari un giorno Di Canio diventerà il suo allenatore…
«Chissà…».
Tra i giocatori in attività invece chi è il suo punto di riferimento?
«Klose. Ho avuto la fortuna di giocare con lui alcune amichevoli questa estate e mi ha sempre dato molti consigli. Un giorno a fine allenamento, mentre facevo tecnica individuale palleggiando con il muro, mi ha visto ed è venuto da me per darmi un po’ di consigli su come muovermi in campo. E’ stato davvero molto gentile: anche da certe attenzioni verso i giovani si riconoscono i campioni come lui».
Quanto è felice per la convocazione dell’Under 21?
«Molto. C’è stata una piccola cosa con il codice etico, un errore che mi è servito da lezione (negli scorsi mesi ha dato una risposta sbagliata ad Evani, ct dell’Under 20, ndi). Adesso è tutto risolto e non commetterò più certi sbagli. Il rispetto dello staff tecnico, della squadra e dei compagni è importante».
Come si trova nel gruppo di Di Biagio?
«Bene. Ci sono diversi ex avversari dei derby contro la Roma. Da laziale mi sento un po’… circondato (ride, ndi), ma è bello ritrovare ragazzi che conosco e che ho sfidato fino allo scorso anno».
Ha già promesso la prima maglia azzurra a qualche familiare?
«A mia madre. Lo scorso week end insieme a mio padre mi è venuta a trovare a Madrid. Dovevamo stare insieme a Madrid qualche giorno perché mi hanno portato le mie cose che erano rimaste a Roma. E’ stata felice di rinunciare a un po’ di tempo insieme per… vedermi con la maglia dell’Under 21. Della famiglia lei è l’unica che si è un po’ appassionata al calcio: mio padre, che di professione fa il fornitore di mozzarella, di pallone… zero, ma anche lui è felicissimo per me». (Corriere dello Sport)

Cittaceleste.it

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy