SERIE A – La Lazio crolla a Catania e adesso..

SERIE A – La Lazio crolla a Catania e adesso..

Comincia con la pañolada e per poco non finisce con la manita. Si rivede il Catania simil Barcellona dello scorso anno quello che aveva attirato simpatie e lusinghe da ogni dove. La protesta dei tifosi contro i torti arbitrali subiti nelle ultime settimane (prima per il rigore negato a San…

Comincia con la pañolada e per poco non finisce con la manita. Si rivede il Catania simil Barcellona dello scorso anno quello che aveva attirato simpatie e lusinghe da ogni dove. La protesta dei tifosi contro i torti arbitrali subiti nelle ultime settimane (prima per il rigore negato a San Siro contro l’Inter e poi con il gol buono annullato contro la Juve passata in vantaggio con un’azione viziata da fuorigioco) colora il vecchio Cibali di bianco. La mano alzata con tutte le dita aperte in segno di cinquina rimane invece a mezzaria quando Castro fallisce la clamorosa occasione su assist di Izco. Poca cosa, in confronto allo scoppiettante poker rifilato a una delle squadre più attrezzate del campionato che fino a qualche settimana addietro veniva indicata come probabile terzo incomodo nella lotta scudetto. Scelte errate Ma di quella Lazio, che vinceva regalando spettacolo, a Catania non si è vista neanche una sparuta traccia. Anche perché Petkovic, allenatore sorpresa del primo scorcio di campionato, sbaglia mosse importanti, come ammette con obiettività poi. Ad esempio lasciare fuori Gonzalez affidando al solo Ledesma i compiti di rottura, non è una scelta vincente. Guarda caso al Massimino va in campa la stessa formazione che aveva beccato 3 gol a Napoli un mese e mezzo fa, eccezion fatta per Klose, squalificato e sostituito in questo caso da Rocchi. Quindi con Cavanda terzino sinistro, Lulic avanzato sulla stessa fascia e Mauri spostato in mezzo. Quest’ultimo dovrebbe avanzare per rifornire l’unico centravanti, ma in realtà Mauri è costretto dai centrocampisti rossazzurri sempre mobili e intraprendenti a rimanere in una posizione più arretrata. Mosse azzeccate Il Catania tira un grosso sospiro di sollievo quando Rocchi, riprendendo dall’altezza del dischetto un rinvio di Andujar, spedisce a lato la prima grossa opportunità del pomeriggio. Dopo 4 minuti la squadra di Maran passa in vantaggio: Spolli ruba palla a Candreva sulla trequarti e va in avanti indovinando il taglio per Gomez: el Papu fa pochi passi e dalla sinistra, appena entrato in area, lascia partire un bolide che si infila sul palo più vicino con la complicità dell’ex Bizzarri, imbambolato. Maran al contrario del collega azzecca le sue decisioni, tornando a schierare la squadra con la difesa a 4, riportando Alvarez sulla corsia di destra e affidandosi al solito tridente tutto argentino. La reazione laziale è flebile, giusto un tentativo di Mauri (in fuorigioco non segnalato) che mette fuori da 2 passi. Primo rigore Il Catania trova il raddoppio su bella iniziativa Barrientos-Izco bloccata in area da un mani di Dias. Dal dischetto (primo rigore del campionato) Lodi porta il Catania sul 2-0. La Lazio si liquefa come una gelatina stagionata. Maran deve sostituire Bergessio infortunato col giovane Douakara, nella ripresa Petkovic inserisce Brocchi e Floccari svoltando verso il 4-3-1-2, ma nella realtà non cambia nulla perché sono sempre i rossazzurri a dettare legge, realizzando altre 2 reti. Prima con Gomez che corregge in scivolata un traversone di BarrientosmaMazzoleni non si accorge che Biava respinge dopo che la palla ha già varcato la linea di porta ed è l’arbitro di linea Guida a correggere la decisione. Completa il poker lo stesso duo argentino ma a parti invertite: Barrientos infila nella porta l’assist di Gomez. Il Catania torna a volare nelle zone alte, la Lazio, 1 punto nelle ultime 3 partite, incassa la terza sconfitta esterna, brutto preambolo per il prossimo derby.

Fonte: La Gazzetta dello Sport

Rob.Ma. – Cittaceleste.it

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