Rozzi studia da Klose

Rozzi studia da Klose

Due vittorie in due partite. E se è vero che chi comincia bene è a metà dell’opera, la Lazio di Alberto Bollini meglio di così non poteva iniziare. Battuto il Pescara, travolto il Palermo, non è troppo presto per dire che, anche quest’anno, il gruppo biancoceleste fa paura. Ancora presto,…

Due vittorie in due partite. E se è vero che chi comincia bene è a metà dell’opera, la Lazio di Alberto Bollini meglio di così non poteva iniziare. Battuto il Pescara, travolto il Palermo, non è troppo presto per dire che, anche quest’anno, il gruppo biancoceleste fa paura. Ancora presto, invece, per dire che destino prenderà il campionato. Ma una cosa è certa: la baby Lazio c’è, e si è visto.

COESIONE – Già alla prima apparizione, in casa, contro il Pescara, la Lazio ha imposto il proprio gioco da subito, sin dai primi minuti, trovando in Tira, Cataldi e Rozzi la materializzazione del lavoro estivo: 3-0 il finale. Conferme arrivate poi nella difficilissima trasferta di Palermo, avversario scomodo, insidioso, pericoloso. Altri tre gol, questa volta firmati Crecco, Lombardi e Rozzi, manco a dirlo. E’ insomma l’espressione dell’intero gruppo a regalare a Bollini la gioia di 6 punti, i primi del nuovo corso, e zero gol subiti. Fattore che, come sempre, racchiude in sé la straordinaria capacità del tecnico di gestire giovani alle prime esperienze. Perché salvo poche pedine, veterani della categoria, la Lazio è davvero una formazione nuova e tutta da scoprire. Molto buono è stato l’impatto di giocatori come Filippini e Falasca, elementi in cui credere. Altrettanto buono il gioco mostrato da Crecco, a segno proprio sabato scorso contro i rosanero. Bene Lombardi. Tenaci gli altri. E’ un gruppo già coeso, che ha lavorato con abilità e destrezza nel lungo pre-campionato, trovando un assetto equilibrato sia in fase di possesso che in quello di non-possesso. Il 4-3-3 che Bollini propone da anni è diventato un marchio di fabbrica, riconoscibile, e ancora migliorabile. C’è tempo per farlo.

SUPEROZZI – Ma a suggellare i fondamentali requisiti per interpretare una grande stagione, un nome su tutti si distingue: Antonio Rozzi. Classe 1994, bomber di razza, già 3 presenze in Serie A la stagione scorsa, come un anno fa Rozzi rappresenta l’uomo in più. Gli oltre 20l del campionato 2011-12 (tra regular season e final eight) andranno confermati, magari migliorati. L’inizio è promettente. A segno due volte nelle prime due giornate, il centravanti romano va ad inserirsi perfettamente nel gioco che Bollini predilige e vuole dai suoi. Tattico quanto basta, fisico all’occorrenza.

TELENOVELA KEITA – E pensare che qualcosa manca ancora. Dopo i naturali addii (o arrivederci) di giocatori fondamentali che hanno costruito il secondo posto strabiliante di un anno fa, la Lazio aspetta altri e valorosi talenti. In ballo c’è sempre la telenovela Keita. Il centrocampista, ex campioncino della cantera del Barcellona, non può essere convocato. Mancano alcuni documenti che la società sta aspettando. Intanto, la squadra si prepara alla prossima di campionato. Sabato, a Formello, arriva la Ternana. Non è certo la sfida della verità. E’ solo un’altra gara interessante, utile a confermare che questo inizio stravolgente non è casuale.

fonte: Cds

Simone Davide-Cittaceleste.it

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