Sconcerti: ‘Con Klose al 100% dico scudetto’

Sconcerti: ‘Con Klose al 100% dico scudetto’

ROMA – Calcio giocato, comunicazione, stadi di proprietà, Lotito e Petkovic: a tuttotondo sulla Lazio. Per approfondire l’attualità biancoceleste a 360°, abbiamo intervistato in esclusiva Mario Sconcerti. Ex- direttore del corriere dello Sport, editorialista del Corriere dell Sera, commentatore Sky e opinionista di Radio Radio, nonchè scrittore e ex-dirigente della…

ROMA – Calcio giocato, comunicazione, stadi di proprietà, Lotito e Petkovic: a tuttotondo sulla Lazio. Per approfondire l’attualità biancoceleste a 360°, abbiamo intervistato in esclusiva Mario Sconcerti. Ex- direttore del corriere dello Sport, editorialista del Corriere dell Sera, commentatore Sky e opinionista di Radio Radio, nonchè scrittore e ex-dirigente della Fiorentina. Ecco quanto ci ha raccontato ai nostri microfoni, partendo dalla forte considerazione per la squadra di oggi, passando per la celebrazione di alcuni singoli e del nuovo tecnico, andando a concludere con tre temi scottanti e chiaccherati nei salotti mediatici romani, che lasciamo ai lettori il piacere di leggere e scoprire.

Cosa le piace della nuova Lazio?

“A me piaceva anche quella di Reja, questa però devo dire è più brillante. Però che credo che la forza di questa Lazio sia la qualità media generale, che si mescola bene con una buona quantità media. E’ una squadra corretta, compiuta, che ha gli ingredienti giusti per fare buon calcio. Ci sono giocatori di fisico, giocatori di fantasia, con un buon portiere e un ottimo centravanti. Mi piace questo misto tra forza e fantasia, in generale mi piacciono proprio le squadre che giocano con tre fantasisti. In un campionato medio come questo, io credo che la Lazio possa fare meglio dell’anno scorso, perchè la rosa è rimasta la stessa, mentre gli altri si sono impoveriti. Personalmente, ritengo che abbia buone possibilità di entrare nelle prime quattro, più facilmente tra la seconda e la quarta. Solo la Juventus ha qualcosa in più degli altri”.

Una squadra che può regalare soddisfazione ai tifosi?

“Aspettando Ederson, ora si schiera in campo con Candreva, Hernanes e Mauri, che sono giocatori importanti, di qualità e agonismo. Poi c’è Klose, il cui vero problema è solo l’età che aumenta la predisposizione agli infortuni, perchè se il tedesco giocasse 35 partite al suo livello la Lazio sarebbe veramente competitiva per il tricolore. Però devo dire, che anche il secondo attaccante a disposizione, Sergio Floccari, è un giocatore interesante, di rendimento, che avrebbe voluto mezza serie e sarebbe titolare in almeno 10-12 squadre. Uno che può essere considerato un lusso averlo in panchina . Poi c’è Zarate, un estemporaneo che sta benissimo dentro la Lazio. Fermo restando i titolari, lui è uno che se lo metti nell’ultima mezz’ora, sia per raddrizzare il risultato che per rompere un equilibrio di parità, puà cambiarti la partita. Non può cambiarti una stagione, è un calciatore cui risulta ormai evidente quello che sa fare, come quello che non sa fare. Averlo certo, non fa mai male”.

Che idea si è fatto del neo-allenatore Vladimir Petkovic?

“Mi interessa e mi incuriosisce molto, perchè di solito i tecnici slavi sono tecnici di mondo, che nascono con tante culture addosso. Non è un caso che molti allenatori Ex-Jugoslavia, siano in giro ad allenare una valaga di nazionali: africane, asiatiche o europee, proprio perchè sono dei veri e propri traduttori simultanei del gioco del calcio. Sono bravi, complessi come cultura perchè portano dentro idee provenienti da mezza Europa, però soo abituati a risolvere il problema di farle convivere assieme. Credo che per conoscere a fondo Petkovic serviranno degli anni, perchè un allenatore parla attravaerso le scelte che fa nel tempo. Però già dalla prossime scelte di campo che depositerà nelle prossime 15 partite, sarà interessante tirare un primo giudizio. Già da ora ripeto, mi interessa e incuriosisce, tanto quanto mi sembra bravo”.

Dopo sette anni di presidenza Lotito, ha idea che questo club abbia raggiunto il punto di massima crescita?

“Lotito ha portato stabilità, rispetto a prima e dopo Cragnotti, ma il definitivo salto di qualità non lo può fare e non dipende da lui. Di lui ammiro la testardaggine, che è anche quello che me ne tiene lontano. Ad ogni modo quella attuale è la dimensione della Lazio, una squadra va vista secondo gli incassi che ha. Come introiti dei diritti televisi è la quinta o la sesta, meno della metà delle prime tre e sotto alla Roma. Riuscire a mantenere in campionato questa posizione, con le tante differenze di introiti, credo sia il massimo raggiungibile. Una società di questo tipo, ma anche come la stessa Roma e molte altre, hanno difficoltà a fare il salto di qualità, perchè incassano meno e sono meno ricche. Il calcio è disuguale, così come succede per le tre grandi che ora pagano la stessa diseguaglianza nei confronti delle delle big straniere”.

Gli stadi di proprietà: panacea di tutti i mali del calcio italiano?

“Assolutamente no. Lo stadio è necessario, perchè senza uno Stadio una società non ha nessun valore. Conta per una banca, conta per gli investitori che vogliono venire in Italia. C’è solo il marchio, ma quanto pò valere? Dieci, venti milioni? Però atenzione: mai scambiare l’indispensabile per un miglioramento. Indispensabile è la vita, poi la qualità della stessa bisognerà farla. Anche perchè se tutti hanno uno stadio, è come se nessuno l’avesse: se un vantaggio è comune nessun singolo può trarne beneficio. Detto questo, è necessario avere una casa, seppur quanto non garantirà a nessuno di diventare “capoufficio””.

Oggi c’è stato un confronto tra il direttore del Corriere dello Sport e giornalisti del mondo Lazio, per una critica volta alla disparità di trattamento mediatico. Cosa ne pensa?

“Rigirerei la questione: io ad esempio sono sempre meno un fruitore del Corriere Dello Sport, perchè da troppo a Roma e Lazio. Arrivi a metà giornale e ancora si legge di Roma e Lazio. Secondo me fanno sforzi enormi sotto questo aspetto, ma poi chi dice che bisogna dare lo stesso spazio ad un squadra o ad un’altra? Uno fa il proprio mestiere, la Roma in defititiva e senza offesa, pesa di più della Lazio. Poi non mi sembra ci sia disparità, c’è lo stesso numero di uomini su una e l’altra, i titoli sono alternati e le pagine a disposizione sono le stesse. Se questo tipo di discussione prosegue attraverso ogni successore alla direzione del giornale, allora vuol dire ch ci si trova davanti ad un dato di fatto da accettare o respingere. Alla gente della Lazio consiglio una scelta: Se non le piace il giornale, se crede di essere discriminata, non lo compri. Però non credo che ci sia alcun giornale in Italia che faccia lo stesso sforzo che fa il CdS per la Lazio”.

Radio in fm h24, rivista e tv ufficiale: come valuta la struttura di comunicazione della SS Lazio?

“Io non vedo nè vantaggi e nè rischi, se non economici anche se non si parla di costi formidabili. Ad ogni modo se la Lazio giudica vantaggioso dare la propria comunicazione, la dia, ma si tratta sempre di una comunicazione di “partito”. Anche prima c’erano già radio, non ufficiali, che facevano comunicazione di partito. Io personalmente non compro mai giornali, nè sento le trasmissioni a senso unico. Non lo faccio neanche con la mia squadra, la Fiorentina, perchè non mi diverte e ritengo che un tifoso debba sempre pensare con la testa propria. E’ una buona operazione dal punto di vista dell’informazione di servizio, ma per il resto mi sembra un già visto, una di quelle sperimentazioni antiche e velleitarie”.


Francesco Pagliaro

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