SCOMMESSE – Il 24 luglio il processo con Mauri e Milanetto

SCOMMESSE – Il 24 luglio il processo con Mauri e Milanetto

Ieri si è conclusa la seconda giornata di udienze per il filone Baribis del calcioscommesse. La Disciplinare è subito entrata in camera di consiglio ed è prevedibile che entro la fine della prossima settimana emetta la sentenza. L’Appello davanti alla Corte di giustizia federale dovrebbe svolgersi tra il 25 e…

Ieri si è conclusa la seconda giornata di udienze per il filone Baribis del calcioscommesse. La Disciplinare è subito entrata in camera di consiglio ed è prevedibile che entro la fine della prossima settimana emetta la sentenza. L’Appello davanti alla Corte di giustizia federale dovrebbe svolgersi tra il 25 e il 27 luglio, più probabile venerdì e sabato, perché i due giorni precedenti saranno riservati alla discussione, ancora alla Disciplinare, del caso LazioGenoa per il quale i deferimenti dovrebbero arrivare al più tardi martedì.

Lazio-Genoa
L’inchiesta riguarda uno stralcio del filone dell’inchiesta di Cremona e aveva portato all’arresto del capitano della Lazio, Stefano Mauri, che dovrebbe essere tra i deferiti con l’ex genoano Omar Milanetto. Di recente la Procura di Cremona aveva fatto pervenire al Procuratore federale Stefano Palazzi un relazione del Servizio centrale operativo della Polizia (Sco), che riportava un traffico di sms tra diversi telefonini, sia di calciatori sia del cosiddetto gruppo degli Zingari, fino al famoso «capo» di Singapore.

Filone barese
Ieri la grossa novità è stata il patteggiamento di Davide Lanzafame, uno dei principali accusatori dei compagni ai tempi del Bari. La richiesta di Palazzi era stata di 4 anni di squalifica, ieri la vicenda processuale si è conclusa con 16 mesi e 40 mila euro di ammenda. Hanno patteggiato anche Barreto e Marchese, e la Disciplinare ha ritenuto congrua la proposta di 3 mesi e 10 giorni di squalifica e 10 mila euro di ammenda a entrambi.

Le difesa
L’udienza di ieri è stata riservata all’esposizione delle tesi difensive. Due quelle che hanno fatto maggior pressione: quelle di Jean François Gillet e Ivan Rajcic. La difesa del portiere del Torino ha riferito come veniva soprannominato a Bari: «La vergine bianca», «il presidente », perché tutti ritenevano fosse «inavvicinabile» da chi voleva combinare le partite. Gli avvocati D’Alesio e Chiappero hanno anche citato l’intervista di Masiello alla Gazzetta dello Sport per minarne la credibilità e ricordare come «in quella sede avesse smentito sia l’autogol nel derby sia l’aver ricevuto soldi». «Neanche Speedy Gonzalez ce l’avrebbe fatta», ha detto, invece, l’avvocato Chiacchio per smontare le affermazioni di Esposito che riferiva che Rajcic gli aveva portato a casa i soldi per la combine. «La gara è finita alle 17.51, lui dice che alle 19 aveva un volo, poi dice che il mio assistito è passato da casa sua dopo la partita. Impossibile». Con la collega Monica Fiorillo ha anche presentato una perizia che dimostra come i tempi fossero incompatibili, «anche se non si fosse fatto la doccia dopo la partita»

Fonte: Gazzetta dello Sport

Cittaceleste.it

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