Rozzi: La Tim Cup per chiudere il cerchio

Rozzi: La Tim Cup per chiudere il cerchio

ROMA – Quando c’è si vede, eccome. Quando manca è inevitabile sentirne la mancanza, a partire dai tifosi che pagano il biglietto, fino al resto della squadra e il tecnico. Miro Klose è uno di quelli come Ibrahimovic, Milito e Pirlo: una sorta di intoccabili in grado di fare un’impareggiabile…

ROMA – Quando c’è si vede, eccome. Quando manca è inevitabile sentirne la mancanza, a partire dai tifosi che pagano il biglietto, fino al resto della squadra e il tecnico. Miro Klose è uno di quelli come Ibrahimovic, Milito e Pirlo: una sorta di intoccabili in grado di fare un’impareggiabile differenza. Eppure, anche in considerazione dell’età non certo giovanissima, è necessaria una gestione oculata, che possa garantire una tenuta fisica a lungo termine. Come fare? Certamente attraverso l’utilizzo di un turnover intelligente, laddove sia possibile ,in relazione all’impegno e alle forze a disposizione.  Il campionato fin ora, ha detto che non si può fare a meno di uno come Klose, le ultime partite l’hanno confermato per l’ennesima volta. In Europa League invece, Sergio Floccari e Libor Kozak hanno dimostrato di poterci stare alla grande. Un paradosso se vogliamo, ma numeri e prestazioni sono inequivocabili. Se tanto ci da tanto, allora in Coppa Italia si potrebbe pensare di dare spazio alle terze linee, almeno in parte. Per quanto riguarda il reparto avanzato, c’è un giovane rampante che potrebbe fare al caso della sfida contro il Siena: Antonio Rozzi. L’attaccante classe ’94, ha già esordito con la prima squadra nella stagione scorsa con Edy Reja, che gli concesse il debutto nella massima serie nella partita casalinga contro il Milan, vinta per 2-0, che decretò il ritorno al successo con i rossoneri dopo 14 anni. Una passaggio fortunato, benaugurante per il futuro.  Un futuro che l’ha visto scendere in campo per altre due volte in campionato, alle quali vanno aggiunte le presenze in Europa, già a quota tre. Già perché, per il ragazzo romano il 2012 è stato veramente un anno speciale, doppio esordio e promozione con i più grandi: A soli 18 anni si può parlare di sogno che diventa realtà. “Il treno”, come lo chiamano simpaticamente i suoi cari, sembra essersi messo sui binari giusti.  Gli manca solo una stazione, quella della Tim Cup, poi l’arrivo della prima rete con la maglia biancoceleste nel calcio professionistico. Lui è uno che i gol li ha sempre fatti, oltre 20 nell’anno del passaggio dagli Allievi di Inzaghi agli aquilotti di mister Bollini, dove ora indossa la fascia di capitano. Chissà che Vladimir Petkovic non gli conceda un’occasione con la squadra senese, per completare il cerchio di un’annata memorabile.  Ci sarà da battere la concorrenza di Kozak e Floccari, non sarò facile scendere in campo dall’inizio. Ma le chance di giocare almeno uno spezzone di gara, per il ragazzo che si ispira a Di Canio e ha scelto il numero 25 che era di Klose fino a pochi mesi fa, sono concrete. Soprattutto con Petkovic, che ha ampiamente messo in mostra la sua inclinazione a puntare sule nuove leve. E allora perché no? Oggi sembra proprio la partita giusta.

Francesco Pagliaro

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