SCOMMESSE – Testimone anti-Mauri distrutto dai giudici

SCOMMESSE – Testimone anti-Mauri distrutto dai giudici

E’ un soggetto «da prendere con le molle». Un personaggio «per il quale non doveva costituire un grave problema di coscienza “mettere in mezzo” un innocente per conseguire un utile personale». Uni che non si «fa scrupolo di coinvolgere anche soggetti estranei, ignari ed innocenti». Lo scrivono nero su bianco…

E’ un soggetto «da prendere con le molle». Un personaggio «per il quale non doveva costituire un grave problema di coscienza “mettere in mezzo” un innocente per conseguire un utile personale». Uni che non si «fa scrupolo di coinvolgere anche soggetti estranei, ignari ed innocenti». Lo scrivono nero su bianco i giudici che hanno fatto parte del collegio arbitrale del Tnas sul caso-Foontana, il presidente Armando Pozzi (che è presidente del TAR di Trento) e gli arbitri Domenico la Medica e Silvestro Maria Russo. Lo scrivono di Carlo Gervasoni, uno dei due superpentiti dello scandalo scommesse che ha agitato le ultime due estati (e non solo) del calcio italiano. Quel Carlo Gervasoni che è, anche, uno dei principali accusatori di Stefano Mauri, colui che, con una tempestività sorprendente (non si doveva aspettare la fine del campionato?), la Procura federale potrebbe deferire subito, primi giorni di febbraio, e con lui tutta la Lazio. Però….
Però ieri è stato depositato il lodo-Fontana dai giudici del Tnas. Ed è un lodo che fa riflettere. Fontana era stato squalificato, dalla Disciplinare prima e dalla Corte federale poi, a 3 anni e sei mesi per illecito sportivo nella partita Chievo-Novara. A tirarlo in ballo fu Gervasoni, le dichiarazioni più o meno le stesse rese nei confronti di Mauri.



«Ho appreso da Gegic che gli slavi offrirono 150.000 euro ai giocatori del Novara perché perdessero con il Chievo con un Over, risultato che venne effettivamente conseguito. Ricordo gli slavi si incontrarono con Ventola (attaccante del Novara, ndr) nell’albergo e consegnarono ad un albanese che giocava nel Novara (ora che me ne fate il nome dovrebbe trattarsi dell’albanese Shala) la somma di circa 150.000 euro che gli stessi divisero anche con altri giocatori, tra i quali il portiere Fontana». Ebbene, il Tnas ha prosciolto Fontana lo scorso 28 novembre. Nelle motivazioni, appunto, i giudici tracciano un quadro di Gervasoni inquietante. Scrivono a pagina 16: «personaggio di spicco della vicenda del calcio scommesse e per questo (…) perseguito dalla Giustizia penale, come tale privo di qualsiasi spessore morale e non meritevole di credito in quanto tale. Insomma, un personaggio per il quale non doveva costituire un grave problema di coscienza “ mettere in mezzo “ un innocente pur di conseguire un utile personale». Ancora, poche righe dopo: «perché già colpito da una serie significativa di addebiti lo stesso soggetto tendesse ad alleggerire la propria posizione, mostrandosi collaborativo con le autorità inquirenti e decidenti, come segno di un ravvedimento tangibile per rendere credibile il quale non ci si fa scrupolo di coinvolgere anche soggetti estranei, ignari ed innocenti. Ciò avrebbe imposto un serio riscontro alle dichiarazioni del Gervasoni». E poi, ancora, a proposito dei vantaggi ottenibili da Gervasoni nelle sue «chiamate in correità»: «su tale, delicatissimo punto la stessa Commissione non ha speso una sola parola di argomentazione contraria, quasi ritenendo quello dell’autoaccusa un marchio di certificazione della credibilità del Gervasoni, soggetto, per quanto sopra già detto, da “prendere con le molle”».

Fonte: Il Corriere dello Sport

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