SCOMMESSE – Cremona vicina a chi vendeva la Serie A..

SCOMMESSE – Cremona vicina a chi vendeva la Serie A..

Mister X e i suoi fratelli. La polizia giudiziaria di Cremona continua a cercare di dare un nome a quei personaggi (ormai è chiaro che ce n’è più d’uno) in grado di carpire segreti a diversi protagonisti della serie A per poi mettere sul mercato — a prezzi alti: anche…

Mister X e i suoi fratelli. La polizia giudiziaria di Cremona continua a cercare di dare un nome a quei personaggi (ormai è chiaro che ce n’è più d’uno) in grado di carpire segreti a diversi protagonisti della serie A per poi mettere sul mercato — a prezzi alti: anche 400 mila euro — le informazioni sulle partite combinate, soprattutto over. La caccia degli investigatori sembra aver dato buoni risultati: soprattutto l’analisi dei tabulati telefonici ha permesso di scoprire numerosi contatti con i soliti noti del calcioscommesse da parte almeno di un paio di persone. L’inchiesta sul calcio in vendita ricomincia da qui: di sicuro caratterizzerà anche il 2013.



Qui Cremona – Il procuratore di Cremona Roberto Di Martino si appresta a festeggiare il Natale abbastanza soddisfatto dei risultati delle indagini: dei re degli over hanno parlato sia Almir Gegic, il rappresentante del gruppo degli slavi che passerà le feste nel carcere di Cremona, sia Massimo Erodiani, il proprietario di una ricevitoria di scommesse. A proposito di Gegic, il suo avvocato Roberto Brunelli ha presentato un’istanza di revoca della misura cautelare, ma il pm Di Martino ha già scritto un lungo parere contrario. Ora si dovrà pronunciare il gip Guido Salvini ed, eventualmente, il tribunale del riesame. Gegic si è presentato ai magistrati dopo oltre un anno e mezzo di latitanza, con pochissima volontà di collaborare. Ha ammesso solo le circostanze non smentibili (15 match combinati, molti dei quali del Siena) e ha fornito una versione «minimalista» del suo ruolo, cercando di smarcarsi dal vero capo Ilievsky. A Cremona non gli credono. Nemmeno quando ripete di non sapere nulla delle partite che riguardano la Lazio. Sul capitano Stefano Mauri si resta ai risultati delle indagini dei mesi scorsi e quindi alle parole di Gervasoni, alla confessione di Horvath (rappresentante del gruppo degli «ungheresi» che ha trattato la gara col Lecce), il telefono e la tessera telefonica «dedicata» che Mauri dice gli serviva per scommettere sull’Nba.

Qui Roma – Il fatto che il pm Di Martino abbia chiesto (e ottenuto) una proroga di altri sei mesi per le indagini (l’ultima riguarda 33 persone tra cui il giocatore della Lazio Giuseppe Sculli) fa sì che il procedimento della giustizia sportiva sulla squadra romana slitterà all’estate. È presto per dirlo ma, probabilmente il procuratore Stefano Palazzi dividerà il caso Lazio dall’altra inchiesta in arrivo sulle scrivanie della Figc, quella sul Bari.

Qui Bari – Il nuovo filone riguarda le stagioni 2007-2008 e 2008-2009. Le partite combinate secondo gli investigatori sono tre: Bari-Treviso (11 maggio 2008), Bari-Piacenza (9 maggio 2009) e Salernitana-Bari (23 maggio 2009), ma Cristian Stellini nell’intervista al Corriere ha ammesso la prima e l’ultima. L’inchiesta ora è al traguardo: gli indagati sono una ventina e dopo le feste dovrebbe arrivare la comunicazione di chiusura delle indagini. In quell’occasione è molto probabile che qualcuno dei giocatori decida di farsi risentire. Magari per precisare, o per correggere alcuni punti. Come per esempio l’ormai noto episodio Colombo: l’attaccante (in genere riserva) che era stato scelto da Antonio Conte per la partita con la Salernitana ma si rifiutò di scendere in campo perché «tutti sapevano che sarebbe stata una farsa». Davanti a chi Colombo ha pronunciato questa frase? Per Kutuzov, Gillet, Esposito e Lanzafame davanti alla squadra, quindi anche all’allenatore Antonio Conte (che a Bari non è indagato) ma che così rischierebbe un’altra omessa denuncia in sede di giustizia sportiva. Per loro Conte avrebbe comunque capito che la squadra (già promossa) voleva affrontare la trasferta a Salerno con arrendevolezza per via del gemellaggio tra le tifoserie. Non sapeva certo dei 160 mila euro che i giocatori, secondo l’accusa, si sono intascati. Poi c’è un gruppo di sette ex che finora ha taciuto: Bianco, Bonomi, Santoruvo, Ganci, Parisi, De Vezze, Galasso, tutti rappresentati dall’avvocato Piero Nacci Manara, che collabora con il legale Paolo Rodella che ha in gestione le sorti sportive del Siena e di Mezzaroma. Un ponte tra Bari e Cremona.

Qui Svizzera – Forse non c’entra con le scommesse, ma altre novità sono attese dalle Procure che indagano sui soldi dei calciatori in Svizzera.

Fonte: La Gazzetta dello Sport / Andrea Arzilli – Arianna Ravelli

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