SERIE A – Lazio senza scelta: bisogna vincere!

SERIE A – Lazio senza scelta: bisogna vincere!

A Torino per ripartire. E per mantenere accesa una piccola speranza nella rincorsa Champions, resa impervia da un rendimento disastroso nel girone di ritorno (8 punti in 9 partite) e soprattutto dagli ultimi passi falsi contro Milan e Fiorentina, scontri diretti fondamentali nella volata per il 3° posto. Ora per…

A Torino per ripartire. E per mantenere accesa una piccola speranza nella rincorsa Champions, resa impervia da un rendimento disastroso nel girone di ritorno (8 punti in 9 partite) e soprattutto dagli ultimi passi falsi contro Milan e Fiorentina, scontri diretti fondamentali nella volata per il 3° posto.

Ora per la Lazio la rimonta è dura, anzi durissima. Vladimir Petkovic, però, non ha smesso mai di crederci, e non lo fa neppure ora, alla vigilia di una sfida fondamentale e difficile sul campo del Torino. «Io non faccio il profeta – ha spiegato l’allenatore biancoceleste – e fare previsioni in questo momento è inutile. Semplicemente dobbiamo ottenere tre punti fondamentali per restare in corsa per il 2° e il 3° posto in maniera attiva. Se le squadre che ci seguono in classifica ancora sperano nella Champions, anche noi possiamo crederci: affrontiamo gara dopo gara e cerchiamo di vincere sempre».

Petkovic pensa positivo e fa bene, ora più che mai la Lazio ne ha bisogno. In campionato il ruolino di marcia della squadra biancoceleste lontano dallo stadio Olimpico è preoccupante: nelle ultime 9 trasferte la Lazio ha raccolto appena 6 punti e l’ultima vittoria risale a quasi tre mesi fa, il 22 dicembre 2012 sul campo della Sampdoria. Non bastassero questi dati, stasera c’è un avversario difficile da affrontare, un Torino uscito indenne lo scorso 31 ottobre dall’Olimpico. «Incontriamo un avversario in forma – ha osservato Petkovic – reduce da cinque risultati utili nelle ultime partite casalinghe. Possono cambiare gli attaccanti, ma noi dobbiamo comunque fare attenzione alle loro ripartenze: basta chiacchiere, bisogna dimostrare di volere fortemente questi tre punti».

L’indicazione è chiara e precisa, la fiducia nei propri giocatori ribadita ancora una volta. Le assenze, però, sono tante e importanti: a Torino, oltre allo squalificato Hernanes e ai lungodegenti Konko e (soprattutto) Klose, Petkovic non potrà contare neppure su Floccari, fermato da un fastidio muscolare. In corsa per il ruolo di unica punta restano dunque il francese Saha, mai impiegato finora dal primo minuto, e Kozak, reduce dalla fantastica tripletta in Europa League ma ancora a secco quest’anno in serie A. «Libor ha solo bisogno di maggiore convinzione – ha sottolineato il tecnico bosniaco – in Italia si gioca più fisicamente, bisogna liberarsi negli spazi con il movimento. Ma lui ha qualità e lo dimostrerà anche in campionato. Come sta Saha? Sicuramente è migliorato, ma non ha ancora le energie necessarie per giocare una partita intera: potrebbe partire dal primo minuto, devo valutare».

Il ballottaggio sarà sciolto solo stamattina, per il resto la formazione sembra fatta. «Mauri non è ancora al meglio – ha dichiarato Petkovic – ma è normale, ha bisogno di tempo per ritrovare la condizione ottimale. Contro lo Stoccarda, però, ha aiutato la squadra nel modo giusto, ora può soltanto crescere». Come può crescere l’intera squadra: «Il derby di lunedì? Nulla può condizionare un derby. Piuttosto spero di recuperare gli infortunati durante la sosta – ha spiegato il tecnico di Sarajevo sono due mesi che facciamo fatica in campionato e ne abbiamo bisogno».

Intanto, però, la Lazio ha assoluto bisogno dei 3 punti contro il Torino per tornare a guardare la classifica in modo positivo. «Gli impegni in Coppa peseranno – ha ammesso Petkovic – per questo dobbiamo dare di più dal punto di vista mentale. Non mi aspettavo un girone di ritorno del genere, ma tutti hanno perso punti e quindi i conti si faranno alla fine». Così come l’ipotizzato rinnovo del contratto del tecnico bosniaco: «Io sono tranquillo – ha osservato Petkovic – la società pure e devono esserlo anche i tifosi. Io sono orgoglioso della Lazio, anche se questo messaggio non è ancora arrivato: siamo ancora in corsa sui tre fronti, tutto è aperto, possiamo ottenere il massimo. Ci vogliono convinzione e tanta energia». I giocatori sono avvisati.

Fonte: Il Tempo

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